POI NON DITE CHE MANCANO LE DONNE NEI RUOLI DI POTERE - TRE "SCIURE" ERANO A CAPO DI UNA NARCO-GANG OPERANTE A MILANO, ROMA E NAPOLI, CON AFFARI FINO AL SUD AMERICA E ALL'ALBANIA - I LORO NOMI DI BATTAGLIA? "LA NEGRA", "LA SIGNORA DELLA PIOGGIA" E MARTHA, LA MOGLIE DEL "CHIMICO" -  QUELLA VOLTA CHE UNA DELLE "LADY NARCOS" IMBROGLIÒ LA PERSONA SBAGLIATA, UN CALABRESE, E DOVETTE CAMBIARE CITTÀ...

Lorenzo Gottardo per "Libero quotidiano"

 

MILANO TESORO NARCOS

Un vero "romanzo criminale" sul narcotraffico internazionale. Una storia che comincia sotto i grattacieli milanesi per allargarsi, a ogni step successivo di indagine della Guardia di Finanza, a Roma e Napoli, fino a toccare diversi Paesi dell'America Latina e pure le coste dell'Albania.

 

Ma, soprattutto, un business di droga - particolare, questo, che molto colpisce anche chi su casi simili ha già indagato in passato - a forti tinte "rosa", con donne (come "La Negra", "La Lluvia" e Martha, la moglie del "Chimico") che svolgono ruoli centrali nell'organizzazione delle spedizioni dello stupefacente e nella gestione dello spaccio.

 

NARCOTRAFFICO

E proprio nelle vicinanze della stazione Centrale di Milano incontriamo la prima protagonista dell'operazione "Saudade-Bis", indagine che la settimana scorsa ha portato all'arresto di undici persone e all'esecuzione di altri otto obblighi di dimora per reati commessi tra il maggio 2016 e il maggio 2017.

 

Lei è un'ecuadoregna quarantenne, nota negli ambienti della criminalità come "La Negra": una donna che grazie ai contatti in Argentina, Perù e Colombia - tra cui anche esponenti del Cartello di Medellin, fondato da Pablo Escobar - tra via Vittor Pisani e piazza IV Novembre organizza compravendite e anche truffe a danno degli acquirenti. Talvolta, infatti, la droga non c'è e le vittime che cadono nella trappola finiscono malmenate e derubate dai connazionali della donna in una stanza d'hotel della zona.

 

SGARBO

milano stazione centrale

Un giorno però «La Negra» imbroglia la persona sbagliata, un calabrese, e temendo le conseguenze decide di abbandonare la città e trasferire i suoi traffici illegali a Roma dove ad aspettarla c'è Andrea M., un importante broker della droga napoletano.

 

Un uomo che, come lei, ha ottimi agganci in Colombia e che, soprattutto, è in rapporti con chi gestisce le piazze di spaccio campane. Tanto che, in una conversazione tranquillizza la sua nuova socia perché il porto di Napoli è nelle mani di amici, ovvero «è roba loro».

 

E qui fa la sua comparsa sulla scena la seconda "lady narcos". Il suo nome è Martha e a lei si rivolge Andrea M. quando mette le mani su una partita di cocaina tagliata talmente male da essere diventata di colore giallo.

 

donna nasconde la cocaina in un cocomero fingendo di essere incinta

PROGETTO

L'idea del broker è quella di aggiustare alla buona lo stupefacente per poi venderlo sul mercato. Ma Martha lo ferma immediatamente perché, in tal modo, non avrebbe fatto altro che rovinare un ottimo prodotto. A trovare una soluzione è la stessa donna che, nel settembre 2016, aveva inviato a Roma suo marito Carlos, noto anche come "Il Chimico".

 

L'uomo passa tutta una notte a lavorare in un capannone nel Napoletano (o "sala operatoria", come viene chiamata in un'intercettazione) per sistemare la partita di droga con esiti "eccellenti".

 

COCAINA E BANCONOTE SEQUESTRATI A MILANO

A questo punto, per fare la conoscenza della terza figura femminile - "La Lluvia", o "Signora della pioggia", la più sfuggente e temibile - bisogna spostarsi più a nord, in Olanda.

 

Passando prima, però, di nuovo dal capoluogo lombardo, dove la donna ha uno dei suoi collaboratori di fiducia: un trentottenne dal soprannome di "Mucha Fe" che, per conto della Lluvia, gestisce i traffici tra Spagna e Italia arrivando a comprare a credito anche quindici chili di cocaina. Stupefacente del valore di almeno mezzo milione di euro.

 

donna cocaina

Quando nelle chat criptate si fa riferimento alla "Signora della pioggia", le parole tradiscono sempre un mal celato timore, quasi uno sgarro nei suoi confronti implicasse una vendetta rapida e feroce. I suoi traffici, poi, sono trasversali: non solo la "bianca", ma anche marijuana dall'Albania.

 

Come i quasi sessanta chili che i militari della GdF trovarono, nel febbraio 2017, a bordo della Volvo di Matteo F., alias "Il Taxista" che contrattava la vendita delle partite di droga con i compratori mentre li portava in giro con la sua macchina. O come le 1,5 tonnellate sequestrate, nel maggio 2017, a bordo di una nave da dieci metri intercettata a largo delle coste pugliesi. Anche questi tasselli di una storia criminale in cui a comandare erano soprattutto donne.

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