massimo bochicchio

"NON C'E' LA CERTEZZA CHE QUEL CORPO SIA DI MASSIMO BOCHICCHIO" - I GIUDICI DEL TRIBUNALE DI ROMA NON POSSONO DICHIARARE CONCLUSO IL PROCESSO AL BROKER ROMANO PER "MORTE DEL REO" - "MANCA IL CERTIFICATO DI MORTE E IL FRATELLO DICE CHE NON E' RICONOSCIBILE" - L'UOMO SI E' SCHIANTATO CONTRO UN MURO SULLA SALARIA ED E' RIMASTO CARBONIZZATO NELL'ESPLOSIONE DEL MEZZO...

Andrea Ossino per repubblica.it

 

bochicchio

«Abbiamo avuto notizia da fonti aperte che l'imputato Massimo Bochicchio è rimasto vittima di un incidente. Ma ancora non è documentato giuridicamente, non c'è un certificato di morte». I giudici del tribunale di Roma, mentre considerano di fare l'esame del Dna per il riconoscimento, annunciano quello che sarà probabilmente l'epilogo del processo romano a carico di Bochicchio. E lo fanno appena 24 ore dopo la morte del broker accusato di aver truffato vip del calibro degli allenatori Antonio Conte e Marcello Lippi, dei giocatori Patrice Evra e Stephan el Sharawi, dei procuratori sportivi Federico Pastorello e Luca Bascherini.

 

bochicchio

Dichiarare concluso il processo per "morte del reo" è un problema: "Formalmente non c'è la certezza che quel corpo sia di Massimo Bochicchio, manca il certificato di morte e il fratello dice che è irriconoscibile", dice l'avvocato di Bochicchio, Gianluca Tognozzi.

 

"La famiglia mi ha contattato ieri: sono stati informati dalla polizia locale che gli ha comunicato che Massimo Bochicchio è rimasto vittima di un incidente stradale", continua il legale.

 

MASSIMO BOCHICCHIO E LA MOGLIE

Ieri mattina infatti, intorno alle 11,30, Bochicchio si è schiantato contro un muro mentre percorreva via Salaria a bordo della sua moto, una BMW. Era uscito dalla casa dove è ristretto ai domiciliari approfittando di un legittimo permesso. Il braccialetto elettronico era stato infatti disattivato, anche se probabilmente l'imputato non avrebbe potuto percorrere quella strada.

 

Diverse le ipotesi su cui indaga la procura di Roma, anche se la più accreditata resta quella di un malore che lo ha colto mentre guidava la due ruote facendolo quindi andare a sbattere contro un muro. La moto è esplosa e il corpo di Bochicchio è andato a fuoco. Per questo motivo sono occorse diverse ore prima di poterlo identificare dalla targa del veicolo.

 

QUEL CHE RESTA DELLA MOTO DI MASSIMO BOCHICCHIO

La moto era la sua, il corpo, carbonizzato, ancora non si sa.

 

E mentre le ipotesi più disparate circolano di chat in chat, il tribunale di Roma rinvia formalmente il processo sui 70 milioni investiti dai vip e scomparsi nel nulla. I giudici della settima sezione non hanno ancora formalmente estinto il processo, arrivato alla terza udienza, per "morte del reo". "Avremmo dovuto sentire due testimoni di polizia giudiziaria . È una situazione di forte imbarazzo ma non so se è opportuno. Forse è il caso di fare un rinvio", dice il giudice mentre accusa, difesa e parti civili concordano con la scelta.

 

massimo bochicchio 5

"È un po' imbarazzante per il tribunale anche individuare una data di rinvio perché non sono prevedibili i tempi di accertamento della salma. Da fonti aperte apprendo che è rimasto carbonizzato e immagino occorra l'esame del dna. Data l'eccezionalità della situazione possiamo dire che potremmo definirlo alle prime udienze di settembre , almeno che non si voglia definire prima, appena arriva il certificato di morte", continua la Corte.

 

Le parti in causa condividono. Quindi il verdetto: "Stando le difficoltá nel riconoscimento della salma il pm suggerisce un rinvio. Le parti concordano. Il tribunale dunque rinvia all'udienza del 15 settembre 2022".

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