pandora

LA SCIAGURA È DONNA - LA GRECISTA EVA CANTARELLA, NEL SUO ULTIMO SAGGIO “GLI INGANNI DI PANDORA”, RACCONTA LE ORIGINI DELLE DISCRIMINAZIONI DI GENERE NELL'ANTICHITÀ: “DEL CORPO DELLE DONNE SI SAPEVA POCO. SI PARLAVA DI UTERI VAGANTI E PLATONE, PARLANDO DELLA REINCARNAZIONE, SOSTENEVA CHE QUELLI CHE AVEVANO VISSUTO MALE SI “SAREBBERO TRAPASSATI IN NATURA DI DONNA””

EVA CANTARELLA

Silvia Truzzi per il “Fatto quotidiano”

 

Ripetiamo spesso che all' antica Grecia, di cui amiamo definirci eredi, dobbiamo tutto. La cultura, l' idea di democrazia, la storiografia, la filosofia, la scienza, il teatro Lungo elenco a cui Eva Cantarella - grecista e giurista - aggiunge anche alcuni aspetti, "legati al loro modo di intendere il rapporto tra generi".

 

EVA CANTARELLA - GLI INGANNI DI PANDORA

Professoressa, il libro s' intitola "Gli inganni di Pandora". Era la Eva dei greci?

In realtà Pandora ha una storia ben peggiore. Nella Genesi si dà conto della nascita di Eva, la compagna di Adamo, creata da una sua costola, destinata a tenergli compagnia: dunque in posizione subalterna. Per renderci conto di quale sia la sorte destinata a Pandora dobbiamo tornare a Prometeo, reo di aver rubato il fuoco agli dèi, consentendo agli uomini lo sviluppo della civiltà. Per punirlo (e con lui l'intera umanità che beneficia del furto) gli dèi creano Pandora, un prodotto artigianale fatto di terra e acqua. Tutti gli dèi le fanno dei doni: è bellissima e seducente, ma ha anche un'indole ambigua, un cuore pieno di menzogne e discorsi ingannatori.

SOCRATE

 

Il risultato è la prima donna.

Che era "un male così bello" - kalon kakon, come la definisce Esiodo - da renderla inevitabilmente "un inganno al quale non si sfugge". E infatti gli uomini cominciano a conoscere l'infelicità, perché Pandora - spinta dalla curiosità che da allora "è femmina" - apre il famoso vaso che contiene tutte le calamità del mondo. Sul fondo rimane solo Elpis, la speranza. Dopo l'arrivo di Pandora, all'umanità non resta che quella.

 

Il libro parte dal racconto mitico ma poi passa al pensiero logico, che però è ugualmente scoraggiante.

PANDORA E IL VASO

Nel Corpus Hippocraticum - in cui sono raccolte opere mediche di varia attribuzione - si leggono cose incredibili. Del corpo delle donne, specie dei loro organi interni, i medici allora sapevano ben poco: la dissezione dei cadaveri comincia solo nel II secolo.

Quindi si basano sul sangue mestruale. C'è chi dice che ne hanno troppo, dato che lo espellono con le mestruazioni, e chi pensa invece che proprio per questo ne abbiano meno degli uomini. La cosa su cui tutti erano d'accordo è che nei corpi femminili il sangue iniziava ad accumularsi nell'utero con la pubertà, all'arrivo della quale le ragazze dovevano assolutamente sposarsi. Se non lo facevano il sangue, non trovando una via di uscita, provocava sintomi simili a quelli dell'epilessia.

platone

 

Platone, nel Timeo , parla dell'utero come di un organo "vagante". Ce lo spiega?

Lo dicono in molti, e ci crede anche Platone. Ma Platone aveva un rapporto speciale con le donne. Per gli uomini greci era abituale avere rapporti amorosi e sessuali anche con altri uomini: il rapporto "pederastico", con un ragazzo tra i 13 ei 17 anni circa, era parte integrante della formazione del cittadino greco. Nel corso della loro vita quindi essi avevano sia rapporti che noi chiameremmo omosessuali sia rapporti etero (parole che peraltro contestualizzate in Grecia non hanno alcun senso).

EVA CANTARELLA

 

Ma a Platone le donne non interessavano minimamente e a dir la verità ne aveva un'opinione tutt' altro che lusinghiera. Come dimostra, ad esempio, la sua celebre teoria sulla reincarnazione, secondo la quale al momento della morte, coloro che avevano vissuto bene, sarebbero tornati all' astro dal quale erano discesi. Ma quelli che avevano vissuto male "sarebbero trapassati in natura di donna; e se neppure allora avesse smesso la loro malvagità, si sarebbero tramutati ogni volta in qualche natura ferina, a seconda delle cattive inclinazioni che si fossero ingenerate in lui" (Timeo, 42, b-c).

 

Ma torniamo all'utero vagante, da cui eravamo partiti . Secondo gli ippocratici se il sangue restava troppo a lungo nell'utero senza poter raggiungere la vagina (nelle giovani vedove, ad esempio, o per lontananza dei mariti) poteva accadere che andasse alla ricerca di organi più umidi, in altre parti del corpo come il cuore o i polmoni.

 

Oreste viene processato per l'uccisione della madre.

ESCHILO

Ma viene assolto. Nell’Orestea di Eschilo (la tragedia che vieta la vendetta, segnando la nascita del diritto), il primo tribunale ateniese, creato da Atena per giudicare Oreste, lo assolve perché "non è la madre la genitrice, ma il padre". Un'opinione evidentemente condivisa dalla maggioranza degli ateniesi.

 

I greci avevano perfino dubbi sul fatto che le donne contribuissero a fare i figli!

Aristotele però ammetteva che avessero un ruolo. Secondo lui il sangue era il cibo che, se non espulso dall' organismo, veniva elaborato dal calore corporeo. Ma la donna, avendo un calore corporeo minore, non poteva compiere l'ultima trasformazione, grazie alla quale, negli uomini, il sangue diventava sperma. E dato che la riproduzione aveva luogo quando il seme maschile "cuoceva" il residuo femminile, il contributo femminile era quello passivo della materia.

 

Viviamo il tempo della fluidità: la Mattel mette sul mercato una Barbie che può essere maschio o femmina. Che ne pensa?

Intanto voglio dire che esistono anche le situazioni intermedie, che sono naturali e non mostruosità. Però trovo pericoloso responsabilizzare bambini piccoli rispetto a questioni esistenziali così importanti.

 

Sono passati millenni, ma certi retaggi restano: qual è il peggiore?

Quelli legati alla cura e alla maternità, il concetto di proprietà della donna che sta alla base dei femminicidi. E poi il fatto che le donne che non vogliono figli si devono giustificare: è uno stigma sociale che trovo insopportabile.

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