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TURISMO FU - COME MAI NEL TEAM DI CERVELLONI DI COLAO NON C’E’ NESSUN ESPERTO DI TURISMO? - MASSIMO CAPUTI LANCIA L'ALLARME: ''SI RISCHIA IL CRAC. ALMENO IL 15% DEL PIL ITALIANO E DEGLI OCCUPATI (CIRCA 3 MILIONI E MEZZO) RUOTANO INTORNO AL TURISMO. OGGI RISCHIANO LA DISOCCUPAZIONE. SERVE UN PIANO STRAORDINARIO" - NESSUN AIUTO AI 27MILA ALBERGATORI. MANCANO LINEE GUIDA SU DISTANZE E BAGNI IN MARE. IPOTESI INCENTIVI PER LE FERIE IN ITALIA….

PER IL TURISMO È CRISI EPOCALE: SERVE UN PIANO STRAORDINARIO

massimo caputi 1

Massimo Caputi* per “il Messaggero”

*Presidente Federterme (Confindustria)

 

Il susseguirsi di Decreti e di annunci non pare affronti ancora il tema drammatico che sta esplodendo in Italia: la Pasqua, che di solito segna lo start della stagione turistica italiana ha invece sprofondato le imprese del turismo in un pozzo senza fondo. Il Turismo pare essere stato finora il grande assente al tavolo della crisi.

 

 

Inutile perdere tempo a descrivere cosa significhi il turismo in tutte le sue sfaccettature- per il Paese e i crudi numeri di incidenza sul Pil e sull'occupazione sono inesatti al ribasso.

TURISMO VACANZE 2020

 

Enormi flussi di turisti, con caratteristiche diversissime, sfuggono alle valutazioni statistiche annuali; basti pensare ai biker che sempre più numerosi attraversano il Paese, al turismo religioso, allo shopping turistico, o al Turismo Termale, fortemente radicato in tutti i territori e totalmente destagionalizzato che unisce un importante componente sanitaria e riabilitativa dal Piemonte alla Sicilia, con punte fortissime in Veneto ed Emilia Romagna.

 

spiagge affollate

Comunque almeno il 15% del Pil e degli occupati ruotano intorno al Turismo e il turismo italiano da anni, anzi da decenni, perde colpi considerando le gigantesche masse di turisti che oggi girano il mondo; oggi siamo superati in Europa dalla Francia e dalla Spagna; una volta eravamo i primi in Europa; da più parti si sollecita l'istituzione di un Ministero per il Coordinamento del Turismo.

 

In numeri dell'industria turistica sono davvero complessi da mettere in chiaro, considerando effetti diretti-indiretti ed attività satelliti; nel 2019 ufficialmente il settore ha fatturato in Italia circa 60 miliardi; nel 2020 circa 40 miliardi si possono considerare persi e se va bene (ma deve andare bene davvero) a fine 2020 si potrà arrivare ad un terzo del fatturato del 2019, ma ho i miei dubbi. 

 

venezia

Ricordiamo anche che finora gli Italiani hanno speso circa 40 miliardi annui all'estero e su questo turismo di dovrà puntare considerato che la mobilità (in particolare aereo) sarà lentissima nel ripartire; quindi auto e treno saranno i mezzi di trasporto del Turismo nei prossimi due anni, pertanto turismo domestico e di prossimità ; certo non vedremo folle di turisti mordi e fuggi sui calli di Venezia o nelle strade di Firenze sarebbe rischiosissimo.

 

TURISMO CINESE

E ci sono circa 3.500.000. di lavoratori (numero enorme !) che tremano oggi a guardare il loro incerto futuro, come quello incertissimo delle Aziende; in nessun caso un numero così elevato di lavoratori purtroppo- potrà tornare rapidamente in campo.

 

Come già scrissi il 12 marzo, siamo per il turismo- nella terza guerra mondiale e non si può pensare di accumunare il Turismo agli altri settori dell'economia gravemente colpiti dall'epidemia la cui evoluzione è oggi ignota, ma che in un anno si auspica- troveranno di nuovo un percorso; per il Turismo senza una straordinaria progettualità - ci saranno cenere e macerie.

 

alberghi vuoti

Il sistema turistico si troverà a dover effettuare una riconversione incredibile, di cui oggi nessuno può valutare bene i costi e gli effetti. Facciamo un esempio banalissimo: la ristorazione dovrà applicare i principi della distanza sociale e tutti i posti a sedere dovranno essere ridotti ad un terzo; in pratica una sala ristorante di un hotel che ha 100 posti, potrà utilizzarne 35 con riduzione di clienti, fatturato e lavoratori. E questo è l'esempio più banale! Inoltre le implicazioni del mondo turismo sono trasversali a tutti i settori di gestione dei processi: ad esempio la formazione, si dovrà fare uno sforzo enorme per riqualificare gli addetti alle esigenze post Coronavirus.

ALBERGHI

 

Le aziende turistiche stanno brutalmente perdendo soldi ogni mese, senza alcuna possibilità di recupero nel 2021 (il 2020 ripeto, è ormai andato). Peraltro i turisti stranieri in Italia nel residuo 2020 non li vedremo e nel 2021 dovremo cercare di recuperarli, lottando con una concorrenza mondiale spietata ed aggressiva.

 

In questo scenario è evidente che va varata la Crisi di Filiera Turismo, un progetto straordinario che trova ampie basi normative e che consenta, con un duro lavoro di almeno due anni, di riposizionare il Turismo italiano; solo uno strumento potente e gestito in modo solido da Stato-Regioni-Associazioni-Sindacati può affrontare questa epocale crisi delle filiera turistica italiana.

 

Fortunatamente da pochi giorni si inizia a sentir parlare di Stato di Crisi della Filiera Turistica e una lettera del 9 aprile del Coordinamento Turismo della Conferenza delle Regioni al Governo evidenzia la necessità dello Stato di crisi.

 

Un'ultima considerazione: viviamo in un Paese unico, dove spesso la sua unicità (storia, cultura, arte, natura, bellezza) viene svenduta e diventa bene di nessuno invece che patrimonio di tutti. In UK ci fanno pagare 15 sterline per vedere un antico Wc di una regina! Considerate le limitazioni che il Turismo di massa dovrà avere, anche solo per le distanze sociali e per le difficoltà di mobilità, forse è l'occasione di ripensare il Turismo italiano in logica di valorizzazione di asset unici, piuttosto che di sfruttamento indiscriminato, come oggi spesso accade. Pensiamoci bene.

 

COME MAI NEL TEAM DI COLAO NON C’E’ NESSUN ESPERTO DI TURISMO?

Giuseppe Marino per “il Giornale”

 

turismo

«Federalberghi ha 27mila aziende associate: al momento neanche una ha ricevuto un solo euro». A tracciare il desolante bilancio è Alessandro Nucara, il direttore generale di Federalberghi, che dribbla le polemiche: «Non mi permetto di dire che finora non siano stati fatti provvedimenti, ma registro la disperazione delle imprese e auspico che ora le aspettative create vengano soddisfatte».

BERNABO' BOCCA FEDERALBERGHI

 

In realtà, a marzo si decise di dare la priorità alle esigenze dei lavoratori e della Sanità, per cui furono approvati ordini del giorno sia di maggioranza che di minoranza per impegnare il governo a intervenire sul settore Turismo con un nuovo decreto. Nel Cura Italia c' era solo la previsione di voucher per rimborsare le prenotazioni cancellate causa Covid-19 e un rinvio per il versamento Iva, reso peraltro abbastanza marginale dal fatto che solo il 2% delle imprese ricettive aveva qualcosa da fatturare. I provvedimenti successivi per garantire la liquidità a tutte le imprese non turistiche, sono rimasti sulla carta.

 

 

saturnia foto cascata

Con una beffa aggiuntiva per i property manager, cioè le aziende che gestiscono gli affitti brevi di centinaia di appartamenti: «Il governo -spiega Marco Celani, ad di Italianway, il più grosso player nazionale del settore- ha previsto la sospensione dei contributi per le imprese turistico ricettive, ma i property manager non lavorano sotto un unico codice Ateco che le identifichi in modo preciso ed inoltre l' Inps ha adottato criteri molto restrittivi nell' ammissione, escludendo la maggior parte degli operatori così come molti alberghi che usano codici come gestori immobiliari». La categoria abbandonata finora ha dovuto finora arrangiarsi, tanto che 150 imprenditori più piccoli si sono rivolti per informazioni e orientamento alla «unità di crisi» di Italianway.

 

roma

Il Turismo, che produce il 13 per cento del Pil italiano, ora preme per un provvedimento ad hoc. L' assessore lombardo Lara Magoni la scorsa settimana ha scritto al ministro Dario Franceschini chiedendo di attivarsi per un coordinamento nella promozione territoriale in vista della riapertura e per ottenere dall' Europa un apposito fondo per le imprese del settore.

 

matteo salvini balla al papeete

Franceschini ieri ha incontrato tutti gli assessori regionali al Turismo d' Italia e nel comunicato finale ha citato la proposta del fondo europeo. Ma al centro dell' incontro c' è stata anche l' idea del bonus vacanza. Sarà un incentivo per trascorrere le ferie in Italia, ma non è ancora deciso se sarà un bonus fiscale. Ci sarebbe già pronto il modello dei buoni vacanza del governo Berlusconi, ma il ministero esita. «Va evitato assolutamente -dice Nucara- che una parte del bonus per le aziende italiane finisca a siti stranieri per le prenotazioni».

dario franceschini ritiro del pd all'abbazia di contigliano 3

 

Franceschini ha promesso un provvedimento specifico per il settore ma il tempo stringe e le Regioni premono. Emilia Romagna, Sardegna, Abruzzo hanno dato l' ok a preparare gli stabilimenti ma mancano linee guida su distanze e bagni in mare. Oltretutto nel «team Colao» che deve organizzare la fase 2 salta all' occhio una clamorosa dimenticanza: ci sono giuristi, manager, economisti ma nessun esperto di turismo.

 

C' è poi la questione fiscale.

 

Tanti i nodi irrisolti, a partire dagli albergatori che gestiscono strutture prese in affitto e continuano a pagare anche se non lavorano. Ai Comuni poi, verranno a mancare le risorse della tassa di soggiorno. E nei prossimi mesi le strutture ricettive dovranno pagare quasi mezzo miliardo di Imu e altrettanto di tassa per la raccolta di una spazzatura che non viene prodotta. «C' è il rischio -conclude Nucara- di costringere gli imprenditori a indebitarsi per pagare le tasse».

lorenza bonaccorsi 1

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