cosimo ferri

"CI PENSA COSIMO" - I RAPPORTI DI COSIMO FERRI CON MICHELE NARDI, IL GIP DI TRANI ARRESTATO PER AVER VENDUTO PROCESSI E UTILIZZATO LA CUSTODIA CAUTELARE COME STRUMENTO DI ESTORSIONE NEI CONFRONTI DEGLI INDAGATI - BONINI LO RANDELLA: “DI NULLA È CHIAMATO POLITICAMENTE A RENDERE CONTO, NEPPURE DEI SUOI RAPPORTI CON UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE IN TOGA PER GIUNTA REO CONFESSA. È GIÀ FINITO NELLE INCHIESTE DI CALCIOPOLI, DELLA P3, NELLE INTERCETTAZIONI DEL TRANI-GATE, È IL CAMPIONE DI…”

Carlo Bonini per “la Repubblica”

 

cosimo ferri 2

Il rumore è assordante e alta è ancora la polvere. Ma se per un attimo si distoglie lo sguardo da Perugia e ci si spinge nel Salento, in quel della Procura di Lecce, si trova la conferma, ammesso ce ne fosse bisogno, che al centro della colata di fango che ha travolto il Csm e la magistratura italiana c' è e resta un toscano di quarantotto anni da Pontremoli che ne è la chiave e che si chiama Cosimo Ferri.

 

Il Mercante in Fiera della giustizia italiana. L' architetto dell' operazione che doveva ridisegnare la geografia giudiziaria del Paese lungo la cosiddetta "TAV" delle Procure Italiane - Milano-Firenze- Roma-Napoli-Palermo - e i suoi affluenti (le Procure che hanno potere di indagine sui magistrati di Milano, Firenze, Roma, Napoli, Palermo). Un uomo tutt' ora integro nella sua capacità di ricatto politica e corporativa, come dimostra qualche recente intervista da "avviso ai naviganti".

 

antonio savasta

E a cui, non a caso, da quando questa storia è cominciata, nessuno ha avuto la forza di chiedere davvero conto. Non il balbettante Pd, di cui è deputato e di cui è stato tre volte sottosegretario alla giustizia nei governi Letta, Renzi e Gentiloni. Non la sua corporazione, da cui si è ben guardato dal congedarsi una volta transitato nel Palazzo della Politica e che, in tre settimane, ha visto bene - nonostante il tenore delle intercettazioni che lo coinvolgono - di non interrogarsi (esattamente come il ministro di Giustizia) sulla rilevanza disciplinare (cui tutt'ora è soggetto essendo ancora magistrato sia pure in aspettativa) delle sue mosse.

 

cosimo ferri 3

Eppure, appunto, come lo si tocca suona, Cosimo Ferri. Anche qui a Lecce, dove c'è un'altra inchiesta penale che sta illuminando il fondo limaccioso della magistratura italiana. E dove il suo nome - Ferri - torna a rimbalzare nell' inchiesta condotta dal Procuratore Leonardo Leone de Castris e dalla sostituta Roberta Licci, come il "puparo" delle nomine, l' aggiusta faccende delle grane disciplinari, la pantofola da baciare per progredire in carriera.

 

IL MAGISTRATO GALEOTTO E IL "SUO COSIMO"

A Lecce, dove hanno il coraggio di chiamare le cose con il loro nome, sono finiti in galera due magistrati le cui trastule, abusi e corruzioni, gli sono valsi l' accusa di associazione a delinquere. Roba da far declassare le disavventure di Luca Palamara a inciampo da educande. Per anni, in quel di Trani, Michele Nardi, gip di quell' ufficio e quindi ispettore ministeriale e pm a Roma, insieme ad Antonio Savasta, pm, hanno venduto processi e utilizzato la custodia cautelare come strumento di estorsione nei confronti dei loro indagati.

 

antonio savasta

Michele Nardi è in carcere. Antonio Savasta, reo confesso, è ai domiciliari. Ebbene, negli atti dell' indagine e nei verbali dell' incidente probatorio in corso in queste settimane, la catastrofe dei due magistrati sta investendo altri giudici. Dalla Cassazione ai tribunali ordinari. Ma, soprattutto, nell' informativa finale dell' indagine consegnata dai Carabinieri alla Procura di Lecce torna a fare capolino il nostro uomo. Cosimo.

 

Cosimo Ferri. «Nardi - annotano i carabinieri nelle 592 pagine dell' informativa - dispone di una fitta rete di conoscenze influenti nell' ambito dei più disparati ambiti professionali e della pubblica amministrazione. Conoscenze, utili e referenziate, a cui si propone direttamente mettendo a disposizione la sua collaborazione per qualsiasi evenienza e da cui, evidentemente, riceve come contropartita, notizie e appoggi».

 

cosimo ferri

Nardi, per dire, ha rapporti diretti con i vertici della Massoneria attraverso i quali prova a indirizzare un processo che lo riguarda a Catanzaro. Ma soprattutto - documentano i carabinieri - trova una sponda preferenziale nel "nostro Cosimo", come affettuosamente lo chiama la compagna di Nardi al telefono, suggerendogli di rivolgersi a lui per uno dei suoi guai al Csm.

 

I PROCEDIMENTI DISCIPLINARI AGGIUSTATI AL CSM

"Il nostro Cosimo". Cosimo Ferri, appunto, con il quale Nardi, si legge ancora nell'informativa, «ha rapporti confidenziali, così come con alcuni esponenti del Csm e con alti funzionari del Ministero di Giustizia».

 

IL PUBBLICO MINISTERO MICHELE NARDI

«Dovremmo interessare Cosimo», dice ad esempio Nardi al giudice Antonio De Luce (rimasto estraneo a contestazioni penali nell' inchiesta) che a lui si era rivolto per avere un aiuto nella nomina a Presidente del Tribunale di Trani, cosa che per altro effettivamente otterrà. E soprattutto a Nardi si rivolge il compagno di merende Antonio Savasta per aggiustare i suoi guai disciplinari al Consiglio Superiore. Gli stessi per i quali sarà poi arrestato.

 

«Sapevo che Nardi aveva ottime entrature al Csm», ha raccontato Savasta nel corso dell' incidente probatorio. E che questo - ha aggiunto - gli consentiva di aveva notizie dirette e riservate da Palazzo dei Marescialli. Una circostanza confermata del resto dalle intercettazioni telefoniche condotte per mesi sui due magistrati e che i carabinieri così riassumono: «Nardi dice a Savasta di aver saputo che il Consiglio Superiore della Magistratura è male intenzionato nei suoi confronti e che ha intenzione di fare una pulizia radicale a Trani. Per questo, gli consiglia di trasferirsi immediatamente a Roma».

cosimo ferri marco minniti giovanni legnini

 

Del resto, che Nardi sia un investimento degno di questo nome per Savasta è nell' esito del suo procedimento disciplinare in Consiglio. Viene assolto dalla commissione in cui in quel momento siede anche Luca Palamara. E per gli stessi fatti per cui sarà successivamente arrestato, reo confesso, a Lecce. Non solo. Riuscirà a sottrarsi a un ulteriore procedimento per incompatibilità in Consiglio con un trasferimento a Roma deciso dalla Prima commissione di Palazzo dei Marescialli e grazie all' appoggio decisivo della corrente "Magistratura Indipendente", quella di cui "l' amico Cosimo" era stato a lungo segretario.

 

michele nardi

Cosimo qui, Cosimo lì. Ferri sembra essere ovunque. E di nulla è chiamato politicamente a rendere conto. Neppure dei suoi rapporti con un' associazione a delinquere in toga per giunta reo confessa. Per la cronaca, è al quarto giro. Già finito nelle inchieste di Calciopoli, della P3, nelle intercettazioni del Trani-gate (insieme a un "gruppo di amici giuristi" doveva mettere insieme gli argomenti giuridici per chiudere "Annozero") è il campione di una classe dirigente evidentemente costruita sul ricatto politico. Ma chi lo ricorda - come ebbe a dire qualche anno fa "il nostro Cosimo" a Panorama - «sono dei maniaci».

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”