SPUTNIK IN UN OCCHIO – ANCHE QUESTA VOLTA L’EUROPA SI LAVA LE MANI DI UNA QUESTIONE CHE RIGUARDA L’ITALIA, OVVERO L’APPROVAZIONE DEI VACCINI CINESI E DI QUELLO RUSSO, NON AUTORIZZATI DALL'EMA E PER QUESTO NON VALIDI PER IL GREEN PASS – BRUXELLES PASSA LA PATATA BOLLENTE AL NOSTRO PAESE, PARLANDO DI DECISIONE CHE SPETTA AGLI STATI: CERTO, NON VOGLIONO SCOTTARSI DANDO L’OK A VACCINI DI DUBBIA EFFICACIA E APRIRE LA STRADA A CAUSE MILIONARIE…

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Pa. Ru. per "la Stampa"

 

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«Stiamo provando in Commissione Ue a far approvare un documento che preveda il mutuo riconoscimento dei vaccini anche non comunitari ai fini della libera circolazione delle persone e del rilascio della certificazione verde». Al telefono il ministro Speranza sembra puntare le sue fiches sull'Europa per sbrogliare la matassa tutta italiana del vaccino russo Sputnik e dei cinesi Sinovac e Sinopharm, non autorizzati dall'Ema e per questo non validi ai fini del rilascio del Green Pass.

Vaccino Sputnik V Vaccino Sputnik V

 

Un problema per decine se non qualche centinaio di migliaia di lavoratori stranieri, soprattutto colf, badanti, braccianti, autotrasportatori, operai edili e marittimi, costretti dal 15 ottobre a lavorare in uno stato di illegalità o a tamponarsi ogni 48 ore, con relativa spesa di 15 euro per ciascun test. «Quasi un lavoratore agricolo straniero su due proviene da Paesi in cui è stato autorizzato il vaccino Sputnik. L'apertura dell'Unione europea è importante per garantire la regolarità dell'attività nelle campagne dove sta per finire la vendemmia mentre è all'inizio la raccolta delle olive», sottolinea dal canto suo la Coldiretti. Confondendo per un'apertura quello che sembra più uno scaricabarile.

vaccini cinesi sinovac 3 vaccini cinesi sinovac 3

 

Il portavoce della Commissione europea, Christian Wigand, ieri è stato chiaro: il riconoscimento del vaccino russo Sputnik ai fini dell'ottenimento del Green Pass «può essere deciso a livello nazionale, di base è una decisione dei singoli Stati». Come dire che l'Italia dovrebbe vedersela da sé. Perché a Bruxelles se tutto il blocco dell'est, più la Finlandia, premono per il mutuo riconoscimento, tra i Paesi occidentali non sembra esserci tutta questa fretta di risolvere un problema che riguarda solo l'Italia, visto che l'obbligo di Green Pass per lavorare esiste soltanto da noi.

 

VLADIMIR PUTIN COL VACCINO SPUTNIK VLADIMIR PUTIN COL VACCINO SPUTNIK

E con questa patata bollente non vuole scottarsi le mani nessuno, perché autorizzare la mobilità e i contatti stretti nei luoghi di lavoro a chi è immunizzato con antidoti di dubbia efficacia, potrebbe aprire la strada a cause legali anche milionarie in caso di decesso conseguente al contagio. Per questo né l'Agenzia europea del farmaco, né la nostra Aifa hanno alcuna intenzione di prendere in mano la pratica. Gli studi planati ad Amsterdam sul tavolo degli esperti dell'Ema riguardo i cinesi Sinopharm e Sinovac mostrano un'efficacia appena superiore al 50%, nel caso di Sputnik si arriva al 90% ma con dati ritenuti ancora incompleti dall'Agenzia.

 

vaccini cinesi sinovac 4 vaccini cinesi sinovac 4

E poi il vaccino russo non è stato nemmeno riconosciuto dall'Oms, che invece quelli cinesi li ha consigliati a chi non ha avuto accesso ai nostri ad Rna messaggero. La soluzione che piace a Speranza sarebbe quella di modificare il regolamento europeo sul Green Pass di prossima uscita, consentendo di registrare sulla piattaforma Ue che rilascia la certificazione verde anche i vaccini extra europei. Ma se l'Europa dovesse fare orecchie da mercante c'è già pronta un'alternativa: procedere autonomamente per decreto legge sulla falsa riga di quello che ha prorogato al 31 dicembre la libera circolazione dei sanmarinesi vaccinati con Sputnik.

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