giorgio moroder

C’ERANO UN INFORMATICO, UN INVESTIGATORE PRIVATO E UN DJ DI FAMA MONDIALE: NON È UNA BARZELLETTA, MA UNA MAXI-TRUFFA! – UN EX CONSULENTE DI UNA BANCA SVIZZERA È RIUSCITO A FREGARE 50 MILIONI DI EURO E A SPALMARE IL BOTTINO SUI CONTI CORRENTI DI AMICI E PARTNER. TRA QUESTI, ANCHE GIORGIO MORODER, A CUI HA VERSATO 2,2 MILIONI DI EURO. IL MUSICISTA NON SI È ACCORTO DI NIENTE: PENSAVA FOSSERO IL FRUTTO DI INVESTIMENTI PARTICOLARMENTE FORTUNATI. MA ORA...

Chiara Currò Dossi per www.corriere.it

moroder

 

Una maxi truffa da 50 milioni di euro. Un consulente bancario che rende (quasi) irrintracciabile il bottino, spalmandolo sui conti correnti di amici e partner commerciali. Un bolide da 16 cilindri e 542 cavalli del quale esistono solo dieci esemplari in tutto il mondo (una Cizeta-Moroder V16T) messo all’asta.

 

Un informatico, un investigatore privato e un dj vincitore di tre premi Oscar. Potrebbero essere gli elementi di uno dei film proiettati alla Mostra del cinema di Venezia, invece sono quelli che tratteggiano i contorni di una vicenda che ha dell’irreale e che vede coinvolto anche il gardenese Giorgio Moroder. Il «padre della disco music» è infatti stato citato in giudizio da Tilman Reißfelder, fondatore di una start-up tedesca, che a Moroder chiede la restituzione di 2,2 milioni (più gli interessi).

 

L’inchiesta di Die Zeit

truffa della finta banca

A ricostruire il quadro è il settimanale tedesco Die Zeit. A marzo, Fabien G., ex consulente della banca svizzera Hottinger (oggi liquidata), viene condannato a tre anni di carcere per frode, riciclaggio di denaro e falsificazione di documenti dal Tribunale di Ginevra. È lui l’autore di una serie di truffe, per un bottino complessivo di 50 milioni di euro, ai danni di ignari clienti. Per ricostruire i suoi movimenti, sono stati coinvolti i tribunali di Svizzera, Francia, Lussemburgo e Italia. Tutti Paesi nei quali è stata rinvenuta una fetta di bottino.

 

Il fondatore della startup

phishing banca

Tra gli ignari clienti c’è anche Reißfelder, fondatore di una startup tedesca venduta a Tripadvisor per 10 milioni di euro. Milioni che, all’epoca, versato su un conto corrente della Hottinger, poi «ripulito» da Fabien G.. Nel febbraio 2013, quando i contorni della maxi truffa avevano iniziato a venire a galla, aveva scoperto che gliene erano rimasti appena 457.562,88. Uno shock.

 

L’investigatore privato

moroder

Non pago della sentenza di condanna del tribunale svizzero, in seguito alla quale non riceve alcun risarcimento, Reißfelder ingaggia un investigatore privato per scoprire dove siano finiti i suoi soldi. L’investigatore si mette all’opera, e risale ai conti corrente di Moroder sui quali, tra agosto 2010 e novembre 2012, sono stati versati 2,2 milioni di euro.

 

Quindici transazioni in tutto, a volte da 100, a volte da 300 mila euro, sui conti correnti intestati al musicista alla National bank di Los Angeles, alla Credit Suisse di Zurigo e alla Raiffeisen di Castelrotto. Versamenti riportanti la causale «prestito», provenienti anche da una società con sede alle Isole vergini (la startup di Reißfelder).

MORODER 2

 

Sulla base di quanto ricostruito dal Tribunale di Ginevra, Moroder non si sarebbe insospettito in quanto cliente di Fabien G., convinto che i soldi che vedeva arrivare mano a mano sul suo conto fossero frutto di una serie di fortunati investimenti. Nel corso dell’interrogatorio reso alla Procura di Ginevra, lo stesso Moroder si era dichiarato vittima del consulente che avrebbe arrecato danni economici anche a lui.

MORODER 6

 

I soldi spariti

Quanto a Reißfelder, pare non abbia molte chance di rivedere i suoi 2,2 milioni che Moroder ha dichiarato di aver «più o meno completamente speso» e di aver ripreso a fare il dj «per sopravvivere». Nel 2018, ha venduto a un notaio la sua casa di Ortisei per 4,45 milioni di euro. E poi c’è la supercar, della quale non ha fatto menzione al pubblico ministero

 

moroder

Ne ha parlato però al programma della tv tedesca «Markus Lanz», facendo drizzare le antenne a Reißfelder e al suo investigatore che ha poi trovato l’auto in un parcheggio interrato in California. Se non che l’intestatario risultava essere una società (la Green Alps Llc del Montana) che l’aveva acquistata per dieci dollari e registrata come imbarcazione. Questo fino a inizio 2022, quando la macchina è stata messa in vendita dalla casa d’aste Sotheby’s che ha reso pubblico il nome del proprietario: Giorgio Moroder. Il musicista, ora, dovrà presentarsi davanti ai giudici del tribunale di Bolzano: le parti in causa hanno tempo fino a mercoledì per presentare le rispettive memorie.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…