simon gautier

TROVATO MORTO SIMON GAUTIER, LO STUDENTE FRANCESE DISPERSO DAL 9 AGOSTO IN CILENTO - IN UNA TELEFONATA AL 118 AVEVA DETTO: “HO LE GAMBE ROTTE, STO MORENDO DI DOLORE, NON SO DOVE SONO MA VEDO IL MARE” - I RITARDI NELLE RICERCHE DOVUTE AL RIMBALZO DELLE CELLE TELEFONICHE CHE HANNO DIROTTATO LA SUA CHIAMATA AI CARABINIERI IN BASILICATA E NON IN CAMPANIA - LA TECNOLOGIA POTEVA SALVARLO: ECCO COME FUNZIONA E DOV'È ATTIVA…

1 - IL CORPO DI SIMON ERA NEL BURRONE INDIVIDUATO GRAZIE ALLO ZAINETTO

Giusi Fasano per il “Corriere della sera”

 

simon gautier 5

Un punto nero in mezzo alla macchia mediterranea. L' uomo del Soccorso Alpino l' ha visto comparire mentre con il binocolo perlustrava il fondo di un burrone. Era lo zaino di Simon Gautier e lì accanto c' era il suo cadavere. Lo hanno trovato così, Simon, ieri pomeriggio alle 19.30. I suoi 27 anni sono finiti ai piedi di un roccione in una località che si chiama Belvedere di Ciolandrea, nel Comune di San Giovanni a Piro (Salerno). I suoi occhi si sono chiusi per sempre sull' azzurro del mare che da lì si vede poco più in basso.

 

«Ho le gambe rotte, sto morendo di dolore, non so dove sono, ma vedo il mare» aveva detto lui nella telefonata al 118 con la quale aveva chiesto aiuto subito dopo la caduta.

Era la mattina di venerdì 9, ore 8.57. Non sono bastate indagini e ipotesi per capire che sentiero potesse aver preso quel francese che al telefono implorava aiuto. Non sono bastati centinaia di uomini fra Vigili del fuoco, soccorso alpino, carabinieri, Protezione civile, soccorso alpino della Guardia di finanza, volontari vari. Non è bastato l' impiego di strumenti tecnologici avanzatissimi per cercare di localizzarlo.

simon gautier 4

 

E non sono bastati nemmeno i suoi venti amici arrivati dalla Francia per aiutare i soccorritori nelle ricerche. Alle 8.57 di quel venerdì lui ha dato l' allarme, da allora in poi non ha mai più risposto al cellulare e dal tardo pomeriggio di quello stesso giorno il telefonino si è spento. Forse già nelle prossime ore sapremo se Simon è morto poco dopo la telefonata o se il suo fisico ha resistito per giorni.

 

Il fatto che non abbia mai risposto alle chiamate dei soccorritori autorizza a pensare che abbia quantomeno perduto i sensi, e comunque una cosa è sembrata chiara fin da quella lunga telefonata al 118 che in questi giorni ha fatto il giro del web: lui era confuso, spaventato.

il luogo dove e stato trovato simon gautier

 

Sua madre, Delphine Godard, è arrivata in Italia a cercarlo convinta che qualcosa non avesse funzionato nella macchina dei soccorsi, che ci fossero stati dei ritardi fra l' allarme e il primo elicottero che si è alzato in volo per una ricognizione.

 

Ma due giorni fa le hanno spiegato ogni passaggio delle ricerche, le hanno mostrato le immagini girate dai droni e la mappa tracciata dai Vigili del fuoco sulle aree già battute.

Alla fine dell' incontro lei ha abbassato gli occhi, ha pianto e ha abbracciato tutti. Aveva capito le difficoltà enormi di chi lo stava cercando e aveva pensato, per la prima volta, che il lumicino della speranza ormai era quasi spento.

 

Torniamo a Simon, alla chiamata d' aiuto. Quando è caduto ha telefonato prima a un' amica che però non ha risposto. Allora ha digitato il 112. Ma nel punto roccioso in cui si trovava il segnale delle celle telefoniche rimbalza, per usare un termine che dia l' idea. Quindi la chiamata di Simon non è arrivata ai carabinieri a lui più vicini (nel Cilento, in Campania) ma a quelli di Lagonegro, cioè il territorio della costa di fronte a quella in cui lui si trovava, la Basilicata.

 

simon gautier 3

I carabinieri Di Lagonegro chiedono indicazioni sul luogo, ma lui non sa dire dov'è, allora passano la telefonata al 118 più vicino, sempre in Basilicata - perché i medici capiscano meglio le condizioni di salute del ragazzo - e nel frattempo avviano comunque le procedure di ricerca nel territorio del Potentino.

 

Si prova a localizzarlo, ma la sfortuna vuole che lì dov' è, il cellulare di Simon agganci tre celle di confine fra le province di Potenza, Matera, Cosenza e Salerno: 143 chilometri quadrati. Un elicottero non saprebbe dove cercarlo, i soccorritori hanno bisogno di restringere il campo. Ma per farlo servono indagini, testimonianze, richieste da presentare in Procura e tutto questo vuol dire ore perdute di tempo prezioso.

 

Nello scambio di informazioni con il 118, i carabinieri vengono a sapere che lui ha detto all'operatrice di essere partito da Policastro e di aver campeggiato da qualche parte lì.

simon gautier

E allora comincia la ricerca nei campeggi, la visione delle telecamere, la caccia a testimoni che possano averlo visto.

 

Da Roma (dove lui viveva) una sua amica manda a chi lo cerca il computer di Simon e si scoprono ricerche su Google che riguardano una zona precisa. Insomma: più passano i giorni più si restringe l'area in cui concentrarsi. Anche perché qualcuno finalmente ricorda «un ragazzo con il codino e con una tenda sullo zaino» che la sera di giovedì 8 aveva tutta l' aria di chi voleva fermarsi a dormire in una spiaggetta di San Giovanni a Piro. È la svolta.

 

Si parte da quella spiaggetta con un' altra informazione: lui aveva spento il cellulare la sera del giovedì e lo aveva riacceso alle sei e mezza del venerdì mattina. Quindi la domanda a questo punto è: quanta strada può aver fatto, partendo dalla spiaggetta alle 6.30, fino alla chiamata di soccorso delle 8.57?

 

I soccorritori si dividono le zone di ricerca. Il soccorso alpino sceglie di piazzare il suo campo su un pratone in cima a uno dei tanti posti impervi di quest' area. Da lì partono sentieri che magari all' inizio sembrano dolci, ma che in alcuni casi diventano rapidamente impossibili. Facilissimo perdersi. Dev' essersi perso, Simon. Per questo si è trovato davanti alla roccia enorme che probabilmente ha provato a superare precipitando. Poi quella chiamata. «Ho le due gambe rotte. Sto morendo di dolore».

la morte di simon gautier

 

2 - LA TECNOLOGIA POTEVA SALVARLO COME FUNZIONA E DOV' È ATTIVA

Paolo Virtuani per il “Corriere della sera”

 

1 La geolocalizzazione con gli smartphone è possibile?

Els (Emergency Location Service) e Aml (Advanced Mobile Location) sono i sistemi di geolocalizzazione per le emergenze installati sugli smartphone (il primo per Android, il secondo per iPhone). In Italia non sono ancora attivi, una direttiva obbliga i Paesi Ue ad adeguarsi nel 2020.

 

2 Dove sono stati attivati?

simon gautier

In 9 nazioni Ue (Austria, Belgio, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lituania, Olanda, Regno Unito e Slovenia), in altri tre Paesi europei (Norvegia, Islanda e Moldavia), in Usa, Emirati Arabi, Nuova Zelanda.

 

3 In quali sistemi operativi sono installati?

Els è installato dal 2016 nel sistema operativo Android Ics 4.0 (Google), Aml in iOS di Apple (versione 11.3) da marzo 2018. Nella maggior parte delle nazioni dove sono in funzione, la geolocalizzazione avviene con entrambi i sistemi operativi. In Austria e Slovenia (Paesi dove è disponibile solo in alcune zone), Olanda, Moldavia ed Emirati Arabi soltanto con Android.

 

4 Come funziona?

SISTEMA DI GEOLOCALIZZAZIONE

Quando parte una chiamata a un numero di emergenza (112 in Europa, 911 negli Usa, 111 in Nuova Zelanda, 999 negli Emirati), lo smartphone attiva il Gps e/o il Wi-fi per segnalare la posizione esatta da dove è partita la chiamata. Le coordinate vengono inviate automaticamente con un sms ai soccorsi. Dopo 30 secondi il software disattiva Gps e Wi-fi. Serve però una piattaforma in grado di ricevere i dati e di inoltrarli ai soccorritori. L' Italia ha effettuato dei test tra il 2016 e il 2017 grazie a contributi europei.

 

5Els e Aml di quanto migliorano l' accuratezza della posizione di chi ha fatto la chiamata di emergenza?

Secondo Eena (European Emergency Number Association) i due sistemi sono 4 mila volte più precisi e, grazie al Wi-fi, rilevano la posizione anche all' interno degli edifici dove il Gps è inefficace. Sono in grado di restringere la posizione di chiamata a un raggio di 56 metri, che scende a 42 metri quando sono attivati sia Gps che Wi-fi. Senza Els/Aml è possibile individuare solo l' ultima cella di telefonia agganciata dallo smartphone, che però ha un raggio di 3 km.

 

6 Quali sono i vantaggi?

simon gautier

Chi chiama non deve dire dove si trova. Magari è ferito e non è in grado di farlo, si è perso o è in stato confusionale. A volte le chiamate di emergenza sono state fatte da bambini che non sapevano fornire indicazioni sulla posizione. Con Els/Aml basta solo far partire la telefonata di emergenza. Per Eena le funzioni, che non sono una App ma sono installate nei sistemi operativi, potrebbero salvare 7.500 persone nel mondo nei prossimi dieci anni.

 

7 Ci sono problemi di privacy?

Apple non aveva installato Aml sugli iPhone per dubbi sulla privacy. Poi è prevalsa la linea che l' attivazione avviene solo quando è effettuata una chiamata di emergenza, spegnendosi poco dopo. In questo modo i dati sensibili dovrebbero essere più tutelati.

SISTEMA DI GEOLOCALIZZAZIONE

 

8 Ci sono altri accorgimenti da adottare in escursioni impegnative?

«Consigliamo di addestrarsi a ricavare le coordinate con gli orologi da trekking e le App facilmente disponibili. Portare con sé un fischietto o accendere fuochi di segnalazione non serve», dice Walter Milan del Soccorso alpino nazionale. «A volte bastano accorgimenti banali», aggiunge Vincenzo Torti, presidente del Cai. «Se si va in un bosco è meglio evitare una tuta mimetica. Comunque la cosa più importante è la preparazione e non fare percorsi al di sopra delle proprie capacità».

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…