mariupol vladimir putin azovstal acciaieria

PUTIN SI STA ROMPENDO L’AZOV - I RUSSI NON SANNO PIÙ CHE FARE PER CONCLUDERE L’ASSALTO A MARIUPOL, DOVE 600 COMBATTENTI RESISTONO ALL’INTERNO DELL’ACCIAIERIA AZOVSTAL: BOMBE AL MAGNESIO, BOMBE INCENDIARIE E FORSE ANCHE ORDIGNI AL FOSFORO, VIETATI DALLE CONVENZIONI INTERNAZIONALI - PUTIN DEVE CONQUISTARE LA CITTÀ PER AVERE UN MARGINE DI TRATTATIVA: MA È COSTRETTO A USARE SEMPRE PIÙ UOMINI E MEZZI, DISTOGLIENDOLI DAL FRONTE DEL DONBASS (DOVE STA SUBENDO LA CONTROFFENSIVA DI KIEV) - ZELENSKY: “STIAMO PROSEGUENDO LE TRATTATIVE PER FAR USCIRE LA NOSTRA GENTE”, COMPRESI I COMBATTENTI…”

1 - ZELENSKY, NEGOZIATI SU AZOVSTAL, ANCHE PER USCITA MILITARI

volodymyr zelensky 4

 (ANSA) - Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky afferma che sono in corso negoziati per far uscire le persone da Mariupol, compresi i combattenti ucraini asserragliati nell'acciaieria di Azovstal. Zelensky lo ha annunciato in un videomessaggio, riferisce Ukrinform.

 

"Stiamo proseguendo trattative molto difficili e delicate per salvare la nostra gente da Mariupol, da Azovstal. Ci occupiamo quotidianamente di questo. E la cosa principale è che gli accordi siano rispettati", ha detto il presidente.

 

VLADIMIR PUTIN - MARIUPOL - VIGNETTA DI CARLI

2 - MARIUPOL PIOGGIA DI ORDIGNI INCENDIARI SUL BATTAGLIONE AZOV

Riccardo Coletti per “La Stampa”

 

«Per la prima volta, gli invasori russi hanno lanciato bombe al fosforo o incendiarie sull'acciaieria Azovstal a Mariupol». Lo ha riferito il consigliere del sindaco Petro Andryushchenko. Non c'è certezza sull'uso di ordigni al fosforo. Se ne è parlato in più occasioni durante la guerra, ma mai si è arrivati ad averne le prove. Ciò che è certo, invece, è l'utilizzo delle bombe incendiare.

 

«Pioggia di lava, le chiamiamo così», racconta Andrej, cosacco di nascita, soldato ucraino per scelta. Bombe al magnesio. Bombe incendiarie che prendono fuoco in cielo e distruggono tutto ciò che incontrano a terra. Assomigliano a quelle al fosforo; proprio come quelle al fosforo sono vietate dalle convenzioni internazionali, ma l'esercito russo ha deliberatamente scelto di usarle. Terrorizzano i civili bruciando case e campi. Ardono vivi i soldati: si attaccano al corpo e consumano carne e ossa. Arrivano a soffocare chi è nelle vicinanze dell'esplosione; per bruciare hanno bisogno di ossigeno e lo suggono dall'ambiente circostante.

ACCIAIERIA AzovstaL IN FIAMME

 

Creano una «pioggia di lava» che raggiunge i 2.500 gradi consumando il metallo come fosse legno. Ieri piovevano sulle acciaierie Azovstal. Lo dimostrano i video e lo confermano i combattenti. Mariupol, ormai, è un'ossessione per i russi. Gli uomini asserragliati nell'acciaieria Azovstal «hanno perso le speranze e si preparano alla battaglia finale», ha detto Kateryna, moglie di un soldato del reggimento Azov .

 

«Difficilmente salgono in superficie; il più delle volte restano seduti nei bunker. Sono pessimisti, non c'è speranza di salvezza. Si stanno preparando per l'ultima battaglia, non credono in una soluzione diplomatica».

AZOVSTAL

 

Eppure i familiari degli ultimi 600 combattenti, tra cui tre ex soldati inglesi stando a quando riportato dal giornale britannico Daily Express, sperano che la Turchia riesca a convincere Mosca. I parenti dei combattenti del reggimento Azov sono partiti per Ankara.

 

MOGLI MILITARI UCRAINI BATTAGLIONE AZOV DAL PAPA

Sono lì per incontrare il presidente Erdogan; per ringraziarlo della sua disponibilità ad un piano d'evacuazione via mare dei combattenti intrappolati nelle acciaierie Azovstal. L'invito, stando a quanto scrivono sui social, è per un fronte unito Turchia-Cina.

battaglione azov

Un'apertura che Mosca non considera come opzione. I combattenti del battaglione Azov non possono essere oggetto di «negoziati politici».

 

Lo ha detto Vladimir Medinsky, capo della delegazione russa ai colloqui con Kiev. Medinsky, secondo l'agenzia si stampa russa Tass, ha utilizzato l'appellativo «criminali di guerra» nei confronti del battaglione ucraino che resiste all'interno dell'acciaieria di Mariupol.

vladimir putin

 

«La cosa più importante è salvare la vita agli eroi dell'Ucraina, non dare loro riconoscimenti postumi», ha detto Yuliia Fedosiuk, moglie di uno dei militari del battaglione Azov bloccati all'interno dell'acciaieria. Gli occhi del mondo sono tutti puntanti sull'ultimo avamposto ucraino di Mariupol.

 

Una exclave ucraina che imbarazza Mosca; che costringe Putin a dover usare sempre più uomini e mezzi distogliendoli da un fronte, quello in Donbass, sanguinoso. Severdonesk non è caduta. Non sono bastati i bombardamenti di venerdì notte, gli attacchi d'artiglieria di sabato, per far arretrare i combattetti ucraini.

 

acciaieria azovstal 1

Gli uomini dello zar sono bloccati nella periferia Nord-Est, racconta Boris, cecchino scelto. Come superano la linea dei palazzi di costruzione sovietica sono sotto tiro ucraino. Per prendere il Donbass, Mosca deve conquistare ciò che manca del Lugansk.

 

Operazione semplice sulla carta, ma dispendiosa sul campo di battaglia. I russi sono la maggioranza in campo. Sono un esercito fatto di prime linee e retrovie capace di avanzare, di sopportare perdite, ma in difficoltà nel mantenimento delle posizioni. Solo quando riesce a difendere la sua artiglieria, solo quando conta su un supporto areo costante, occupa ciò che ha conquistato.

 

VLADIMIR PUTIN E LA NATO MEME

L'esempio è Kherson, città del Sud-Eest. Da quando i russi hanno installato antiaerea e antimissilistica gli ucraini hanno dovuto archiviare ogni possibile controffensiva. Cosa diversa a sud di Zhaporizhia. L'esercito russo è avanzato, ha occupato le aree intorno alla centrale nucleare, ma non ha consolidato posizione simili a quelle di Kherson.

 

Ad ogni controffensiva ucraina perde terreno. Ad ogni attacco degli uomini di Zelensky conta vittime. Morti, feriti e disertori. Non a caso proprio a Kamyanka, nell'Oblast di Zhaporizhia, gli ufficiali di Putin hanno convertito l'ex scuola in carcere militare per disertori.

ADDESTRAMENTO DEL BATTAGLIONE AZOV ospedale acciaieria azovstal 3I SOTTERRANEI DELL ACCIAIERIA AZOVSTAL DI MARIUPOLDENIS PROJIPENKO COMANDANTE DEL BATTAGLIONE AZOVbattaglione azovbattaglione azovACCIAIERIA AZOVSTALVOLONTARI DEL BATTAGLIONE AZOV VOLONTARI DEL BATTAGLIONE AZOVyulya fedosiuk 1yulya fedosiuk 2ILYA SAMOILENKObattaglione azovmariupol i bambini nei tunnel dell acciaieria azovstal 4battaglione azovbattaglione azovbattaglione azovospedale acciaieria azovstal 2acciaieria azovstal

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…