mariachiara mete

RITOCCHINO LETALE – RINVIATO A GIUDIZIO L’ANESTETISTA INTERVENUTO DURANTE L’OPERAZIONE DI RINOPLASTICA DI MARIACHIARA METE, LA 21ENNE DI LAMEZIA TERME MORTA NEL 2019 PER UN ARRESTO CARDIACO DOPO L’INTERVENTO – IL MEDICO AVREBBE SOMMINISTRATO FARMACI SBAGLIATI E APPLICATO UNA PROCEDURA RIANIMATORIA INADATTA – I FAMILIARI: “SIAMO CONVINTI CHE QUALCOSA NON SIA STATO FATTO CORRETTAMENTE…”

mariachiara mete

Daniela Bruccalossi per www.fanpage.it

 

A conclusione delle indagini preliminari, il Tribunale di Cassino ha rinviato a giudizio l’anestesista intervenuto durante l’operazione di rinoplastica estetica di Mariachiara Mete, la 21enne di Lamezia Terme morta dopo l’intervento eseguito il 17 giugno 2019 presso la clinica “La Casa del sole” di Formia.

 

mariachiara mete

Lo specialista è imputato di omicidio colposo per la negligenza e l’imperizia dimostrate quando, nel corso dell’intervento chirurgico, Mariachiara è stata colpita da un arresto cardiocircolatorio. Avrebbe infatti somministrato alla paziente farmaci sbagliati e applicato una procedura rianimatoria inadatta. 

 

Così si legge nella richiesta di rinvio a giudizio presentata al Gip. Per gli altri 30 indagati, tra cui il chirurgo e altri operatori sanitari, la Procura di Cassino ha chiesto invece l’archiviazione.

 

Inizialmente, l’anestesista avrebbe somministrato a Mariachiara dell’atropina e dell’efedrina al posto dell’adrenalina, infusa solo in un momento successivo. Inoltre, non avrebbe effettuato sulla ragazza un immediato e adeguato massaggio cardiaco esterno. 

 

mariachiara mete

L’assenza di attività cardiaca in Mariachiara sarebbe stata infatti rilevata solo dopo tre minuti. I consulenti tecnici della Procura hanno ritenuto invece di sollevare gli altri 30 indagati dalla responsabilità penale, in quanto non sussistevano adeguati elementi di colpevolezza.

 

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I familiari di Mariachiara, assistiti da Giesse Risarcimento Danni, un gruppo assicurativo specializzato in malasanità, hanno deciso di intraprendere un’azione civile autonoma. Intanto, sono in attesa dell’udienza preliminare, fissata per il prossimo 27 gennaio.

“Ringraziamo la Procura per il prezioso e minuzioso lavoro di accertamento svolto in questi lunghi e difficili mesi”, hanno sottolineano Bruno Marusso e Anselmo Vaccaro del gruppo Giesse. 

 

mariachiara mete

“Con il supporto dei nostri periti, consulenti e legali fiduciari, valuteremo ora se vi siano i margini per presentare un’opposizione alla richiesta di archiviazione della Procura per un altro dei sanitari coinvolti in questa assurda e inaccettabile tragedia. Ravvisiamo infatti possibili profili di colpa anche nei confronti di, almeno, un altro soggetto, oltre a quello già individuato dalla Procura”.

 

“Fin da quel tragico giorno siamo convinti che qualcosa non sia stato fatto correttamente: chiediamo soltanto di poter sapere la verità”, ha commentato la famiglia Mete. “Se qualcuno ha sbagliato, è doveroso che venga fatta giustizia. Anche se nessuno, purtroppo, ci restituirà mai Mariachiara”.

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