spaccio di coca gemonio

LO SPACCIO AL TEMPO DEL LOCKDOWN: COCAINA NEL RISO E "PANINI" DI BANCONOTE: ARRESTATO SPACCIATORE NEL PARCHEGGIO DI UN NEGOZIO APERTO A GEMONIO -  I CONTROLLI DELLE FORZE DELL'ORDINE CONCENTRATI NEI DINTORNI DELLE ATTIVITÀ CHE POSSONO RESTARE APERTE NONOSTANTE IL LOCKDOWN…

Lucia Landoni per repubblica.it

 

 

spaccio di coca gemonio

Nascondeva la cocaina tra il riso e i proventi dello spaccio nella carta stagnola, confezionando le banconote come se fossero panini: S.F., un 43enne di nazionalità albanese, è stato arrestato dalla Squadra mobile della Questura di Varese per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti nella zona al confine tra i comuni di Gemonio e Besozzo (nel Varesotto).

 

In questo periodo, i controlli anti spaccio delle forze dell'ordine si sono concentrati soprattutto nei luoghi in cui le persone hanno comunque la possibilità di recarsi nonostante le norme anti Covid: gli agenti hanno notato comportamenti sospetti da parte di alcuni automobilisti che entravano nel parcheggio di un negozio di bricolage, ma non facevano poi acquisti e in alcuni casi non scendevano neppure dal veicolo.

 

 

Una di queste persone era stata fermata già il mese scorso e trovata in possesso di 0.4 grammi lordi di cocaina, che sosteneva di aver acquistato da un uomo residente vicino al parcheggio. Quindi il 16 aprile gli agenti hanno effettuato un altro controllo mirato in zona e fermato un italiano di 53 anni, D.R., che aveva appena acquistato una dose di cocaina da un grammo.

 

spaccio di coca gemonio

È così scattata la perquisizione della casa dello spacciatore, dove sono state trovate altre 17 dosi di cocaina (per un peso totale di 11.9 grammi), nascoste all'interno di alcuni contenitori di plastica coperti da riso crudo, e banconote arrotolate per la somma di 18.199 euro confezionate in modo da sembrare a una prima occhiata panini avvolti nella carta stagnola. Sono stati poi identificati altri clienti dell'albanese, che, ignari della presenza nell'appartamento della polizia, si erano presentati convinti di poter effettuare gli acquisti concordati telefonicamente con lo spacciatore. Tutti sono stati sanzionati per avere violato le prescrizioni inerenti il contenimento della diffusione del coronavirus e segnalati anche alla Prefettura come assuntori di sostanze stupefacenti.

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