ezra edelman prince

PRINCE COME NON LO VEDREMO MAI – IL MONUMENTALE DOCUMENTARIO DI NOVE ORE SUL GENIO DI MINNEAPOLIS SEMBRA DESTINATO A RIMANERE IN UN CASSETTO: GLI EREDI HANNO FATTO CAUSA A NETFLIX PER IMPEDIRNE LA MESSA IN ONDA, BOLLANDO IL PROGETTO COME PIENO DI INESATTEZZE. E IL DOCUMENTARIO È IN STAND BY A TEMPO INDETERMINATO – IL “NEW YORK TIMES”: “EZRA EDELMAN HA PERMESSO DI VEDERE CHE QUESTA CREATURA DI PURO SESSO, MALIZIA E AMBIGUITÀ SETOSA, ERA ANCHE OSCURA, VENDICATIVA E TRISTE…” - VIDEO

 

1. PRINCE, LA REALIZZAZIONE DEL DOCUMENTARIO SULLA SUA VITA SAREBBE STATA INTERROTTA A CAUSA DI INESATTEZZE NARRATIVE

Estratto dell’articolo di www.whoopsee.it

 

prince 12

Il documentario sulla vita e sulla carriera musicale di Prince sembra essere ormai un progetto arenato. Stando a quanto riportato su “Variety”, il lavoro svolto negli ultimi quattro anni dal regista Ezra Edelman è stato un buco nell’acqua. Il motivo? Dopo aver visto la prima stesura del film, gli eredi del cantautore avrebbero deciso di non procedere con l’effettiva realizzazione della docu-serie.

 

Il documentario sull’iconico cantautore statunitense, nonché uno dei più talentuosi, prolifici e ingovernabili artisti della musica mondiale, era stato commissionato da Netflix a Ezra Edelman, noto per aver diretto anche “O.J.: Made in America”. […] i rappresentanti degli eredi di Prince avrebbero affermato che la narrazione era piena di “drammatiche” inesattezze fattuali e interpretazioni “sensazionalistiche” di alcuni eventi della sua vita, motivo per cui avrebbero preferito scartare il progetto. Un feedback del tutto inaspettato, che arriva dopo quattro lunghi anni di lavoro. Stando a “Puck”, il regista Ezra Edelman, che improvvisamente ha visto il suo progetto deteriorarsi, sarebbe “devastato” dall’impasse

ezra edelman

 

Oltre alle lacune narrative, tuttavia, sembra che Edelman si sia lasciato travolgere dall’entusiasmo, consegnando un documentario molto più lungo del previsto. Mentre l’accordo prevedeva una serie tv di sei ore, il regista ne avrebbe creata una di ben nove ore. […]

 

2. PRINCE CHE NON ABBIAMO MAI CONOSCIUTO

Estratto dell’articolo di Sasha Weiss per www.nytimes.com

la lavorazione del film su prince 2

[…] Come la maggior parte degli americani cresciuti negli anni '80, avevo un'immagine di Prince impressa nella mia mente: meravigliosamente strano, un maestro del funk sognante e gender-bending. Ha sfidato e fluttuato al di sopra di tutte le categorie e ha dato il permesso a generazioni di bambini di fare lo stesso. Il film di Edelman ha approfondito quelle impressioni, rimuovendo allo stesso tempo i molti veli su Prince. Questa creatura di puro sesso, malizia e ambiguità setosa, ora lo vedevo, era anche oscura, vendicativa e triste. Questo artista che ha liberato così tante persone poteva essere patologicamente controllato e controllante. Il film a volte è scomodo da guardare. Ma poi, sempre, arriva il sollievo: il miracolo della musica di Prince, una liberazione per me e una liberazione, soprattutto, per Prince.

 

la lavorazione del film su prince 1

Eccolo contorcersi al microfono, mentre strilla il ritornello di "The Beautiful Ones", una canzone sul dolore dell'amore. Wendy Melvoin, membro della sua band Revolution e una delle persone con cui Prince era più intimo (anche se solo per un breve periodo), dice a Edelman che quando "urla, c'è uno sguardo nei suoi occhi di pura tortura". Cita il testo "Lo vuoi o vuoi me? Perché io voglio te!" «Sembra la grande lotta di tutta la sua vita - dice Melvoin - La conseguenza del fatto che tu non mi abbia scelto è troppo da sopportare».

 

La sequenza che ho appena descritto dura 20 minuti. Immaginate di sostenere questa densità di analisi dei personaggi per altri 520, che è ciò che ha fatto Edelman. Nel documentario offre una risposta a una domanda che ha tormentato la cultura in generale per l'ultimo decennio. Come dovremmo pensare di artisti i cui fallimenti morali vendono alla luce? Edelman riesce a presentare una persona profondamente imperfetta pur concedendole la sua grandezza e la sua dignità.

prince 1

 

Ci sono voluti quasi cinque anni a Edelman per finire il film, e questo lo ha quasi distrutto. Ogni volta che gira un documentario, mi ha detto, «È come entrare volontariamente in prigione o chiudermi in una scatola come Houdini e pensare, 'Posso uscire?'». Ma per questo film è stato rinchiuso per molto tempo, spesso lavorando di notte e nei weekend, inseguendo soggetti recalcitranti che sembravano ossessionati dalle loro amicizie con Prince e facendo ricerche nell'archivio personale di Prince, che era pieno di lacune ed elisioni. Prince continuava a sfuggirgli. «Come puoi dire la verità su qualcuno visto che, quando parli con le persone, hanno tutte cose diverse da dire? - ha detto Edelman - Come puoi dire la verità su qualcuno che non ha mai detto la verità su se stesso?»

 

prince 10

Per oltre un anno e mezzo, avevo osservato come Edelman continuava a perfezionare il suo film, lavorando per catturare l'essenza di Prince, anche se stava lentamente, dolorosamente diventava chiaro che molto probabilmente non sarebbe mai andato in onda. La tenuta di Prince era passata di mano e i nuovi esecutori si erano opposti al progetto. La primavera scorsa, avevano voluto un taglio e, sostenendo che travisava Prince, avevano avviato una lunga battaglia con Netflix, che detiene i diritti del film, per impedirne l'uscita. Ad oggi, non ci sono indicazioni che il film uscirà mai. È stato come guardare un monumento inghiottito dal mare. […]

prince 5prince 7prince 9prince 8prince 3prince 6prince 4prince 11prince 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…