putin navalny

SCHIAFFONE DI BRUXELLES A MOSCA - IL PREMIO SAKHAROV, LA PIÙ ALTA ONORIFICENZA UE IN CAMPO DELLA DIFESA DEI DIRITTI DELL'UOMO, È STATO ASSEGNATO A NAVALNY, L’OPPOSITORE DI PUTIN CHE È IN CARCERE IN RUSSIA DOPO UNA CONDANNA FARLOCCA A DUE ANNI – UN SEGNALE CHE I RAPPORTI CON PUTIN STANNO PEGGIORANDO: SOLO 12 GIORNI FA IL PREMIO NOBEL DELLA PACE ERA STATO DATO A DMITRIJ MURATOV, DIRETTORE DEL GIORNALE DI OPPOSIZIONE ''NOVAJA GAZETA''…

Giuseppe D'Amato per “il Messaggero”

 

alexei navalny

Ad Aleksej Navalnyj ora il premio Sakharov 2021 del Parlamento europeo; dodici giorni fa al giornalista di opposizione, Dmitrij Muratov, il primo Nobel per la pace. L'Occidente pare aver decisamente mutato rotta nei suoi legami con la Russia di Vladimir Putin.

 

Se negli anni passati, dopo lo scoppio della crisi ucraina nel 2014, si è tentato di evitare qualsiasi tipo di confronto o scontro col Cremlino adesso a Bruxelles, a Washington e a Oslo si è passati al contrattacco.

vladimir putin

 

LE MINACCE

Nel mezzo di questi 12 complicati giorni otto diplomatici russi sono stati cacciati dalla Nato e, per risposta, Mosca ha chiuso o fatto chiudere le rispettive missioni di rappresentanza, mentre sono volate tra le leadership accuse di uso delle materie prime (leggasi gas) come arma geopolitica. Il barometro dei rapporti tra Occidente e Russia è, in sintesi, fermo sulla voce buriana.

 

Dmitry Muratov

LIBERTÀ DI PENSIERO

Come era nelle attese della vigilia, Aleksej Navalnyj, acerrimo oppositore del presidente russo, si è così aggiudicato la più alta onorificenza Ue in campo della difesa dei diritti dell'uomo, precedendo le donne afghane anti-talebane e Jeanine Anez, ex capo di Stato della Bolivia, adesso in carcere con l'accusa di aver organizzato un golpe nel 2019.

 

alexei navalny

Questo premio, dedicato al dissidente sovietico, il fisico russo Sakharov, rappresenta dal 1988 il più importante riconoscimento continentale per chi lotta per la libertà di pensiero e di espressione.

 

Attualmente Navalnyj, uno dei punti di riferimento delle composite opposizioni russe, sta scontando una condanna a due anni e mezzo di reclusione per aver violato la libertà vigilata, concessagli nel 2014, mentre si trovava l'anno scorso in Germania per curarsi da un avvelenamento con un agente nervino.

alexi navalny 1

 

Per la sua liberazione, nei mesi scorsi, accorati appelli sono stati lanciati da vari capi di Stato occidentali, tra i quali il presidente Usa, Joe Biden, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel. La Corte di Strasburgo ha definito la sentenza di reclusione contro il dissidente russo «sproporzionata».

 

VITTORIA DELLA VERITÁ

«È la vittoria della verità», hanno commentato numerosi simpatizzanti e dirigenti del movimento che fa capo a Navalnyj, molti dei quali riparati all'estero. «Il premio Sakharov è un riconoscimento a tutti voi, a tutte le persone che non sono indifferenti, a quanti anche nei tempi più cupi non sono impauriti nel dire la verità», ha scritto FBK, la Fondazione anti-corruzione, facente capo all'oppositore anti-Cremlino, che negli anni passati ha condotto inchieste e pubblicato video contro le élite federali e quelle regionali.

 

alexei navalny e la moglie yulia

Di recente il movimento vicino a Navalnyj ha ricevuto la definizione giuridica di estremista e i suoi membri, passati e presenti, non hanno così potuto candidarsi alle ultime legislative, tenutesi il 18 settembre. La ricerca voto intelligente, proposto agli elettori dal dissidente contro il partito del Cremlino, è stato bloccato in Russia il mese scorso su Internet.

 

CONSEGNATO ALLA MOGLIE

yulia navalnaya

Aleksej Navalnyj era uno dei candidati anche al premio Nobel per la pace, assegnato invece a sorpresa da Oslo al direttore del foglio di opposizione Novaja Gazeta, Dmitrij Muratov. Probabilmente, in dicembre, sarà la moglie del dissidente incarcerato a ritirare a Strasburgo l'alta onorificenza continentale.

 

alexei navalny vladimir putin

L'anno scorso il premio Sakharov era stato assegnato all'opposizione bielorussa, scesa in strada a protestare contro i brogli alle presidenziali di agosto, e nel 2018 al regista ucraino Oleg Sentsov, condannato da un tribunale russo a 20 anni di reclusione per terrorismo, ma poi liberato l'anno successivo nel corso di uno scambio di prigionieri.

navalnyproteste pro navalny in russiaalexei navalny alexey navalnynavalny

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…