attanasio iacovacci congo

PERCHÉ ATTANASIO NON VIAGGIAVA SU UNA MACCHINA BLINDATA? – LE TESTIMONIANZE RACCOLTE DAI ROS SULL'AGGUATO IN CONGO: “ERA STATA RICHIESTA AL SERVIZIO DI SICUREZZA DEL PAM UN’AUTO BLINDATA E UN GIUBBOTTO ANTIPROIETTILI, MA CI VENNE NEGATO CON LA GIUSTIFICAZIONE CHE IL PERCORSO ERA CONSIDERATO VERDE, CIOÈ NON PERICOLOSO” – “DOPO AVER AMMAZZATO L’AUTISTA CI HANNO PORTATI NELLA SAVANA. ATTANASIO E IACOVACCI HANNO PROVATO A SCAPPARE MA…”

Grazia Longo per "La Stampa"

 

ROCCO LEONE (SECONDO A SINISTRA) - FRANCO BORDIGNON - LUCA ATTANASIO - VITTORIO IACOVACCI

«Dopo aver ammazzato l'autista Mustapha Milambo, ci hanno portati nella savana e ci hanno fatto sedere per terra. L'ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci si sono improvvisamente alzati e hanno provato a scappare, ma i sequestratori gli hanno sparato contro e li hanno uccisi. A nulla è servito il tentativo del carabiniere di portare via l'ambasciatore dalla linea del fuoco».

 

LUCA ATTANASIO

È questa una delle rivelazioni più importanti che emerge dai testimoni ascoltati dai Ros su delega del procuratore di Roma Michele Prestipino e dei due pm titolari delle indagini, Sergio Colaiocco e Alberto Pioletti, sull'agguato del 22 febbraio scorso sulla strada Rutshuru-Goma. Ma non è l'unica.

MUSTAPHA MILAMBO - AUTISTA DI LUCA ATTANASIO

 

Durante i 5 giorni trascorsi a Kinshasa, capitale del Congo, i carabinieri del Ros hanno anche raccolto la testimonianza dell'altro carabiniere della scorta dell'ambasciatore che ha spiegato che «era stata richiesta al servizio di sicurezza del Pam (Programma alimentare mondiale, ndr) una macchina blindata a Goma e il giubbotto antiproiettili, ma ci venne negato con la giustificazione che il percorso era considerato verde, cioè non pericoloso».

IL CONVOGLIO DIPLOMATICO CHE HA ATTRAVERSATO IL NORD KIVU DIECI GIORNI PRIMA DELLA MORTE DI ATTANASIO E IACOVACCI

 

A Kinshasa Attanasio aveva la macchina blindata dell'ambasciata italiana ma per raggiungere la lontana Goma aveva dovuto prendere l'aereo e atterrare all'aeroporto internazionale di Ndjili. Durante la trasferta africana i Ros hanno sequestrato il computer fisso e il portatile dell'ambasciatore: il Ritel, Reparto indagini telematiche dei Ros, provvederà all'analisi del materiale informatico alla ricerca di tracce scritte inerenti il viaggio che è costato la vita al diplomatico, al carabiniere di scorta e il loro autista.

 

Non a caso l'inchiesta della procura di Roma non si concentra solo sul sequestro a fine terroristico, ma anche sul reato di omicidio colposo. Gli inquirenti puntano, cioè, a chiarire eventuali negligenze sul rispetto dei protocolli Onu e Pam nell'organizzazione della missione del diplomatico nella zona del Parco di Virunga.

VITTORIO IACOVACCI

 

Chi indaga vuole, infatti, verificare se ci siano state anomalie nel sistema di comunicazione tra le due strutture nel complesso sistema che regola le attività delle security. I carabinieri del Ros hanno inoltre ascoltato il personale dell'ambasciata italiana sull'organizzazione della missione a Goma. Tra le persone sentite anche Rocco Leone, vice direttore del Pam in Congo, sopravvissuto all'agguato.

 

La sua testimonianza, nell'ambito della collaborazione con Pam e Onu, è avvenuta nell'ambasciata di Kinshasa. Leone è riuscito a salvarsi perché si è finto zoppo, dopo essere inciampato durante il rapimento, e alla fine della sparatoria tra i sequestratori e i ranger ha potuto confrontarsi con gli altri membri della spedizione sopravvissuti all'agguato.

vittorio iacovacci

 

Sono stati loro, rapiti insieme ad Attanasio e Iacovacci, a fornirgli tutti i dettagli della situazione. Le versioni dei testimoni avvalorano la ricostruzione secondo cui i due italiani sono morti non in un'esecuzione ma colpiti dagli assalitori mentre il carabiniere tentava di portare l'ambasciatore fuori dalla linea di fuoco tra i sequestratori e i ranger, intervenuti immediatamente. Leone ha di fatto confermato quanto emerso dai primi risultati delle autopsie svolte a Roma.

 

L'ambasciatore e il carabiniere sono morti nel corso di «un intenso conflitto a fuoco» e raggiunti dagli spari della banda che aveva tentato di sequestrarli. Accantonata, quindi, l'ipotesi del fuoco amico. La procura di Roma sta ora valutando una nuova missione da parte dei Ros nella zona di Goma per acquisire elementi sulla dinamica della sparatoria e effettuare accertamenti balistici.

 

funerale di luca attanasio a limbiate

I pm hanno anche inviato una rogatoria internazionale in Congo con la quale si chiede di trasmettere gli atti di indagini svolti finora dalle autorità africane. Per i primi giorni della prossima settimana è, invece, atteso nella capitale il report dell'Onu. Dall'esame del tablet di Luca Attanasio non è, infine, emersa alcuna attività utile alle indagini poiché veniva utilizzato solo per scopi personali non attinenti alle missioni diplomatiche.

CONGO - LA MORTE DI LUCA ATTANASIO E VITTORIO IACOVACCIfunerale di luca attanasio a limbiate 4il video dell attacco all ambasciatore luca attanasio 1LUCA ATTANASIO PREMIO NASSIRIYA PER LA PACE il video dell attacco all ambasciatore luca attanasio 3il video dell attacco all ambasciatore luca attanasio 5il video dell attacco all ambasciatore luca attanasio 4LUCA ATTANASIOLUCA ATTANASIO il video dell attacco all ambasciatore luca attanasio 2

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”