fentanyl eroina

LA STRAGE DEL FENTANYL: LA DROGA CHE UCCIDE NEGLI USA FA STRAGE PIÙ DEGLI INCIDENTI STRADALI ED È LA PRIMA CAUSA DI MORTALITÀ FRA I GIOVANI. ULTIMA VITTIMA, LO CHEF ZAMPERONI MORTO A NEW YORK - ORA L'OPPIOIDE SI VENDE ANCHE IN ITALIA. MA I SEQUESTRI SI CONTANO SULLE DITA - ECCO PERCHÉ È COSÌ LETALE

Elena Dusi per repubblica.it

 

Il Fentanyl fa piu morti della eroina

Il Vietnam, per uccidere 60mila giovani americani, ha avuto bisogno di 15 anni. Al Fentanyl sono bastati gli ultimi due. L’oppioide che ha dato il colpo di grazia allo chef Andrea Zamperoni oggi negli Usa fa strage più degli incidenti stradali ed è la prima causa di mortalità fra i giovani. Nel 2018 il presidente Trump l’ha dichiarato “emergenza nazionale”. Da allora poliziotti, pompieri e paramedici girano con il naloxone, farmaco di primo intervento.

 

La strage americana (200mila morti dal 2014) fa tremare il resto del mondo, Italia compresa. «Il Fentanyl e le sostanze illegali simili sono fra 100 e 1000 volte più potenti dell’eroina» spiega Simona Pichini, prima ricercatrice all’Istituto Superiore di Sanità, esperta di nuove droghe. «La dose letale è di pochi microgrammi: un granello. Basta toccarlo o inalarlo per caso». Tute ermetiche e maschere sono d’obbligo per chi effettua i sequestri. Del Fentanyl, però, nell’ultima relazione del Dipartimento antidroga italiano non c’è quasi traccia. I sequestri si contano sulle dita. Il problema da noi non esiste? «Non sappiamo. Identificare queste sostanze è complicato. Solo ora stiamo imparando» dice Pichini.

 

Il Fentanyl piu forte della eroina

 

In Italia tra 2016 e 2017 le morti per overdose sono salite del 9,7% dopo 15 anni di calo. «Non siamo sicuri che c’entri il Fentanyl. Servirebbero analisi tossicologiche costose, che solo pochi laboratori sanno fare. Difficile che siano disposte per un’overdose» spiega Pichini. «I derivati del Fentanyl sono ben più di 50. Come per il doping, ne arrivano sempre di nuovi. Per dare un nome a una sostanza abbiamo bisogno di un campione: “lo standard”. Ottenerlo richiede autorizzazioni a non finire e ditte specializzate che ce lo inviino dall’estero. Ci mettiamo un anno».

FENTANYL

 

A oggi i laboratori italiani si sono procurati 22 “standard”. Sanno cioè riconoscere 22 derivati del Fentanyl: sostanze con piccole differenze chimiche. «Sono assai meno della metà delle sostanze in circolazione» spiega Luca Morini, tossicologo dell’università di Pavia. «Sospettiamo che venga spacciato al posto dell’eroina o venga usato per tagliarla.

 

Ha un prezzo concorrenziale» spiega Marica Orioli, che dirige il laboratorio di tossicologia forense al Dipartimento di scienze biomediche dell’università di Milano. «Chi lo ha usato racconta che “sale rapido” ed è piacevole. Ma fra i campioni del boschetto di Rogoredo non siamo mai riusciti a identificarlo».

 

La “vittima zero” in Italia è stata trovata solo per testardaggine. «Era un 39enne di Milano. Aveva comprato droga sul web» spiega Orioli, che si è occupata del caso. «Sembrava una normale overdose: siringa, accendino, buchi nel braccio. Ma nel corpo non c’era traccia di eroina. Ci siamo incaponiti e abbiamo trovato un analogo del Fentanyl». Tempo: un anno e mezzo.

 

Fentanyl oppioide sintetico

La morte è di aprile 2017, la fine delle analisi di settembre 2018. Storia simile per la seconda vittima italiana: un 59enne di Varese, nel 2018. «Aveva accanto a sé resti di polvere» spiega Morini, che con i colleghi ha effettuato i test. «I Carabinieri si sono accorti che era un analogo del Fentanyl. Noi per avere lo standard abbiamo impiegato quasi un anno. I test, dopo, richiedono solo 2-3 settimane».

 

Il paradosso del Fentanyl è che non viene dal mondo dello spaccio, ma dalla farmaceutica. È usato dagli anni ‘60 come anestetico e antidolorifico. Dalle corsie, complici le prescrizioni facili (11 milioni di persone negli Usa lo prendono indebitamente e il 5% dei bambini nasce in astinenza), è debordato nelle strade. Fra le vittime illustri, il cantante Prince. Ieri un tribunale dell’Oklahoma ha condannato la Johnson & Johnson (produttrice storica di oppioidi) a 572 milioni per aver sottovalutato i rischi e spinto i medici alle prescrizioni. Uno degli avvocati dell’accusa aveva perso il figlio. Di cause simili gli Usa ne hanno 2mila. Ma le azioni dell’azienda ieri sono salite del 2%. Era attesa una multa più alta. Per il business, va bene così.

FENTANYL 1

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