volodymyr zelensky kursk offensiva ucraina kiev

L’AVANZATA UCRAINA IN RUSSIA CONTINUA: IL PRESIDENTE VOLODYMYR ZELENSKY ANNUNCIA CHE LE FORZE DI KIEV HANNO IL CONTROLLO DELL’INTERA CITTÀ DI SUDZHA. ORA CONTROLLANO PIÙ DI 1.150 KM QUADRATI DI TERRITORIO RUSSO – IL CONSIGLIERE DI PUTIN, NIKOLAI PATRUSHEV: “LA NATO E I SERVIZI SPECIALI OCCIDENTALI SONO COINVOLTI NELLA PIANIFICAZIONE DELL’ATTACCO”. MA ANCHE NELL’ESECUZIONE: I TANK EUROPEI SONO STATI AVVISTATI NELL’OFFENSIVA. I MIGLIORI RIFORNIMENTI ARRIVANO DA GRAN BRETAGNA, GERMANIA, FRANCIA E POLONIA. E L’ITALIA? GIUSTO GLI OBICI ANTIDILUVIANI…

volodymyr zelensky con i primi f 16

UCRAINA: ZELENSKY CONFERMA CONTROLLO COMPLETO DI SUDZHA NELL'OBLAST DI KURSK

(Adnkronos) - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato che le forze di Kiev hanno il controllo dell'intera città russa di Sudzha, nell'oblast di Kursk. Il comandante in capo Oleksandr Syrskyi ha riferito che le truppe ucraine hanno preso il controllo di oltre 80 insediamenti nell'oblast di Kursk durante l'operazione in corso, ha aggiunto Zelensky .

 

biden zelensky vertice nato

Secondo Zelensky, l'Ucraina sta istituendo un'amministrazione militare nella città di Sudzha. Ieri, Syrskyi aveva affermato che l'Ucraina aveva istituito la prima amministrazione militare nelle zone controllate dagli ucraini dell'oblast' russa di Kursk, che sarà guidata dal generale Eduard Moskaliov, ex comandante delle Forze congiunte.

 

Le forze ucraine nell'oblast di Kursk sono avanzate di 35 chilometri e controllano 1.150 chilometri quadrati di territorio russo, ha affermato Syrskyi nel suo rapporto. Sudzha si trova a meno di 10 chilometri dal confine con l'Ucraina, mentre la città di Kursk si trova a 85 chilometri a nord-est di Sudzha.

soldati ucraini sventolano la bandiera dietro al cannone di un challenger 2 britannico

 

Consigliere Putin,'Nato ha aiutato attacco di Kiev a Kursk'

(ANSA) - La Nato e "i servizi speciali occidentali" sono direttamente coinvolti nella pianificazione dell'attacco dell'Ucraina alla regione russa di Kursk, secondo quanto asserisce il principale consigliere di Vladimir Putin, Nikolai Patrushev, citato da Tass.

 

'E' stato l'Occidente a portare al potere la giunta criminale in Ucraina. I Paesi Nato hanno inviato armi e istruttori militari in Ucraina, continuano a fornire informazioni d'intelligence e controllano le azioni dei gruppi neonazisti. E l'operazione nella regione di Kursk è stata pianificata con la partecipazione della Nato e dei servizi speciali occidentali", ha detto Patrushev

 

Ucraina: "Cnn", Usa non vogliono consentire uso Atacms per attaccare regione russa Kursk

(Nova) - Gli Stati Uniti non vogliono consentire all'Ucraina di utilizzare il sistema missilistico tattico a lungo raggio (Atacms) per attaccare la regione russa di Kursk. E' quanto riferiscono fonti dell'emittente televisiva statunitense "Cnn", secondo cui la motivazione di tale decisione non risiederebbe nel rischio di un'escalation, ma piuttosto perché il numero di tali sistemi che Washington può fornire a Kiev è limitato.

 

Oleksandr Syrsky

Secondo quanto riferito, inoltre, Washington ritiene inoltre che sarebbe più opportuno utilizzare questi missili per colpire la Crimea. Dallo scorso 6 agosto le Forze armate ucraine hanno dato il via a un'incursione nella regione di Kursk, al confine fra i due Paesi.

 

Alla fine di maggio, un portavoce del dipartimento di Stato Usa aveva dichiarato che il presidente Joe Biden aveva dato il via libera agli attacchi ucraini con armi fornite dagli Stati Uniti all'interno del territorio russo a scopo di contrattacco nella regione di Kharkiv, ma non aveva autorizzato l'utilizzo di missili a lungo raggio, tra cui i sistemi Atacms, per colpire altri obiettivi situati oltre il confine statale russo

 

Nell’offensiva di Kursk le armi Nato combattono per la prima volta in Russia. E la parte del leone la fanno le forniture europee

volodymyr zelensky con i primi f 16

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per www.repubblica.it

 

L’ultimo a varcare la frontiera è stato un Challenger 2 britannico, che potrebbe entrare nella Storia come primo tank della Nato a combattere in territorio russo. La presenza di questi carri armati da 62 tonnellate nell’offensiva di Kursk è stata rivelata dalla propaganda di Mosca: ha diffuso il video di un drone-killer Lancet che ne colpisce uno nella località di Otradnoye.

 

fabbrica rheinmetall di unterluess

Fonti ufficiali di Londra hanno dichiarato a Sky che non ci sono vincoli all’impiego oltre i confini. I 14 Challenger 2 donati all’Ucraina hanno fatto il loro esordio la scorsa estate durante la fallita operazione per liberare i territori occupati a Sud, con risultati ritenuti deludenti. Si tratta però di uno dei mezzi più moderni e più potenti – ha un cannone da 120 millimetri – in servizio con l’esercito di Kiev.

 

OFFENSIVA DELL ESERCITO UCRAINO IN RUSSIA

Il fatto che intervenga dopo una settimana nella campagna di Kursk sembra confermare la volontà ucraina di proseguire nell’avanzata, mettendo in campo altre unità scelte: i tank appartengono alla 82ma brigata paracadutisti.

 

L’ex ministro della Difesa Ben Wallace ha spiegato al Time che gli ucraini possono agire in Russia “con tutti gli armamenti forniti”. L’unico divieto riguarda i missili a lungo raggio Storm Shadow. E una linea simile viene seguita dagli altri Paesi europei e anche dagli Stati Uniti: Kiev non ha vincoli all’impiego di “mezzi tattici”, ma solo di quei sistemi considerati strategici come gli Storm Shadow, gli Himars e gli Atacms che hanno una portata superiore a 150 chilometri.

 

Proprio i sistemi che il presidente Zelensky ha domandato più volte per riuscire a travolgere le linee russe e trasformare l’affondo di Kursk in un colpo letale per il Cremlino. Finora però la Casa Bianca e le cancellerie europee non hanno cambiato posizione: tutti temono la ritorsione di Putin, che sta già minacciando una rappresaglia feroce

 

volodymyr zelensky Oleksandr Syrsky

La prima ondata dell’offensiva in terra russa testimonia il peso crescente degli aiuti tedeschi. La Germania dalla fine del 2023 è diventata il principale sostenitore dello sforzo bellico ucraino. Sono stati fotografati numerosi cingolati da combattimento Marder, molto apprezzati dagli ucraini per affidabilità e per il volume di fuoco della mitragliera a tiro rapido da 20 millimetri.

 

Tra cessioni governative e vendite dell’azienda costruttrice Rheinmetall, a Kiev ne sono arrivati ben 140. Sempre Berlino ha donato i Leopard “pioniere”: privi di cannone ma dotati di una ruspa anteriore, sono stati fondamentali per rimuovere gli ostacoli in cemento sul confine e aprire percorsi nei campi minati. […]

 

il mezzo ucraino a kursk

[…] La massa più consistente di armamenti resta quella americana: dalle autoblindo Stryker ai cingolati Bradley, dai fuoristrada Humvee ai veicoli a prova di mina Maxxpro Mrap. E ci sono pure parecchi Reshel Senator spediti dal governo canadese. Ma per la prima volta dall’inizio della guerra, sul campo di battaglia sembrano imporsi quantità e qualità dei materiali consegnati dai Paesi europei.

 

In sostanza, la partecipazione dei mezzi agli scontri in territorio russo evidenzia indirettamente i nuovi assetti della Ue della Difesa, che hanno come protagonisti Berlino, Varsavia e Parigi: un ruolo leader che negli scorsi mesi le ha spinte ad incrementare le donazioni di sistemi bellici all’Ucraina.

 

biden zelensky vertice nato

E le forniture italiane? Contrariamente a quello che avviene negli altri Paesi, da noi tutto è segreto. Stando alle indiscrezioni, gli aiuti per l’esercito siano stati deliberati soprattutto durante il governo Draghi: stiamo quindi parlando di consegne completate entro la primavera 2023.

 

Quali? Tanti vecchi obici pesanti FH 70 e semoventi M109, entrambi da 155 millimetri; una manciata di moderni semoventi PZH2000 e lanciarazzi multipli MLRS; un numero imprecisato di cingolati M113 e di fuoristrada Lince. Sono stati impiegati in maniera intensiva nei combattimenti del Donbass, logorando macchine spesso costruite mezzo secolo prima. Proprio la loro natura “rustica” ha spesso permesso agli ucraini di ripararle in officine improvvisate, assemblando pezzi prelevati dagli apparecchi danneggiati. Un mese fa sui social sono comparse le foto di un cannone FH70 distrutto nella regione di Donetsk e di un M109 in azione in quella di Lugansk.

 

VOLODYMYR ZELENSKY AL FRONTE TRA I SOLDATI

Si vedono più spesso alcuni obici made in Italy che sembravano appartenere al passato remoto. Sono i piccoli 105 millimetri progettati dalla Oto Melara negli anni Cinquanta per gli alpini, chiamati “someggiati” perché potevano venire smontati e trasportati dai muli. Gli ucraini ne hanno ottenuti alcuni dalla Spagna e sono rimasti colpiti dalla robustezza e dalla facilità nel trasferirli all’interno delle città assediata dai russi: pesano soltanto dieci quintali.

 

carro armato ucraino nella regione di kursk

Adesso li stanno comprando ovunque ne trovano – erano stati adottati da una trentina di Paesi - pagandoli a caro prezzo. Anche il nostro esercito, che li usava solo per cerimonie come le salve dal Gianicolo per l’insediamento del presidente della Repubblica, li ha tirati fuori dai magazzini e studia come rivitalizzarli in attesa di rinnovare l’artiglieria.

volodymyr zelensky con i primi f 16 SOLDATI RUSSI CATTURATI DAGLI UCRAINI NELLA REGIONE DI KURSKGUERRA IN UCRAINA - I SOLDATI UCRAINI AVANZANO NELLA REGIONE DI KURSKGLI UCRAINI RECENSISCONO I RISTORANTI DI KURSK IN RUSSIAVLADIMIR PUTIN - KURSKil mezzo ucraino a kursk

 

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