prete sesso sacerdote sacerdoti preti gay

RICATTO HOT IN SACRESTIA – UN PARROCO FA SESSO CON UN 27ENNE MAROCCHINO E LUI LO RICATTA: “O MI DAI SOLDI O LO RACCONTO A TUTTI E DIVULGO IL VIDEO” – ALLA FINE IL SACERDOTE NON HA RETTO E HA SPIFFERATO TUTTO AI CARABINIERI. POI HA SIMULATO UN ALTRO INCONTRO E LO STRANIERO È STATO ARRESTATO. ORA È IN CARCERE E DOVRÀ SCONTARE UNA PENA DI 2 ANNI…

 

 

Cesare Arcolini per www.ilgazzettino.it

 

don Marco Scattolon

Chiuso il caso sull’estorsione e i sexy ricatti. La vicenda aveva creato scalpore ed incredulità nella frazione di Rustega di Camposampiero. Ora per il marocchino di 27 anni Zouhair Abousad è arrivato il conto da pagare con la giustizia. Con l’accusa di rapina ed estorsione, i carabinieri della stazione di Campodarsego l’altro giorno sono andati a prelevarlo al suo domicilio di Limena e l’hanno accompagnato in caserma.

 

Qui gli hanno notificato un ordine di carcerazione emesso dalla procura di Padova. Il nordafricano deve scontare una pena di 2 anni, un mese e 29 giorni. Terminate le formalità l’indagato, già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati, è stato tradotto alla Casa circondariale Due Palazzi di Padova a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

prete gay

LA STORIA

La vicenda, conclusasi con la richiesta di soldi per mettere tutto a tacere, si è consumata l’estate dello scorso anno. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione di Camposampiero che hanno raccolto la denuncia della vittima, don Marco Scattolon, ex parroco di Rustega, un giorno, al termine di una funzione religiosa, il sacerdote avrebbe accolto in canonica il giovane marocchino spesso presente sul sagrato della chiesa a chiedere l’elemosina.

 

Una volta soli in una stanza della parrocchia, i due avrebbero consumato un rapporto sessuale. Il nordafricano, qualche giorno dopo, si è rivolto al prete dicendogli: «Adesso o mi dai dei soldi o lo racconto a tutti. Sono in possesso di un video e lo divulgo». Il religioso, sotto choc, ha scongiurato lo straniero di non dire una parola assicurandolo che presto lo avrebbe pagato.

 

prete gay

Ma i soldi il parroco non li aveva, così nei giorni successivi sarebbe iniziata una trattativa sul costo del silenzio tra il prete e il marocchino. Una storia sempre più difficile da gestire con il religioso che si sentiva ormai sotto scacco del suo aguzzino che da quella situazione voleva ricavare un bel gruzzoletto di denaro. L’ex parroco di Rustega ha però capito che la cosa migliore da fare era togliersi quel peso dallo stomaco.

 

IN CASERMA

Si è così recato in caserma e davanti al comandante di stazione maresciallo Claudio Girolimetto ha raccontato tutta la verità, aggiungendo di avere paura e di non poter far fronte alla richiesta di denaro che gli era stata fatta per comprare il silenzio. Gli investigatori dell’Arma hanno preso più informazioni possibili sull’estorsore e hanno atteso il momento propizio per entrare in azione.

 

Il prete, d’accordo con le forze dell’ordine, ha simulato un altro incontro in una zona piuttosto isolata e il marocchino, che nell’occasione si trovava in compagnia di un connazionale, è stato arrestato in flagranza di reato con i soldi dell’estorsione ancora in tasca. Dopo questa vicenda il vescovo di Treviso, per garantire la massima serenità all’ambiente, aveva sollevato il sacerdote dall’incarico trasferendolo in un’altra località.

 

don Marco Scattolon 2

 In paese invece la comunità, incredula per quanto era capitato, è rimasta fedele al suo ex parroco, evidenziandone più volte pubblicamente il suo amore per la gente, il senso del dovere e del rispetto, l’affetto incondizionato nei confronti degli ultimicon una vita spesa per aiutare gli altri.",

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…