gabanelli rubli russi

QUANDO I BOND ANDAVANO A RUBLI - ALLETTATI DAGLI INTERESSI ALTI, ANCHE I RISPARMIATORI ITALIANI HANNO ACQUISTATO OBBLIGAZIONI IN VALUTA RUSSA: SCONGIURATO IL DEFAULT A MARZO, ORA CHE SUCCEDE? - MILENA GABANELLI: "LE PERDITE SUL CAMBIO SONO AL 30-40%, ANCHE SE IL CALCOLO È TUTTO TEORICO PERCHÉ NEL FRATTEMPO LA BORSA ITALIANA HA CONGELATO LE COMPRAVENDITE DI QUESTI TITOLI PER RISPETTARE LE SANZIONI. VUOL DIRE CHE I RUBLI NON SI POSSONO CEDERE, MA SOLO LASCIARE NEL CASSETTO, PREGARE E SPERARE…" - VIDEO

Guarda il video su:

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/rublo-crolla-valore-investimenti-quanto-perdono-risparmiatori-italiani-italiani-la-guerra-ucraina/7143bb9a-add1-11ec-881c-603be96566c9-va.shtml

 

Massimo Sideri e Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera

 

Il default russo è stato scongiurato: i 117 milioni di dollari di cedole in scadenza mercoledì 16 marzo sono arrivati ai creditori del debito estero. Peraltro i pagamenti sono stati una deroga all’embargo da parte del Tesoro Usa visto che le riserve di Mosca in dollari ed euro erano nelle banche centrali occidentali.

 

milena gabanelli sui rubli 1

Ma mercoledì 31 marzo Mosca dovrà pagare altri interessi per 359 milioni di dollari su un bond con scadenza 2030, mentre lunedì 4 aprile dovrà rimborsare un’obbligazione da 2 miliardi di dollari.

 

Ce n’è abbastanza per porsi una domanda: quanto sono esposti i risparmiatori italiani? Quanti soldi rischiano di perdere le famiglie italiane che hanno prestato denaro alla Russia acquistando il corrispettivo dei Buoni del Tesoro di Mosca?

 

La torta totale del debito

Molti esperti hanno minimizzato la questione. Analizziamo prima di tutto il totale del debito domiciliato nella Federazione Russa. Parliamo di 155 miliardi di dollari: la fetta più grossa, pari a 90 miliardi, è legata ad obbligazioni emesse dal governo russo come debito sovrano, la maggior parte delle quali sono state vendute, come accade in tutti i Paesi, agli stessi russi. Altri 35 miliardi riguardano le aziende (sono i cosiddetti bond corporate). Gli ultimi 30 sono legati alle agenzie governative e sovranazionali.

 

debito russo

Ora chiedersi quanti sono i titoli di Stato russi e le obbligazioni di aziende o delle agenzie finite nei conti degli italiani è sostanzialmente come mettersi di fronte a una sfera di cristallo e fare delle domande.

 

Però sappiamo che prima del 24 febbraio (inizio della guerra con l’Ucraina) risultavano in circolazione, cioè fuori dai confini russi, circa 20 miliardi di dollari dei 90 totali del debito sovrano. Tanti, ma non tantissimi se si considera che, potenzialmente, dovrebbero essere distribuiti tra tutti i Paesi occidentali.

 

Per avere un confronto basterebbe ricordare che solo con il crac dell’Argentina del 2001 gli italiani (e solo gli italiani) persero 14 miliardi di euro in Tango Bond. Una finanziaria dello Stato italiano andata in fumo in un week end. Ma siamo sicuri che gli italiani abbiano acquistato solo in dollari o in euro? La struttura dei debiti tra Stati è come una cantina: più cerchi e più trovi.

 

Investimenti italiani in rubli

emissioni

Prendiamo la terza famiglia di obbligazioni, quelle legate alle agenzie sovranazionali. In Italia, sui circuiti Tlx ed Euromot di Borsa Italiana, sono state piazzate emissioni sovranazionali (cioè attraverso istituzioni come la Bei, la Banca Europea degli Investimenti) direttamente in rubli.

 

Vuol dire che c’è chi ha comprato direttamente titoli nella valuta russa: la Bei ha due emissioni, con scadenza 17/7/2024 e 16/2/2026, rispettivamente da 5,5 miliardi di rubli e 3 miliardi di rubli: 77 milioni di euro se si considera la rivalutazione di venerdì dopo che il presidente russo, Vladimir Putin, ha sparigliato le carte chiedendo un improbabile pagamento del gas e del petrolio in rubli.

 

milena gabanelli sui rubli 3

Con il cambio di martedì valevano 60 milioni di euro. Poi ci sono i bond emessi, sempre in Italia e sempre in rubli, tramite la Banca Internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (Ibrd): tutti insieme valgono circa 50 miliardi di rubli. Al cambio attuale meno di mezzo miliardo di euro.

 

Quindi ecco i bond della International Finance Corporation (un ramo della Banca Mondiale), sempre in rubli, sempre venduti qui. Il conto sale già sopra i 100 miliardi di rubli, dunque poco sotto il miliardo di euro.

 

Infine ci sono le emissioni della Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Ebrd) che hanno investito il mercato italiano a partire dal 2016 per circa 80 miliardi di rubli.

 

La trappola del cambio

milena gabanelli sui rubli 2

I titoli erano allettanti, con cedole anche dell’8%. E poi c’erano le buone relazioni Italia-Russia sbandierate dai diversi governi negli ultimi anni: hanno rassicurato il risparmiatore che, dal giorno successivo all’emissione, può comprare questi titoli sul mercato secondario.

 

E che rischio c’è a comprare in rubli? Lo stiamo vedendo. Visto che questi bond sono quotati su Borsa Italiana è molto improbabile che siano passati di mano a investitori francesi, tedeschi o inglesi.

 

andamento rublo euro

Calcolare la perdita su questi titoli — senza considerare il default — è un disastro già oggi: il cambio negli ultimi anni, quando la maggior parte di queste obbligazioni sono state piazzate, è sempre stato di un euro per 70 rubli circa. Con la guerra il cambio è schizzato anche a 125.

 

Vuole dire che se avevo 125 rubli in bond, al momento dell’acquisto questi valevano 1,8 euro. Nei giorni peggiori come martedì scorso valevano un euro. Nei giorni migliori 1,2. Parliamo di perdite del valore di bond e interessi del 30-40%. Va ricordato che l’appetibilità di queste obbligazioni è legata anche al fatto che vengono tassate come se fossero statali (cioè al 12,5 per cento).

 

crediti

Hanno dunque un vantaggio fiscale, ma a patto che si riesca a guadagnare. E adesso invece si perde, e parecchio, anche se il calcolo è tutto teorico perché nel frattempo la Borsa Italiana ha congelato le compravendite di questi titoli per rispettare le sanzioni.

 

Vuol dire che i rubli non si possono cedere, ma solo lasciare nel cassetto, pregare e sperare. Le emissioni in valuta russa ad un certo punto erano diventate così diffuse che pure Intesa Sanpaolo le ha immesse sul mercato italiano: 139 milioni di rubli con scadenza marzo 2023, il cui prezzo era iniziato a scendere già prima del congelamento in Borsa.

 

ifc

I bond delle aziende

Con un tale appetito e fiducia nei confronti del rublo da parte del risparmiatore italiano si può ipotizzare che anche parte dei bond corporate siano finiti qui. Sul mercato europeo ci sono in circolazione circa 11 miliardi di euro di debito Gazprom.

 

Quale percentuale è finita sul mercato italiano non è dato sapere: bisognerebbe andare a guardare nei conti titoli di tutti. Poi ci sono bond Rosneft, Lukoil e Sberbank, anche se in dollari.

 

Il rischio per il sistema Paese

Secondo la Banca dei regolamenti internazionali, le banche europee hanno crediti per oltre 84 miliardi di dollari, con Francia, Italia e Austria tra le più esposte, mentre le banche Usa hanno debiti per 14,7 miliardi.

 

milena gabanelli sui rubli 4

In Italia sono a rischio complessivamente 19 miliardi tra bond di tutte le tipologie, prestiti bancari e investimenti, secondo l’ultima analisi di Bankitalia (2020). In questa stima, visto che risale al 2020, non c’è il conto che i risparmiatori italiani stanno pagando sul rischio cambio con perdite che per ora vanno dal 30 al 40 per cento.

 

ibrd

Cosa succede ora?

Se il 31 marzo o il 4 aprile la Russia non dovesse pagare una delle prossime scadenze partirebbe un cronometro molto speciale: quello che in trenta giorni porta al default, cioè al fallimento di uno Stato.

 

E potrebbe farlo perché nulla impedisce agli Stati di non onorare il debito. Guarda caso, sia la Russia sia l’Argentina (che proprio in queste settimane sta discutendo con il Fmi) non sono nuove a queste manovre. Buenos Aires ha addirittura il record di crac, 12 volte nella propria storia.

 

aziende russe

Mosca non ha pagato nel ’98 (è per questo motivo che oggi ha un debito relativamente basso con un Pil di circa 1.400 miliardi). In teoria il mercato dovrebbe poi ricordarsene a vita e non prestare più soldi.

 

Luigi Einaudi ammoniva che il risparmiatore italiano ha «la memoria d’elefante, il cuore di coniglio e le gambe di lepre», ma negli ultimi anni questo strano animale si è fatto sempre più allettare dalle cedole ricche dei Paesi in crescita.

 

bei

Certo, in caso di crac la Banca Mondiale o la Bei pagherebbero lo stesso. Ma la storia insegna che i debiti funzionano come il domino: se non paga lo Stato, poi non pagano le società, a partire da quelle a partecipazione statale. A quel punto, con il rublo che si svaluta ancora di più, anche se il risparmiatore ha comprato un’emissione della banca Mondiale, in mano gli resta poco più che carta straccia.

Ultimi Dagoreport

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU' MADORNALE, E' STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE - I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE - MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA...

giorgia meloni sergio mattarella

FLASH - GIORGIA MELONI VORREBBE ANTICIPARE AD APRILE IL VOTO PER LE POLITICHE 2027 SGANCIANDOLO DALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE (SI VOTERA' ANCHE PER I SINDACI DI ROMA, MILANO, TORINO, NAPOLI E BOLOGNA): NON VUOLE CHE UN'EVENTUALE ONDA DI CONSENSO PER IL CENTROSINISTRA ALLE COMUNALI NON RICADA ANCHE SULLE POLITICHE - IL QUIRINALE PERO' NON LA PENSA ALLO STESSO MODO: ELEZIONI POLITICHE ANTICIPATE AD APRILE 2027 SOLO SE IN "ELECTION DAY" CON LE AMMINISTRATIVE ALTRIMENTI SI VOTA A OTTOBRE, DOPO LA NATURALE CONCLUSIONE DELLA LEGISLATURA...

silvio berlusconi marina berlusconi letizia moratti

DAGOREPORT - AIUTO! ARIECCO "MESTIZIA" MORATTI, LA LADY MACBETH A MISURA DUOMO, SEMPRE TALMENTE PIENA DI SÉ CHE POTREBBE DIGIUNARE PER TRE MESI - DALL’ALTO DI UNA FORZA PATRIMONIALE BILLIONAIRE, LA 77ENNE VEDOVA DEL PETROLIERE MORATTI È POSSEDUTA DALL’AMBIZIONE, LA PIÙ INDICIBILE: DALLA PRESIDENZA DI FORZA ITALIA ALLA PRESIDENZA DEL QUIRINALE, NON C’È OSTACOLO ALLA SUA BRAMA DI POTERE. E VISTO CHE I DEL DEBBIO E I PORRO SE NE FOTTONO DI INVITARE LA MUMMIA SOTTO DUOMO SPINTO, CE LA RITROVIAMO OSPITE RIVERITA DI LILLI GRUBER - INCALZATA DAI PERFIDI SCANZI E FITTIPALDI, “MESTIZIA” E’ ANDATA IN BAMBOLA MOLLANDO UNA MINCHIATA SUL FASCIO VANNACCI ('SE DOVESSE SPOSARE I NOSTRI VALORI, NESSUNO VUOLE ESCLUDERLO') E COMMETTENDO UN TERRIFICANTE REATO DI LESA MAESTÀ CHE HA FATTO ROVESCIARE OCCHI-NASO-ORECCHIE (E LIFTING) ALLA PRIMOGENITA DI ARCORE: "MARINA BERLUSCONI HA SBAGLIATO! NON DOVEVA CONVOCARE TAJANI NEGLI UFFICI MEDIASET PER ALLONTANARE GASPARRI" - SAPETE COME L’HA PRESA LA SUSCETTIBILE CAVALIERA DI ARCORE? MALE, MALISSIMO! MA COME SI PERMETTE, DOPO CHE LA “FAMIGLIA” L’HA RIPRESA IN FORZA ITALIA, PIÙ ACCIACCATA DI UN PARAURTI, E L'HA RICANDIDATA ALLE EUROPEE? – SI SA, SON COSE CHE SUCCEDONO QUANDO SI HA UN’AMBIZIONE PIÙ RICCA DEL CONTO IN BANCA… - VIDEO

peter thiel donald trump dario amodei christopher olah papa leone xiv

DAGOREPORT - L'ENNESIMO ROUND TRA DONALD TRUMP E PAPA LEONE SI SVOLGERÀ IL 25 MAGGIO IN VATICANO - IL NUOVO “PAPAGNO” SARÀ LA PUBBLICAZIONE DELLA PRIMA ENCICLICA DI ROBERT PREVOST. SI INTITOLA “MAGNIFICA HUMANITAS” ED È DEDICATA INTERAMENTE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE - NON FARÀ ASSOLUTAMENTE PIACERE A TRUMP SAPERE CHE TRA I RELATORI DEL DOCUMENTO PAPALINO, BRILLA IL NOME DI UN ALTRO ACERRIMO NEMICO DELL’AMMINISTRAZIONE USA: CHRISTOPHER OLAH, CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, LA PRIMA AZIENDA BIG TECH CHE SI ONORA DELL’APPELLATIVO DI “ETICA” – ALTRO DISPIACERE PER TRUMP: IL 28 MAGGIO IL GENIO DI ANTHROPIC, DARIO AMODEI INCONTRERÀ A PALAZZO CHIGI L'ORMAI DETRUMPIZZATA GIORGIA MELONI E IL GIORNO DOPO, QUASI SICURAMENTE, SERGIO MATTARELLA. OGGETTO DEGLI INCONTRI: LO SVILUPPO DI UN DATA CENTER IN ITALIA E PROGETTI NELL’AMBITO DELLA DIFESA – MASSI', E’ ANDATA ALLA GRANDE AD AMODEI LA DECISIONE DEL PADRE DI EMIGRARE IN CALIFORNIA: FOSSE RIMASTO A MASSA MARITTIMA, IN TOSCANA, CHE SAREBBE STATO DI LUI? TRA “SCUOLA OBSOLETA” E “POLITICA MARCIA”, UN AMODEI DE’ NOANTRI AVREBBE APERTO AL MASSIMO UNA PIZZERIA… - VIDEO

cannes culi donne signorine prostitute donne escort

DAGOREPORT - CIAO CANNES, CIAO CORE! NON È CHE NON ESISTANO PIÙ I GRANDI FILM: SONO I FESTIVAL CHE NON HANNO PIÙ SENSO, “RELITTO PERFETTO” DI UN MONDO INGHIOTTITO DALLA TECNOLOGIA – QUEST’ANNO HOLLYWOOD È ASSENTE DALLA CROISETTE, SE NE FOTTE DI GIURIE E CRITICI, IMPEGNATA A COMPETERE CON SOCIAL, SERIE, GAMING, PIATTAFORME, NOTIFICHE, STREAMING PERMANENTE – CANNES OGGI RENDE MOLTISSIMO, MA GRAZIE A MODA, GIOIELLI, RED CARPET, CELEBRITY DRESSING, INFLUENCER, LUSSO E LUSSURIA PREZZOLATA; QUELLA CHE UNA VOLTA PRENDEVA IL NOME DI “MERCATO DELLA CARNE” - IL GLAMOUR UNA VOLTA ERA UNA APPENDICE DEL FESTIVAL. ORA SEMBRA LA SUA RAGIONE PRINCIPALE. MA I DIVI DOVE SONO? - IL RED CARPET PRODUCE PIÙ FLASH DEI FILM. LE MAISON COMPRANO PRESTIGIO CULTURALE. LE STAR PASSANO DA UN PRIVE' ALL’ALTRO. E ANCHE LA POLITICA RISCHIA DI DIVENTARE PARTE DELLO SPETTACOLO…

claudia conte

FLASH! – CLAUDIA CONTE ANCHE QUEST’ANNO SARÀ CO-DIRETTRICE ARTISTICA DEL FERRARA FILM FESTIVAL! NELLA CITTÀ EMILIANA, SE LA TENGONO STRETTA: DOPO L’INGRESSO NEL TEAM DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, L’EVENTO HA OTTENUTO 25MILA EURO DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI – IL POLVERONE SCATENATO DALLA “CONFESSIONE” DI ESSERE L’AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI NON HA SCALFITO L’IMMAGINE PUBBLICA DI CLAUDIA CONTE: LA TRASMISSIONE A RADIO1 (CON RUBRICA DELLA POLIZIA) PROCEDE, I PREMI CONTINUANO A PIOVERLE ADDOSSO (L’ALTRO GIORNO HA RICEVUTO IL LEONE D’ORO DEL GRAN PREMIO INTERNAZIONALE DI VENEZIA), E LEI CONTINUA A POSTARE I SUOI PENSIERINI SU INSTAGRAM E SU “L’OPINIONE”