fari faro big

PIÙ UNICO CHE FARO - UN LIBRO RACCONTA LA SUGGESTIVA STORIA DELLE TORRI DI SUPPORTO ALLA NAVIGAZIONE, A PARTIRE DALLA PRIMA: LA MITICA "MERAVIGLIA" DI ALESSANDRIA D'EGITTO COSTRUITA NEL III SECOLO A.C. DA TOLOMEO I - I FARI, NATI COME SFORZO D'INGEGNO COLLETTIVO PER ALLERTARE I NAVIGATORI SULLA PRESENZA DI ZONE PERICOLOSE, HANNO ASSUNTO ANCHE FUNZIONI VOTIVE, CELEBRATIVE E DALL'OTTOCENTO SONO DIVENTATI MATERIA LETTERARIA E ARTISTICA...

Gabriele Santoro per “Il Messaggero

 

il faro di alessandria

Luce, eclisse, luce: i lampi dei fari hanno segnato il rapporto tra i marinai e la terraferma, scrivendo un capitolo appassionante della storia che lega l'uomo agli abissi del mare e alla luce.

 

Fáros, phare, faro: sulle sponde del Mediterraneo tra Grecia, Francia, Italia e Spagna risuona la somiglianza lessicale della parola derivata dal primo leggendario faro, considerato tra le sette meraviglie del mondo antico, fatto costruire sull'isola di Faro, citata nell'Odissea, davanti ad Alessandria d'Egitto nel III secolo a.C. da Tolomeo I, generale macedone di Alessandro Magno, e distrutto da un terremoto nel 1323. Era una torre di pietra alta 135 metri e le navi potevano avvistare il fuoco fino a 56 chilometri di distanza.

 

jazmina barrera

L'INVENZIONE

Dalle torri dedicate alla segnalazione della vicinanza alle coste fino al primo faro elettrico del 1858, invenzione degli inglesi, i fari, nati come sforzo d'ingegno collettivo per allertare i navigatori sulla presenza di zone pericolose, hanno assunto anche funzioni votive, celebrative e dall'Ottocento sono diventati materia letteraria e artistica.

 

Posizionati in luoghi particolarmente suggestivi, riescono tuttora a trasportarci in un altrove e sembrano restituire ai viaggiatori la giusta distanza dalle cose del mondo. La giovane autrice Jazmina Barrera, nata a Città del Messico nel 1988, ha saputo descrivere questa esigenza interiore con il Quaderno dei fari (la nuova frontiera, 128 pagine, traduzione di Federico Niola) che è un saggio letterario intenso.

 

il libro sui fari

La scrittrice ha intrapreso il viaggio dal faro di Yaquina Head Lighthouse di Newport, in Oregon, ripercorrendo le storie di fari intrecciate con l'arte e la letteratura come il Cape Elizabeth Light nel Maine, raffigurato da Edward Hopper nel celebre dipinto del 1929 The Lighthouse at Two Lights, e il Faro di Godrevy nell'omonima isola della Cornovaglia che ha ispirato Virginia Woolf per Gita al faro.

 

La Marina militare britannica propiziò la costruzione dei fari lungo le coste di competenza. Da una nobile famiglia di costruttori di fari discendeva Robert Louis Stevenson. Nel suo splendido libro Records of a Family of Engineers gli ingegneri che progettano i fari sono artisti le cui opere sfidano la natura.

 

faro di alessandria

I fari più antichi ancora integri o restaurati, come il trecentesco Fanale di Livorno, risalgono al Medioevo e spesso sono diventati simbolo dei luoghi di appartenenza. In Italia il pensiero corre a Trieste e ai suoi due fari monumentali, quello ottocentesco della Lanterna e il faro della Vittoria, tuttora in funzione dall'alto dei suoi 67 metri, che hanno caratterizzato lo sviluppo del sistema faristico lungo la dorsale adriatica, unendo Oriente e Occidente.

 

foto yaquina head lighthouse di newport

Dall'iconica Lanterna di Genova, eretta nel 1321, la mappa dei fari nella penisola italiana è vasta. Nello stretto di Messina è impossibile non soffermarsi alla Lanterna del Montorsoli, che raffigura la stratificazione storica di queste opere dal Trecento alla seconda metà dell'Ottocento, quando è stata aggiunta la torretta dotata del faro.

 

faro di capel rosso al giglio

Nelle isole tirreniche sono numerosi i fari da esplorare: Faro di Capel Rosso al Giglio, Punta Carena a Capri, Mangiabarche nell'Isola di Sant'Antioco senza dimenticare il Faro della Guardia a Ponza. La Puglia è terra di fari con quello di Punta Palascia che è il più esposto a Est.

 

faro della vittoria a trieste

Il lampo di luce ha significato per milioni di migranti l'inizio dell'agognata vita nuova. Pensiamo al senso del faro elettrico di atterraggio a luce fissa della Statua della libertà a New York, inaugurato nel 1866, per gli italiani con la valigia di cartone.

 

faro di godrevy

SUI SOCIAL

A livello globale i fari sono un obiettivo che attira e appassiona gli amanti della fotografia. L'Heceta Head Lighthouse in Oregon è tra i più fotografati al mondo: a picco sulla costa del Pacifico domina la scena su Instagram.

 

heceta head lighthouse

Tornando in Europa meta prediletta dei viaggiatori è il Fanad Lighthouse nella contea del Donegal in Irlanda, che conquista con splendidi scorci. La figura mitica del guardiano del faro è perlopiù venuta meno in conseguenza dell'innovazione tecnologica e dell'automazione.

 

Molti fari storici sono in disuso, però non è stato smarrito il loro valore altruistico profondo da quando i maya costruivano monumenti illuminati dall'interno per indicare i luoghi dove era rischioso o possibile sbarcare, i celti accendevano falò per inviare messaggi lungo la costa e i greci diedero ai fari il loro nome.

the lighthouse at two lightsyaquina head lighthouse di newportfanale di livornolanterna del montorsoli

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?