vladimir putin volodymyr zelensky ucraina guerra in ucraina

SI ANNUNCIA LA GUERRA E SI LAVORA PER LA PACE? – LO SCAMBIO DI PRIGIONIERI CON L'UCRAINA, SEGUITO ALL'ANNUNCIO DI PUTIN DELLA MOBILITAZIONE DI 300MILA RISERVISTI, È STATO UN SEGNALE DI DISTENSIONE – PRIMA C'ERANO STATI L'ACCORDO SUL GRANO E LA TRATTATIVA SULLA SICUREZZA DELLA CENTRALE NUCLEARE DI ZAPORIZHZHIA – C'È ANCORA TEMPO PER LA DIPLOMAZIA PRIMA CHE I RUSSI FACCIANO SENTIRE IL PESO DELLE NUOVE TRUPPE?

Fausto Biloslavo per “il Giornale”

 

PUTIN DISCORSO ALLA NAZIONE 1

E se l'escalation russa in Ucraina non portasse all'incubo nucleare, ma aprisse la strada ad uno spiraglio di pace? Forse è solo una speranza, un'illusione che verrà travolta da una guerra senza fine.

 

Però lo scambio di prigionieri seguito all'annuncio del Cremlino della mobilitazione di 300mila riservisti è un gesto di buona volontà, un piccolo segno di distensione fra i contendenti. E pur rispondendo a muso duro alle minacce nucleari russe, non pochi leader europei hanno ribadito che il ramoscello d'ulivo non deve appassire perché la vera vittoria sarà la pace.

 

PUTIN DISCORSO ALLA NAZIONE

A cominciare dalla Grandeur rappresentata da Emmanuel Macron e dal Sultano, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Una coppia inedita che dal pulpito dell'Onu ha rilanciato il proprio ruolo di mediazione nel conflitto in Ucraina.

 

Non a caso è stato Erdogan a favorire il clamoroso scambio di prigionieri: 215 ucraini che avevano difeso fino all'ultimo Mariupol in cambio dell'oligarca, Viktor Medvedchuk, che il Cremlino voleva al posto di Zelensky e 55 militari russi. I comandanti del reggimento Azov più famosi, che sono stati liberati, rimarranno in Turchia fino a quando non cesseranno le ostilità in Ucraina.

 

CARTELLI PER LA MOBILITAZIONE MILITARE RUSSA

Anche il non tanto presentabile Mohammad bin Salman, principe ereditario saudita, è sceso in campo favorendo il rilascio di cinque volontari inglesi catturati dai russi e altri stranieri. Compresi due britannici già condannati a morte a Donetsk.

 

La strada del negoziato non è stata ancora imboccata e sarà in salita, ma alcuni piccoli passi sono di buon auspicio come l'accordo sul grano, lo scambio di prigionieri e la trattativa sulla sicurezza della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Sempre all'Onu il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, Rafael Mariano Grossi, ha annunciato che «stiamo ingranando» e sono in corso «negoziati veri».

 

A SAN PIETROBURGO CARTELLI PER LA MOBILITAZIONE MILITARE

Lo stesso presidente Volodymyr Zelenskyy, in collegamento da Kiev con l'Assembra generale, ha dichiarato: «Siamo pronti per la pace ma deve essere una pace vera e onesta».

 

Proprio l'escalation del Cremlino ha mobilitato i pesi massimi come la Cina che continua a premere «per un cessate il fuoco» e «a promuovere la pace e i colloqui» tra le parti secondo il ministro degli Esteri Wang Yi. Il suo omologo russo, Serghei Lavrov, ha risposto indirettamente anche a Zelensky spiegando che la Russia «è ancora disposta a risolvere il problema con il dialogo e la negoziazione».

 

I prigionieri russi

E pure la Nato ha chiesto ai cinesi di intervenire per trovare una via d'uscita. Purtroppo i referendum separatisti saranno un bastone fra le ruote di un'eventuale trattativa, ma dal punto di vista del Cremlino serviranno a lanciare il messaggio che le truppe russe non andranno oltre i territori già occupati e il Donbass. Inaccettabile per gli ucraini, ma lo stesso Macron, sempre in contatto con Putin, è convinto che il conflitto «finirà solo intorno a un tavolo».

 

E adesso Zelensky può vantare la vittoria della liberazione di una bella fetta di territorio. C'è ancora tempo prima che i russi facciano sentire il peso della mobilitazione. I primi 40mila uomini arriveranno in linea a fine anno dopo l'addestramento. Non solo: bisognerà vedere quanti russi sotto i 35 anni avranno voglia di rischiare la pelle in Ucraina.

 

delegazione aiea a zaporizhzhia

Un arco temporale, assieme al generale inverno che rallenta le operazioni, da sfruttare per tentare di aprire un negoziato per il cessate il fuoco. Ci vuole il risveglio dell'Europa, appiattita su armi e sanzioni e scarsa sul fronte diplomatico, che tiri fuori il suo peso giocando la carta della pace. Forse è l'ultima occasione prima che la guerra diventi ancora più dura, sanguinosa e pericolosa per tutti.

La centrale nucleare di Zaporizhzhiaursula von der leyen volodymyr zelenskyursula von der leyen volodymyr zelensky 1

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?