curve inter milan genny 'a carogna

TRA RICATTI E AFFARI I CLAN HANNO SCALATO I GRUPPI ULTRA’ - SAVIANO PARTE DALL’INCHIESTA SULLE CURVE DI INTER E MILAN E AFFONDA IL COLPO: "LE MAFIE VOGLIONO GESTIRE TUTTI GLI AFFARI DELLE SQUADRE: BIGLIETTI, RISTORAZIONE, PARCHEGGI, BIBITE. MA QUESTO È SOLO UN OMBRELLO, IL VERO BUSINESS DEI CLAN RESTA IL NARCOTRAFFICO CON I CAPI DELLE CURVE CHE SONO DIVENTATI STRATEGICI PER IL TRASPORTO. I BUS DI TIFOSI CHE VIAGGIANO PER MEZZA ITALIA NON DI RADO PORTANO BORSONI INTERI DI DROGA" – A NAPOLI DE LAURENTIIS SI E' MESSO CONTRO I CLAN CHE VOLEVANO SPADRONEGGIARE IN CURVA...

Roberto Saviano per corriere.it - Estratti

 

Il rapporto tra calcio e criminalità organizzata esiste da sempre e da sempre è uno degli spazi meno indagati e dibattuti.

antonio bellocco

 

 

(...) La procura di Milano si è precipita ad arrestare i dirigenti delle curve di Inter e Milan perché il rischio era la faida. Le parole della suocera di Bellocco rivolte a Berto, fratello dell’assassinato: «Devi combinare una strage».

 

Uccidere Bellocco è una dichiarazione di guerra (guerra che è stata solo rinviata e si farà) il rischio che le esecuzioni potessero avvenire durante una partita, fuori dallo stadio, era molto concreto. La procura ha quindi velocizzato e arrestato individui su cui stava da tempo indagando. Lo stupore nato dopo gli arresti dei capi ultrà interisti e milanisti è ingiustificato, le organizzazioni mafiose sono parte del calcio italiano (non solo) e sono da sempre interlocutrici dei club.

 

Questa volta però qualcosa è cambiato, l’omicidio di Antonio Bellocco sta mostrando una nuova praxis mafiosa, l’erede di un importantissimo sodalizio ucciso da Andrea Beretta, capo della Curva Nord dell’Inter e mediocre criminalotto, tuttofare sino al suo assassinio di un altro capo ultrà, Vittorio Boiocchi. Impensabile una dinamica così, Beretta che lavorava al servizio di quello che i magistrati considerano un sodalizio narcocriminale, osa uccidere l’erede di un gruppo dell’aristocrazia ‘ndranghetista. Come mai?

 

La svolta dei clan Perché le mafie stanno smettendo di delegare, vogliono gestire direttamente tutti gli affari delle squadre: biglietti, ristorazione, parcheggi, bibite.

omicidio antonio bellocco

Bellocco infatti voleva mangiarsi il negozio «We Are Milano» di Beretta che vendeva merchandising dell’Inter ma soprattutto avere il controllo diretto di tutta la filiera.

 

Le mafie hanno allevato gli ultrà, li hanno usati come agenti del narcotraffico e «dipendenti», lasciandoli in una sorta di autonomia. La droga la fornivano i clan, così come le magliette e le sciarpe, le mura dei negozi, insomma le organizzazioni permettevano un accordo tra liberi imprenditori: fornitori e distributori.

 

Ora non è più così. U’Nanu era salito a Milano con un intento preciso, prendersi la gestione della filiera dell’Inter e mettere a stipendio gli ultrà togliendoli dai ruoli decisionali, motivo? Gli ultrà non sono mafiosi anche quando collaborano con le organizzazioni, non sono uomini d’onore. Indisciplinati, spesso esposti alla tossicodipendenza e all’alcolismo, inutilmente bellicosi, da sempre legati all’estrema destra politica, troppo esposti a facili indagini e arresti.

 

Ora gli affari sono seri, i club sempre più succubi dei gruppi organizzati, è il tempo che le mafie gestiscano gli affari. Il legame è essenziale, non esisterebbe nessun ordine negli stadi se non ci fossero le organizzazioni criminali, la serenità di una squadra verrebbe subito minata se gli ultrà organizzati decidessero di bersagliare i calciatori, sotto loro ricatto un’intera stagione fallirebbe. E allora non resta che negoziare, permettere di fargli guadagnare, sono azionisti occulti. Il ricatto su (quasi) tutti i club, dai grandi ai piccoli, è continuo. Le società non denunciano quasi mai.

omicidio antonio bellocco

 

 

Anzi, non trovare interlocutori può portare al blocco delle loro attività. Juventus, Inter, Milan da anni sanno benissimo che la ‘ndrangheta e i loro ultrà sono legati, ma ancor più sanno che narcotraffico e calcio sono mercati saldati. Nel 2014 la Juventus ebbe pressioni per assegnare l’appalto dei lavori edilizi per il nuovo stadio a costruttori vicini alle ‘ndrine, Andrea Agnelli, non cedette ma in un’intercettazione, spaventato, disse al manager della sicurezza Alessandro D’Angelo riguardo al capo ultrà Lorenzo Grancini, leader dei Vikings: «Il problema è che ha ucciso della gente». Il suo amico: «Ha mandato a uccidere della gente».

 

Il business della droga Questo è il clima e poco è cambiato. Parcheggi, panini, biglietti (non solo bagarinaggio), pensate davvero sia questo il business degli ultrà? È solo un ombrello, il vero business è la droga. Cocaina, eroina, ecstasy, hashish e marjuana. I narcosoldi li riciclano nelle attività collaterali.

 

antonio bellocco

Ecco perché provarono a prendersi la mensa dello stadio juventino o vogliono gestire i negozi. Riciclaggio. Non è da lì che guadagnano. Il business primo resta la droga. Il nostro Paese è leader nel settore del narcotraffico. Ricordate le parole del boss colombiano El Mono Mancuso? «La coca è una pianta strana che ha le foglie in Sudamerica e le radici in Italia». E molte di queste radici sono negli stadi.

 

Ma come, penserete, gli stadi così controllati dalla polizia?

 

Ogni stadio è un grande mercato di droga. Ma pur guadagnando molto non è questo il fulcro del business. I capi ultrà sono diventati narcotrafficanti per il trasporto. I bus di tifosi che viaggiano per mezza Italia, spesso scortati per evitare scontri con altri tifosi, non di rado portano borsoni interi di droga. I controlli (quando riescono) sono su petardi e spranghe, il resto passa. Quando girano per le strade nessuno può controllare né monitorare e in quell’occasione avvengono gli scambi. In quale altra situazione hai droga scortata dalla polizia? Solo durante le partite.

 

andrea beretta

Più volte quando scattano i (rari) controlli, rari perché partirebbero le insurrezioni dei tifosi, si trovano ingenti quantità di droga. Persino gli scontri spesso sono dovuti ad accordi mancati, la rabbia dei tifosi dell’Eintracht, secondo alcuni, sarebbe dovuta proprio a partite di droga scontate previste che i clan napoletani non avrebbero dato.

 

Gli scontri portano troppa polizia quindi quando avvengono è sempre per volontà dei capi. Nel giugno 2018 Luca Lucci, leader della Curva Sud del Milan, è arrestato: si dichiarò colpevole di traffico di stupefacenti, riceveva roba dalla Spagna dai clan albanesi e fu condannato a 18 mesi. Lucci venne arrestato con Massimo Mandelli, capo degli steward volontari di Inter-Milan e candidato di CasaPound.

 

andrea beretta e antonio bellocco nella partita di calcetto prima dell'omicidio

La scelta del Napoli E il Napoli? Ha visto la propria tifoseria per decenni espressione dei clan di camorra. Un intero gruppo ultrà, «Teste Matte», è stato identificato come organizzazione dedita al narcotraffico. Il boss Giuseppe Misso vent’anni fa impose che i tifosi della Masseria Cardone dovessero abbandonare la Curva A perché le famiglie non si erano accordate. Il mondo intero nel 2014 vide Genny a’ Carogna (oggi collaboratore di giustizia) decidere se far proseguire o no la finale con la Fiorentina. Genny a’ Carogna (Gennaro De Tommaso) era un narcotrafficante.

 

Il Napoli ha avuto organizzazioni di tifosi dirette estensioni dei clan, De Laurentiis aveva solo due scelte: o farsi condizionare o contrastarli. Ha iniziato un progressivo allontanamento degli ultrà, non ha temuto il conflitto, ha cercato di gestire i posti allo stadio sottraendoli agli ultrà, ha provato a sottrarre spazi economici agli ultrà.

 

LUCCI E I SUOI FEDELiSSIMI

Ha pagato un prezzo, i giocatori spesso sono stati bersagliati da furti. Recentemente sembra esserci stata pace tra una parte degli ultrà e De Laurentiis che ha fatto insospettire come se il presidente avesse ceduto ai gruppi ultrà, ma di certo tra le tante società quella del Napoli, che per decenni ha subito pressioni e minacce dei clan, è riuscita a fare il lavoro migliore (ancora lontano dall’aver risolto il problema).

 

L’influenza sui vertici Le organizzazioni mafiose sono nel calcio da quarant’anni, ma sono arrivate ai vertici delle squadre? Abbiamo moltissime prove di riciclaggi (o tentativi) verso squadre piccole — Crotone, Albanova (Casal di Principe), Juve Stabia — ma nessuna inchiesta è riuscita ad arrivare ai vertici dimostrando l’entrata delle mafie tra gli azionisti.

GENNY 'A CAROGNA DA' IL VIA ALLA COPPA ITALIA

 

Entrare con i propri capitali dentro una squadra è rischioso, preferiscono condizionarla, prenderne intere filiere in subappalto. Del resto quando la camorra tentò di comprare la Lazio per riciclare i milioni che teneva fermi in Ungheria non fu un buon affare, scattarono gli arresti. Il calcio italiano è malato ma non preoccupatevi, passata una settimana dalla vicenda, non se ne parlerà più e potremo tornare tutti a divertirci.

GENNY 'A CAROGNAGianluca De Marino e luca lucci

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO