benetton conte gualtieri piazza augusto imperatore

A QUATTRO MESI DAL CROLLO DEL PONTE MORANDI, IL GOVERNO CONTE HA VENDUTO AI BENETTON (TRAMITE UN FONDO DI GESTIONE DI BENI PUBBLICI) UNO STORICO PALAZZONE IN PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE A ROMA PER 150 MILIONI (STRANAMENTE GIÀ CON L’AUTORIZZAZIONE PER IL CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO PER FARCI UN ALBERGO). POCHI MESI DOPO BENETTON LO HA AFFITTATO A BULGARI PER 15 MILIONI ALL’ANNO PER DIECI ANNI, UN AFFARONE! - PECCATO CHE QUELL’IMMOBILE ERA STATO MESSO DAL GOVERNO IN UN FONDO PER LA SUA VALORIZZAZIONE...

GLI HANNO CONCESSO ROMA

Alberto Di Majo per “il Tempo”

 

Gualtieri Conte

Il  primo governo guidato da Giuseppe Conte a quattro mesi dal crollo del ponte Morandi ha concesso alla famiglia Benetton un clamoroso affare immobiliare. Gli ha venduto un pezzo di Roma attraverso un fondo pubblico controllato dal ministero dell' Economia rinunciando alla prelazione dei Beni culturali.

 

La tragedia di Genova è del 14 agosto 2018. L' 11 dicembre dello stesso anno, mentre Palazzo Chigi promette di togliere le concessioni ad Aspi, la società Edizione Property, sempre dei Benetton, acquista in via preliminare un super immobile nel centro storico di Roma per 150 milioni. Si tratta dell' enorme edificio (22 mila metri quadrati) che si trova tra piazza Augusto Imperatore, via della Frezza, via di Ripetta, via del Corea e via Soderini: il palazzo è stato costruito tra il 1936 e il 1938 su progetto dell' architetto Vittorio Ballio Morpurgo e si affaccia sull' Ara Pacis e il Mausoleo di Augusto.

PALAZZO A PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE

 

Secondo le valutazioni delle principali agenzie immobi liari di Roma a giugno 2020 quel palazzo avrebbe un prezzo oscillante fra 187 e 210 milioni di euro, ma all' epoca della transazione i valori erano più alti.

 

L' acquisto effettivo è avvenuto il 20 febbraio 2019 dopo la constatazione del «mancato esercizio della prelazione da parte del ministero dei Beni culturali» (guidato all' epoca da Alberto Bonisoli). Diciamo subito che l' allora ministro in quota 5 Stelle non è stato l' unico a non occuparsi della vicenda, visto che a dicembre 2019 la stessa Edizione Property spa ha comprato un altro immobile (sempre nella stessa piazza) per 120 milioni e anche allora il ministero dei Beni culturali (stavolta guidato dall' esponente dei dem Dario Franceschini) non ha ritenuto di esercitare il diritto di prelazione.

 

il ministro alberto bonisoli

Torniamo alla compravendita dell' immobile principale, che un tempo era di proprietà dell' Inps e poi, nel 2005, è finito nel Fondo Immobili Pubblici. Non è mai stato venduto, fino alla fine del 2018. Il 20 luglio di quell' anno, infatti, la società dei Benetton presenta una proposta per acquistare l' edificio. L' offerta 150 milioni. L'11 dicembre la vicenda si avvia a conclusione con la firma del preliminare di vendita e pochi mesi dopo l' operazione conclusa.

 

Ma la storia è soltanto a metà perché il 24 luglio del 2019 Edizione Property spa decide di dare in affitto il palazzo a Bulgari. Il canone è di 15 milioni all' anno per dieci anni (rinnovabile per altri dieci): dunque, in tutto, 150 milioni. Un' operazione con i fiocchi. Un investimento immobiliare ripagato in un decennio.

 

PALAZZO A PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE

Nell' edificio che una volta era di proprietà dello Stato Bulgari costruirà un albergo di lusso che aprirà nel 2022. «Il nuovo Bulgari Hotel Roma occuperà uno splendido palazzo modernista degli anni '30, affac ciato su due dei tesori più emblematici della città: l' Ara Pacis e il Mausoleo di Augusto, il primo imperatore romano» si legge sul sito della maison di gioielli. Ci saranno oltre 100 camere, in maggioranza suite, un bar di lusso e un ristorante stellato.

 

«Il sapiente connubio di materiali quali il travertino color ocra e i mattoncini in terracotta cele brerà l' estetica dell' Antica Roma augustea, mentre magnifiche collezioni d' arte antica e contemporanea a rotazione impreziosiranno la struttura, evocando il ricco e sfaccettato patrimonio della città eterna, una delle città più belle al mondo, da sempre simbolo di arte e cultura».

luciano benetton

 

Il contratto di locazione ad uso alberghiero stipulato tra Edizione Property spa e Bulgari Roma srl è particolare: prevede un «canone minimo garantito» annuale pari, appunto, a 15 milioni più Iva «nel caso in cui il totale dei ricavi realizzato nei dodici mesi di competenza abbia ecceduto l' importo di euro 55 milioni» o un canone di 13.800.000 nel caso i guadagni siano uguali o inferiori a 55 milioni. Il contratto stabilisce, tuttavia, che per i primi trentasei mesi affitto sarà pari al 20% dei ricavi, poi del 23% e per l' anno successivo del 25% «anche in considerazione della necessità per la conduttrice di sviluppare il proprio avviamento e dell' impegno dalla stessa assunto di farsi carico dei lavori della conduttrice».

 

E qui c' è un' altra questione rilevante. Come fa un palazzone di quel genere, nel centro di Roma, pieno di vincoli, a ottenere il cambio di destinazione d' uso per diventare un hotel?

Sembrerà un' impresa titanica ad ogni albergatore o aspirante tale. Non in questo caso perché l' immobile stato venduto già con le autorizzazioni necessarie.

PALAZZO A PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE

 

Un affare, non c' è che dire, soprattutto se si trova in fretta qualcuno che lo affitta a un prezzo che in pochi anni ripaga l' investimento. La domanda per chiedere il permesso di costruire (protocollo QI/2016/197154) per «la trasformazione in struttura turistica» è stata presentata il 14 novembre 2016. Il Campidoglio ha dato il via libera dopo pochi mesi: il permesso n. 193 è del 31/07/2017, previa autorizzazione della Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l' Area Archeologica Centrale di Roma per l' esecuzione dei lavori di ristrutturazione per cambio di destinazione d' uso. Le opere hanno avuto inizio il 28 febbraio 2018 a seguito della comunicazione di inizio lavori, trasmessa via Pec dal direttore del progetto lo stesso giorno.

 

dario franceschini con la mascherina 2

Un' operazione legittima, ci mancherebbe. Resta sullo sfondo un interrogativo. Ma se già nel luglio del 2017 lo Stato possedeva un palazzo straordinario nel cuore di Roma con tanto di permessi per trasformarlo in albergo, perché il Fondo che doveva gestirlo non lo ha messo a reddito dandolo in affitto e mantenendone la proprietà invece che venderlo alla società del gruppo Benetton facendogli, di fatto, un regalo senza pari? Una questione che suona ancora più inquietante dopo i proclami dei due governi guidati da Conte nei confronti dell' Aspi.

Ultimi Dagoreport

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...