stadio tornelli

LO STADIO E’ L’ELDORADO DEGLI ULTRA’ - A FARLI RICCHI C’E’ IL BUSINESS DEGLI INGRESSI IRREGOLARI - IL TARIFFARIO DIPENDE DALL’IMPORTANZA DEL MATCH, DAL SETTORE DELLO STADIO RICHIESTO E DALLA MODALITÀ D’ACCESSO: IL PAGAMENTO AVVENIVA SU APPOSITE POSTEPAY - COME SI ENTRAVA? CON LA “DOPPIETTA” AL TORNELLO: UN BIGLIETTO, DUE INGRESSI - OPPURE CON GLI IMBUCATI DURANTE IL TRASPORTO DEGLI STRISCIONI - CI SONO QUELLI CHE ENTRANO CON LO SCAMBIO DELLE TESSERE, ATTRAVERSO I PARCHEGGI SOTTERRANEI, LE MINACCE AGLI STEWARD O IL CONTROLLO DEI VARCHI - CON UN DOPPIO GUADAGNO PER GLI ULTRA’: LE LORO TESSERE, CHE NON VENGONO TIMBRATE, FINISCONO SUL “MERCATO” - L’AGGRESSIONE A UNO STEWARD DURANTE MILAN-ROMA E LA PRESENZA DI EMIS KILLA TRA I TIFOSI VIOLENTI…

Estratto dell’articolo di Pierpaolo Lio per il “Corriere della Sera”

 

ultra inter renato bosetti detto renatone

«Dimmi, cosa succede?». Al telefono risponde «Renatone» Bosetti. È il re dei biglietti della Nord, il «gestore occulto degli ingressi illeciti allo stadio», fotografano gli inquirenti. A chiamarlo è il delegato alla sicurezza per lo stadio dell’Inter. È preoccupato. La curva esplode di gente. «I tuoi al primo anello verde...è palese che sono sia sulle scale che sui seggiolini. Son tutti in piedi, e non va bene. Te l’avevo detto. Devono levarsi dalla scala, ognuno di loro deve avere il posto a sedere, sennò diventa un problema».

 

La telefonata è nel corso di un Inter-Atalanta di quattro anni fa. […] È la principale voce a bilancio delle curve, l’ingresso irregolare. Strappato con furbizia, «diplomazia» o violenza, comunque sempre tollerato dalle società. Il tariffario dipende dall’importanza del match, dal settore dello stadio richiesto e dalla modalità d’accesso. Pagamento su apposite PostePay. Le carte della maxi inchiesta che ha azzerato i direttivi delle due curve offrono un catalogo del menu che i gruppi del tifo organizzato mettono a disposizione.

ultra inter marco ferdico foto di klaus davi

 

E che nasce dalla tradizionale «doppietta», non in campo ma al tornello, a cui si sommano gli «imbucati» che s’infilano sulle gradinate durante il trasporto di striscioni e coreografie, e quelli che entrano con il «gioco» dello scambio delle tessere.

In tempi recenti, questa «arte» s’è dovuta aggiornare alla figura degli steward. Che nel far passare gli «irregolari» possono essere complici. O prenderle. Con gli addetti ai cancelli, Bosetti (arrestato) sfrutta le sue conoscenze. Tra gli steward stessi, e tra i responsabili delle società che hanno in appalto il servizio.

 

Spesso, gli addetti in pettorina vengono «affiancati» da qualche ultrà, che segnala chi deve passare senza problemi né controlli. In (almeno) un’occasione, è lo stesso capo ultrà Andrea Beretta, anche lui in manette, a sfidare il Daspo per «istruire» lo steward di turno. Si apre il cancelletto di servizio. O si fa il passaggio multiplo dal tornello a fronte di un solo tagliando.

ultra inter antonio bellocco e marco ferdico

 

«Normalmente gli ultras mi indicano le persone, e io li faccio entrare», ammetterà uno steward in servizio alle partite dell’Inter: «L’ho fatto per evitare che gli ultras possano “sfondare” e che qualcuno di loro possa minacciare me o i miei collaboratori». La cosa è però sfuggita di mano. «Da questa stagione, la Curva sta esagerando», aggiunge.

 

ultra inter mauro nepi andrea beretta marco ferdico

Un altro, al telefono con uno dei leader della Nord, Marco Ferdico (anche lui arrestato) protesta: «Tu mi hai detto dieci (persone , ndr ), ne sono arrivati 150!». D’altronde, se non collabori, sono minacce, se va bene. «Tu devi aprire, altrimenti non ti faccio lavorare più». Ma può andare peggio. Milan-Roma, 11 aprile scorso: uno steward blocca una «doppietta». Intervengono gli ultrà rossoneri. Uno «mi ha tirato prima uno schiaffo e subito dopo un pugno», racconta la vittima.

 

emis killa

Nel gruppo di tifosi c’è anche il trapper Emis Killa. Un altro metodo è infilarsi con l’aiuto dei parcheggiatori in servizio nei sotterranei. A questi s’aggiungono quelli — autorizzati — a entrare nel pre partita insieme agli striscioni da una porta di servizio. Con un doppio guadagno per la curva: le loro tessere, che non vengono timbrate, finiscono sul «mercato».

La «contabile», in curva Nord, è Debora Turiello (ai domiciliari). In una saletta del «Baretto», riceve i clienti, raccoglie i pagamenti, distribuisce le tessere, fa i cambi dei nominativi. […] Per la Sud rossonera, ci pensa Roberta Grassi […]

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)