javier milei argentina motosega

LA "CURA" MILEI FUNZIONERA'? SOLO SE L'ARGENTINA NON ESPLODE PRIMA - IL PRESIDENTE MILEI AVEVA PROMESSO DI USARE LA MOTOSEGA PER SISTEMARE I CONTI DISASTRATI DEL PAESE: DOPO 10 MESI, QUALCOSA È STATO FATTO (NEL PRIMO MESE DI GOVERNO L'INFLAZIONE ERA INTORNO AL 25,5% MENSILE, DA MAGGIO È AL 4%), MA NON BASTA - IL COSTO È STATO MOLTO SALATO: IL PIL È CALATO DEL 6,6%, IL POTERE DI ACQUISTO DEI SALARI È SCESO DEL 10% E IL TASSO DI POVERTÀ È SALITO A OLTRE IL 50% - L'ULTRALIBERISTA HA PROMESSO LA COMPLETA RIFORMA DEL SISTEMA ECONOMICO A FINE 2025, DOPO LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO. MA DI QUESTO PASSO...

Estratto dell'articolo di Francesco Lenzi per il “Fatto quotidiano”

 

JAVIER MILEI

È passato circa un anno da quando Javier Milei si è imposto come l’uomo nuovo della seconda economia del Sud America. […] Aveva promesso una cura shock per l’economia: tagliare con la motosega l’apparato statale, le regolamentazioni e controlli che ostacolavano la capacità di sviluppo del sistema argentino e lo avevano portato a un’inflazione a tre cifre. L’inflazione era il principale nemico da abbattere e per farlo si doveva mettere a dieta lo Stato, chiudere la banca centrale e adottare il dollaro, liberalizzare ampiamente l’economia e aprirla ai capitali esteri.

 

javier milei 3

Dopo 10 mesi molte cose restano da fare e, con un Parlamento in cui il suo partito è minoranza, la completa riforma del sistema economico è stata rimandata a fine 2025, dopo le elezioni di metà mandato. In questi mesi però qualcosa è stato fatto e gli effetti si vedono. L’enorme svalutazione del peso decisa alla metà dicembre, il freno posto alla spesa dei vari ministeri che ha fatto scendere di oltre il 30% in termini reali la spesa pubblica, oltre all’aumento delle tasse, hanno spinto l’economia argentina verso un aggiustamento macroeconomico di tipo classico, in cui il miglioramento del bilancio statale ha compresso la domanda interna per consumi e investimenti, ha frenato l’attività economica e alla fine anche la crescita dei prezzi.

 

javier milei - poverta in argentina

Se nel primo mese di governo l’inflazione era arrivata al 25,5% mensile, come conseguenza della svalutazione, nei mesi successivi è calata e da maggio è intorno al 4%. Il dato di settembre, con il +3,5% mensile, è il livello più basso degli ultimi tre anni. Il costo di questo aggiustamento è stato il calo del 6,6% del Pil, la perdita di oltre il 10% del potere di acquisto dei salari e un tasso di povertà oltre il 50%.

 

[…] Ma l’inflazione è solo il segnale dello squilibrio, non la sua causa. Il problema è che l’esperienza liberista di Menem degli anni Novanta ha distrutto la base industriale e il ciclo economico del Paese, il cui export è ormai fatto solo da materie prime, agricole e minerarie, dipende dalla qualità delle stagioni e dai prezzi internazionali delle commodities.

 

javier milei 1

[…] L’aggiustamento fiscale è però una soluzione costosa in termini politici e per questo è stata rimandata a dopo le elezioni: anche se non avesse vinto Massa, però, si sarebbe dovuta comunque realizzare.

 

Milei è intervenuto in modo drastico e il risultato è quello che ci si aspettava. La parte complicata viene adesso, perché l’inflazione non è arrivata al punto da permettere al sistema economico di recuperare competitività estera e attrarre investimenti. Con una svalutazione del peso controllata al 2% mensile e un’inflazione esterna stimata intorno allo 0,2%, anche l’inflazione al 3,5% determina una perdita di competitività estera di oltre l’1% al mese.

 

Ci sono voluti cinque mesi per passare dal 4,2% al 3,5% e di questo passo, se i prezzi non rallentano al 2,2% al mese, il governo sarà costretto a una nuova svalutazione con conseguente nuova fiammata inflattiva. Inoltre la compressione della domanda interna ha frenato gli investimenti privati, che scenderanno nel 2024 del 25%, riducendo ancora la competitività delle imprese argentine. C’è poi un limite di consenso. Milei ha goduto di un ampio supporto popolare durante i primi mesi, rimasto intatto nonostante i pessimi dati di de-crescita e di aumento della povertà che la sua cura ha prodotto.

JAVIER MILEI

 

La popolazione adesso è però più interessata al problema della scarsa crescita e della corruzione che dell’inflazione. Di questo passo il consenso potrebbe erodersi velocemente, come alcuni dati mostrano già (il tasso di insoddisfazione è salito al 51,4%). L’obiettivo è arrivare alle elezioni di ottobre 2025 con un consenso tale da fargli avere la maggioranza in Parlamento.

javier milei 2

 

Ma non avendo ancora recuperato competitività, non avendo liberalizzato il cambio valutario come chiede il Fmi per poter presentarsi sul mercato internazionale, non avendo avviato un minimo di progetto di rilancio delle esportazioni che non sia la speranza di un clima più favorevole, la sopravvivenza del piano di Milei rimane legata alla corda stretta all’economia argentina. […]

Ultimi Dagoreport

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…