alberto mantovani

"LA TERZA DOSE? LA FAREMO TUTTI PERCHE' NON CI SONO PREOCCUPAZIONI DI EFFETTI COLLATERALI" - L'IMMUNOLOGO ALBERTO MANTOVANI: "LE BUONE NOTIZIE SUI FARMACI ANTI-COVID NON DEVONO PORTARE A SOTTOVALUTARE IL VACCINO, CHE RESTA INDISPENSABILE. LE CURE NON SONO ANCORA DISPONIBILI E POI AVRANNO COSTI ALTI E INTERVERRANNO QUANDO SI E' GIA' AMMALATI. MENTRE IMMUNIZZARSI EVITA CON GRANDE EFFICACIA L'OSPEDALIZZAZIONE..."

Francesco Rigatelli per "la Stampa"

 

alberto mantovani 1

«Le buone notizie sui farmaci anti-Covid non devono portare a sottovalutare l'indispensabilità della vaccinazione». Alberto Mantovani, immunologo di fama internazionale e direttore scientifico dell'Humanitas di Milano, sottolinea la differenza tra le nuove cure e i vaccini: «Le prime non sono ancora disponibili, avranno costi alti e interverranno quando si è già ammalati, magari ricoverati, in una finestra di tempo limitata. Nel caso della pillola Molnupiravir Merck, per esempio, funzionerebbe solo nei primi cinque giorni e nella metà dei casi. Il vaccino invece evita con grande efficacia l'ospedalizzazione».

 

alberto mantovani 2

L'Ema ha dato di fatto il via alla terza dose, che già molti Paesi hanno iniziato a somministrare, che ne pensa?

«Nei soggetti fragili, per esempio i pazienti oncoematologici, il vaccino ha efficacia minore e i dati suggeriscono l'utilità della terza dose. Per gli anziani che perdono la memoria del sistema immunitario, come quella cerebrale, non ci sono ancora evidenze simili, ma esistono buoni motivi per evitare il rischio del non fare».

 

E per il resto della popolazione?

«Non ci sono ancora dati, per cui si può temporeggiare vaccinando gli operatori sanitari con patologie. Probabilmente tutti faremo la terza dose, che dovremmo chiamare un richiamo, perché non ci sono preoccupazioni di effetti collaterali. L'importante è accompagnarla con la ricerca per capire in quali categorie e quando è meglio somministrarla».

 

Dopo il richiamo quanto durerebbe l'immunità?

LA TERZA DOSE DEL VACCINO ANTI-COVID

«La conoscenza del sistema immunitario è ancora imperfetta e questo rende difficile una previsione, ma si spera che duri a lungo, varianti permettendo. E un eventuale richiamo annuale come per l'influenza non sarebbe un dramma».

 

Come considera la vaccinazione concomitante?

«La suggerisco sulla base dei dati: a Bristol hanno provato l'antinfluenzale sia con Pfizer sia con AstraZeneca, dimostrando che non ci sono aumenti di effetti collaterali e c'è buona induzione di risposta immunitaria a entrambi».

 

centro vaccini

Sull'immunità data da due dosi cosa sappiamo?

«I dati sono discordanti perché raccolti in contesti diversi, ma tutti concordano sul fatto che al di là di una caduta della protezione verso il contagio la protezione contro ricovero e morte resta molto alta per almeno 6-7 mesi».

 

E poi?

«Non è detto che finisca, ma si entra in una differenziazione per classi di età o situazioni varie per cui si consiglia la terza dose».

 

Le varianti sono sopite?

pillola merck

«La Delta occupa il campo europeo, ma in Sudamerica le varianti Mu e Lambda destano preoccupazione. Vale sempre il motto ecclesiastico "State pronti". La terza dose servirà anche per questo, vedremo se aggiornata o meno».

 

Con queste variabili si può fissare un livello di immunità di comunità?

«No, perché non conosciamo la durata dell'immunità e il virus potrebbe mutare. Certo con il 90 per cento di vaccinati con due dosi e anziani e fragili coperti dal richiamo il servizio sanitario sarebbe in sicurezza, le categorie a rischio pure e le attività economiche non avrebbero impedimenti».

 

green pass 4

Sarà necessario introdurre l'obbligo vaccinale?

«No, ma servirà più attività informativa da parte del governo e dei medici. Personalmente conduco un'incessante attività di conferenze in scuole e associazioni. Inutile contestare il Green Pass e chiedere provocatoriamente l'obbligo: Paolo di Tarso dice "La legge sia maestra" e il certificato è un messaggio chiaro basato sull'indispensabilità della vaccinazione».

 

Nei prossimi mesi avremo un aumento dei contagi o la vaccinazione anche se parziale farà da barriera?

vaccini

«L'Italia è uno dei Paesi all'avanguardia nel contrasto alla pandemia. Sono stato a Londra e fanno molti più tamponi, ma non usano mascherine mentre in metro a Milano la portano tutti. La vaccinazione crescente ci proteggerà, poi molto dipenderà dal numero e dai comportamenti dei non vaccinati. Il Green Pass per esempio ha il limite di attivarsi anche solo col tampone antigenico, che può essere fallace».

 

Il Sars-Cov-2 alla fine è un virus stagionale?

«Il calo durante l'estate lo dimostra. Clima e vita all'aperto ci hanno aiutato ed è chiaro che ora andiamo verso una stagione a maggiore rischio».

 

vaccini ai medici

Affrontiamo alcune paure dei non vaccinati: esistono effetti collaterali di lungo periodo?

«Non ci possono essere dati su questo, ma non è mai successo che i vaccini abbiano dato problemi simili. Gli effetti collaterali eventuali, più che sopportabili in questo caso, sono sempre a breve termine».

 

I giovani non hanno bisogno di vaccinarsi?

«Ne hanno meno degli adulti, ma facendolo aiutano l'immunità di comunità e l'uscita dalla pandemia, inoltre va detto che il long Covid desta grande preoccupazione. Questo è un virus che è meglio non prendere, perché anche negli asintomatici guariti il 13 per cento può avere problemi renali, polmonari, cardiaci, depressione e stanchezza. Nei bambini uno su sette, che è molto, rischia conseguenze a lungo termine. Ci sono ottimi motivi per vaccinare tutti».

 

VACCINAZIONE ANZIANI5

E ai guariti che si sentono protetti cosa consiglia?

«Di vaccinarsi con almeno una dose, la migliore difesa anche contro le varianti. Inutile controllarsi gli anticorpi, perché soprattutto negli anziani la protezione è insufficiente».

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...