feltri

"CORAGGIO, IL 2022 ANDRA’ MEGLIO. MA SMETTIAMOLA DI PIAGNUCOLARE" – VITTORIO FELTRI: "L'ANNO CHE VERRÀ SARÀ MIGLIORE DI QUELLO CHE STA PER CONCLUDERSI. NON LO DICO PERCHÉ SONO OTTIMISTA, MA SOLO PERCHÉ..." - "NEL 2022 MI AUGURO CHE TORNI A DOMINARE LA SALUTE PUBBLICA E CHE IL COVID VADA IN VACANZA, VISTO CHE NON CI POSSIAMO ANDARE NOI…"

Vittorio Feltri per Novella 2000

 

VITTORIO FELTRI

L'anno che verrà sarà migliore di quello che sta per concludersi. Non lo dico perché sono ottimista, ma solo perché sono abbastanza vecchio per ricordare com'era l’Italia, anzi il mondo, nell'immediato dopoguerra. La gente viveva male, abitava in stamberghe prive del bagno e talvolta anche del volgarissimo cesso.

 

Famiglie di sei o sette persone dormivano in una stanza, una addossata all'altra. Il cibo era scarso e di qualità pessima. La carne si serviva in tavola una volta alla settimana, di solito la domenica. Addentare una coscia di pollo era un avvenimento storico.

 

novella 2000 copertina

Anche lavarsi era un problema che si risolveva immergendosi in un mastello pieno d'acqua riscaldata grazie alla stufa economica. Era così e nessuno si lagnava perché la situazione di miseria accomunava ogni famiglia. Quando nel 1949 mi toccò frequentare la prima elementare ero costretto a portarmi da casa un ciocco di legna che serviva ad alimentare il riscaldamento della classe. Ogni alunno doveva presentarsi la mattina con qualcosa di utile alla scolaresca.

 

Negli anni Cinquanta le cose migliorarono leggermente. In vari appartamenti arrivò lo scaldabagno e la vasca che consentiva abluzioni ristoratrici. Allorché mia madre riuscì ad acquistare una lavatrice festeggiamo l’avvenimento come si trattasse di un miracolo. Per non parlare del televisore, ovviamente comprato a rate. Era se non sbaglio il 1956. La sera accendevamo il prodigioso apparecchio badando di spegnere le luci del salotto per rendere migliore la visione. Alcuni vicini di casa che non possedevano il piccolo schermo erano invitati ad aggregarsi nel nostro quartierino, però erano costretti a portarsi appresso le seggiole perché noi non ne possedevamo a sufficienza.

 

feltri

Alle 23 lo spettacolo, si fa per dire, terminava e andava in onda Fratelli d’Italia che chiudeva i programmi. Quando nel cortile del condominio che ci ospitava giunse la prima automobile, Fiat 600, tutti gli inquilini del palazzo si precipitarono al piano terra per ammirare la vettura scintillante. Questo era il nostro piccolo mondo antico. Eravamo poveri perché la povertà era una condizione comune. Nessuno si sentiva sfigato. Campavamo con i mezzi che l’epoca consentiva. Non c'era anima che si lagnasse. Da quei tempi sono trascorsi oltre 60 anni, quasi settanta, e le nostre esistenze sono cambiate. L'83 per cento degli italiani risiede in un appartamento di proprietà. I risparmi del popolo depositati in banca sono i più importanti d'Europa. Manteniamo milioni di extracomunitari. La nostra nazione in questo momento è quella che cresce economicamente più di ogni altra nel vecchio Continente. Che altro pretendiamo?

 

2022

Vero che tra di noi non mancano i poveri, ma abbondano anche coloro che invece di lavorare, non avendo imparato un mestiere, si grattano il ventre confidando nel reddito di cittadinanza. Ovvio, gli uomini non sono tutti uguali e tanti invece di sgobbare preferiscono farsi assistere. Ma complessivamente i compatrioti non se la passano male, anzi, stanno benone pur non avendo perso il vizio di lamentarsi. Non so cosa succederà il prossimo anno, mi auguro che torni a dominare la salute pubblica e che il COVID vada in vacanza, visto che non ci possiamo andare noi. Ma invito tutti i lettori a smetterla di piagnucolare. Se ci consideriamo siamo forse sfortunati, ma se ci paragoniamo agli altri siamo fortunati. Coraggio, il 2022 andrà meglio.

2022

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