conte cantieri

RILANCIO...DALLA FINESTRA: L’ITALIA RESTA FERMA. DA NORD A SUD 750 CANTIERI BLOCCATI - IN LISTA D’ATTESA OPERE PER 273 MILIARDI DI EURO CHE FINORA NESSUN DECRETO GOVERNATIVO È RIUSCITO A FAR RIPARTIRE. NEL 71% DEI CASI I SOLDI SONO GIÀ A BILANCIO MA LA BUROCRAZIA RALLENTA GLI INTERVENTI - L’ASSOCIAZIONE DEI COSTRUTTORI: “COSI’ SI RINUNCIA A UN POTENZIALE DI 962 MILA OCCUPATI” - LA MAPPA DEI PROGETTI INCOMPIUTI

Paolo Baroni per la Stampa

 

conte

In cima alla lista dei desideri ci sono innanzitutto le opere che il governo ha classificato come «commissariabili» in virtù del decreto Sblocca cantieri dell' anno passato, che di cantieri in realtà ne ha sbloccati davvero pochi. Giusto ieri, coincidenza, sono partiti i lavori del terzo megalotto della strada statale 106 «Jonica» (38 km tra Sibari e Roseto Campo Spulico, 1,3 miliardi di spesa e 1500 occupati) in provincia di Cosenza, una delle grandi incompiute italiane che apriva l' ultima lista delle priorità di governo che in tutto conta 15 interventi per un controvalore totale di 13,9 miliardi di euro.

cantieri

 

Ma in realtà, se si guarda all' elenco delle opere strategiche o prioritarie i lavori da sbloccare o avviare sono molti di più. L' ultimo rapporto Cresme presentato a febbraio ha censito ben 615 lotti sparsi in tutta Italia, in tutto 273 miliardi di lavori completati appena per l' 11%. Si va da alcuni importanti nodi viari del Nord (in primis la Gronda di Genova) al completamento verso Trieste dell' Alta velocità ferroviaria ad interventi su strade e ferrovie che tante zone del Centro e del Sud Italia attendono da anni, come l' alta velocità sino a Reggio Calabria e la Catania-Messina-Palermo.

 

La "black list" dell' Ance Stando all' ultimo monitoraggio effettuato dall' Ance le opere realmente bloccate sono in tutto 749 per un controvalore di 62 miliardi: 473 al Nord (33,5 miliardi), 115 al Centro (11,1 miliardi) e 161 nel Mezzogiorno (17,2 miliardi). Centouno di questi interventi sono classificati come «grandi opere», con un importo dei lavori superiore a 100 milioni di euro, ed un ammontare complessivo di 56 miliardi, mentre le restanti 648 sono opere medio-piccole (5,5 miliardi di spesa) e quindi, si presuppone, più facili da far partire.

 

cantieri

Tenere tutto fermo, sostiene l' associazione nazionale dei costruttori, significa rinunciare ad un potenziale economico enorme, stimato in 962 mila nuovi posti di lavoro ed in ben 217 miliardi di ricadute sull' economia.

 

Scorrendo il rapporto sulle «Infrastrutture strategiche e prioritarie 2020» realizzato dal Cresme assieme al centro studi della Camera dei deputati emerge che su 273 miliardi di euro di lavori messi in programma nel corso degli ultimi anni, di cui 219 miliardi per le sole opere strategiche indicate come prioritarie, il 50% del valore riguarda interventi in fase di progettazione (283 lotti per quasi 109 miliardi), il 21% riguarda cantieri aperti con lavori in corso (149 lotti per 45,8 miliardi) e solo l' 11% riguarda opere ultimate (129 lotti per 24,1 miliardi). C' è poi un 5,5% di lavori in gara o aggiudicati (22 lotti per 11,6 miliardi), un altro 4,5% che risulta contrattualizzato ma con lavori non ancora iniziati (per 9,94 miliardi) e infine l' 8% riguarda lotti con contratto rescisso o con stato di avanzamento «misto» per 18,5 miliardi.

 

cantieri

A rallentare questi interventi non è tanto un problema di soldi, segnala il Cresme, perché circa 155 miliardi di euro (71%) sono già disponibili a bilancio quanto un problema di burocrazia, tra procedure, autorizzazioni e permessi.

 

Se si prendono in considerazione le sole infrastrutture prioritarie, il 48% (105 miliardi di costi) riguarda le ferrovie, il 34% strade e autostrade (per 74 miliardi), il 13% (28 miliardi) i Sistemi urbani (ed in particolare i sistemi di trasporto rapido di massa in Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia, 4 miliardi (2%) riguardano gli aeroporti e l' 1% porti ed interporti (2,5 miliardi). Fa storia a sé il Mose di Venezia che da solo pesa per il 3% (5,5 miliardi).

 

mappa grandi opere bloccate 5

I primi 15 cantieri Tolta la statale Jonica che ieri ha fatto un decisivo passo in avanti restano da avviare altri 14 cantieri tra quelli commissariabili: dal collegamento stradale Roma-Latina (1,5 miliardi) al completamento della A12 Tarquinia-San Pietro Palazzi (1 miliardo) allo svincolo della SS 514 Chiaramonte (RG) sino alla SS 675 Umbro-Laziale (collegamento porto di Civitavecchia-Orte);

 

in campo ferroviario vanno poi aggiunte il potenziamento della Fortezza-Verona (3,3 miliardi), della Verona-Trieste (1,8 miliardi) e della Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia, il completamento del raddoppio della Genova-Ventimiglia (1,54 miliardi) e della Pescara-Bari, e ancora la Roma-Pescara (700 milioni), la Salerno-Reggio Av e la Palermo-Trapani. In aggiunta a questo ci sono poi altri 13,9 miliardi di interventi sulle infrastrutture idriche da far marciare, come la messa in sicurezza della traversa del Lago d' Idro (Bs), del sistema acquedottistico di Peschiera (Vr) ed interventi su una decina di dighe tra Sardegna e Sicilia. Se poi a questi grandi lavori aggiungiamo interventi sugli immobili scolastici (per Legambiente 4 su 10 hanno bisogno di lavori straordinari) volendo aprire rapidamente cantieri grandi e piccoli non c' è che l' imbarazzo della scelta.

CANTIERI

 

Ultimi Dagoreport

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...