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SEGWAY, NO WAY – PREPARATEVI A DIRE ADDIO ALLA BIGA CHE SECONDO STEVE JOBS E JEFF BEZOS AVREBBE DOVUTO CAMBIARE LA MOBILITÀ URBANA: IL 15 LUGLIO IL SEGWAY ANDRÀ FUORI PRODUZIONE, A 18 ANNI DAL PRIMO ESEMPLARE VENDUTO – L’AZIENDA CINESE NINEBOT SI PREPARA A LASCIARE A CASA I DIPENDENTI DELLO STABILIMENTO INGLESE CHE LO PRODUCEVA. ECCO COSA NON HA FUNZIONATO

Irene Soave per "www.corriere.it"

 

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Poche cadute sono più ingloriose di quelle degli oggetti progettati per avere un’aura di futuro: il «mondo parallelo» di Second Life, ora semideserto; gli occhiali per la realtà aumentata, che per un momento sono sembrati irrinunciabili. Tra tutte, la più ingloriosa è quella del Segway, «veicolo individuale» che doveva rivoluzionare la mobilità cittadina: ispirato alla biga romana, ma alimentato a energia elettrica e guidato con la pressione dei piedi, il 15 luglio andrà fuori produzione, a 18 anni dal primo esemplare venduto.

 

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Lo ha annunciato ieri l’azienda cinese che nel 2015 ne ha acquisito il marchio, la Ninebot: lo stabilimento inglese che lo produceva lascerà a casa 21 dipendenti, e del resto veniva dal Segway meno dell’1,5% dei profitti dell’azienda.

 

Quando nel 2002 l’inventore americano Dean Kamen riuscì finalmente a lanciarlo sul mercato (ma il primo brevetto è del 1994) preconizzò che si sarebbe arrivati a vendere nel mondo 100 mila Segway al mese, in una rivoluzione che aveva anche un nome: micromobilità. «Micromobilità» è la famiglia che raccoglie tutti i «veicoli personali» non a motore, come il monopattino: il capostipite era proprio lui, il Segway, ma in vent’anni non ne sono stati venduti più di 140 mila.

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Cosa non ha funzionato? Il Segway è pesante: 38 chili. Costoso: circa 5 mila euro. Ma soprattutto protagonista di incidenti tra il buffo e il tragico: come quando nel 2015 un cameraman a bordo di un Segway investì Usain Bolt che faceva il «giro della vittoria» sui 200 metri appena polverizzati (Bolt non si fece nulla, e anzi ci scherzò spesso).

 

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O quando nel 2010 morì il proprietario dell’impresa di produzione dei Segway, il milionario britannico Jimi Heselden: cadde in una scarpata, mentre era in gita in collina, proprio a bordo di un Segway. I primi esemplari venduti, nel 2003, dovettero essere richiamati perché con la batteria quasi scarica avevano pericolosi problemi di equilibrio; caddero da un Segway praticamente tutti i personaggi famosi che ci erano saliti, dalla presentatrice Ellen DeGeneres al presidente Usa George W. Bush.

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Il «monopattino autobilanciato a due ruote parallele» lascia però un’eredità: la Ninebot continuerà a produrre monopattini e altri veicoli personali, che continuano a circolare sulle nostre strade non senza qualche difficoltà normativa. In Italia si applica al Segway - e agli hoverboard, che somigliano al Segway ma senza il timone; ai monopattini, elettrici e non; e ai monowheel, pedane elettriche con una ruota sola - il Decreto Toninelli di luglio scorso, poi modificato dall’ultimo Milleproroghe: lo si può condurre, in città, su strade e piste ciclabili senza superare i 50 km all’ora. Il Segway, comunque, non andava oltre i 20.

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