marie esmeralda di belgio leopoldo congo

TUTTE BRAVE A FARE LE PRINCIPESSE COL SEDERE DEGLI ALTRI - GIUNTA AL 65ESIMO ANNO DI UNA VITA RICCA DI AGI E PRIVA DI LAVORO, GRAZIE ALLE RICCHEZZE SACCHEGGIATE DALLA SUA FAMIGLIA IN CONGO, MARIE-ESMERALDA DEL BELGIO SI SVEGLIA E CHIEDE LA RIMOZIONE DELLE STATUE DEL RE LEOPOLDO II PER LE SUE ATROCITÀ COLONIALI - SEDUTA NELLA SUA DOVIZIOSA CASA DI LONDRA, ACCUSA LA FAMIGLIA DI NON AVER VIETATO OPERE CHE “GLORIFICANO I SUPREMATISTI BIANCHI CHE HANNO SEMINATO LA MORTE”

marie esmeralda di belgio4

Francesco De Remigis per "il Giornale"

 

Dal suo bell'appartamento londinese, torna a far parlare di sé la 65enne principessa Marie-Esméralda del Belgio, zia dell'attuale re Filippo, e oggi opinionista a tempo perso del Brussels Times (un bimestrale rivolto agli expat). Stavolta non c'entra il regale piglio con cui si scagliò nel 2019 contro il riscaldamento globale: quando si era fatta arrestare a Londra in un sit-in con il movimento per il clima ExtinctionRebellion. 

 

Oggi se la prende con la sua famiglia, tacciata di non aver fatto abbastanza per farsi perdonare le atrocità coloniali dei secoli scorsi in Congo. Vuole quindi, lei, assumersi la «grande responsabilità» nell'unirsi «al crescente numero di belgi che stanno infrangendo il tabù». Quale? Quello sempre più di tendenza della rimozione delle statue in nome di un antirazzismo iconoclasta. 

statua leopoldo belgio vandalizzata 15

 

Mercanti di schiavi, generali sudisti o sindaci sceriffi. Nel caso belga, il mirino della Cancel culture punta su Leopoldo II, già vandalizzato in un parco di Ixelles. E su altre statue che «glorificano i suprematisti bianchi che hanno seminato la morte», scrive Esméralda. Da attivista per il clima a paladina della controversa battaglia che a varie latitudini, da New York a Parigi fino a Londra, ha già visto cadere statue di Cristoforo Colombo, Napoleone, Winston Churchill, sfregiate e in alcuni casi barbaramente abbattute, la principessa parla di atti di «rabbia comprensibile». 

 

statua leopoldo belgio vandalizzata 17

E accusa direttamente i reali di non aver rimosso le opere che esaltano il sovrano che regnò dal 1865 al 1909. Chi non rinnega il monarca è un razzista. Vero è che Leopoldo II aveva di fatto trasformato il Paese africano grande 77 volte il Belgio in una sorta di proprietà privata. «Era anche il mio prozio», scrive Esméralda per rinforzare l'invito a cancellare Leopoldo II dalle strade di Bruxelles (Anversa lo ha già fatto): e che il monito venga dall'interno dei reali ne amplifica il messaggio. 

 

statua leopoldo belgio vandalizzata 16

A chiedere di togliere tutte le statue di Leopoldo II dallo spazio pubblico è anche Pierre Kompany, diventato nel 2018 il primo sindaco nero del Paese: «Avrebbero dovuto essere rimosse molto tempo fa, prima delle proteste di Black Lives Matter», ha scritto puntando i radar sulla grandiosa statua del monarca a cavallo accanto al Palazzo Reale di Bruxelles. «Come pensate si sentano i belgi di origine congolese?». Ma il principe Laurent «non vede» proprio come Leopoldo II possa «far soffrire le persone» in Congo. 

statua leopoldo belgio vandalizzata 13

 

Il dibattito è aperto. Esmeralda chiede pure «la fine della propaganda». Di riconsiderare cioè le lezioni di storia su quel periodo, risarcendo il Congo dopo scuse formali. «Dobbiamo insegnare a scuola che la ricchezza e i grandi edifici del Belgio sono stati finanziati dalla vendita di avorio, caucciù e dal saccheggio del legno» scrive chiedendo al governo di fare autocritica sul colonialismo. 

 

statua leopoldo belgio vandalizzata 14

Proprio mentre in prestigiose università d'Europa, da Oxford a Science Po, cresce la tendenza a imporre la censura, favorendo forme di ostracismo verso chi non si adegua alla «cultura della cancellazione» soprattutto in Francia. Sul Figaro, appena tre giorni fa, otto studenti iscritti in diverse accademie dell'Esagono hanno lanciato «un'allarme sui pericoli della Cancel culture di un'enclave intellettuale fuori dal mondo che vuol dettare legge su tutto». 

 

marie esmeralda di belgio1

Ripercorrendo i casi più recenti, i laureandi spiegano che in Francia «chiunque si rifiuti di sottomettersi ai dogmi decolonialisti, filo-Lgbt e anti-sessisti viene insultato e redarguito» quando non sospeso dall'insegnamento. Poi il monito: «Le derive che osserviamo all'interno delle Science Po di Francia si diffonderanno presto dappertutto». 

 

La brama di cancellare le tracce di un certo passato sembra aver già contagiato il Belgio. Se re Filippo, in occasione dei 60 anni dell'indipendenza del Congo, ha espresso «dispiacere» per le ferite africane, ed è stata creata anche una commissione parlamentare ad hoc sull'inglorioso Leopoldo II, Esméralda trancia di netto la diplomazia: «Passi importanti, ma non bastano». Meglio «decolonizzare» strade e piazze assecondando la furia del politically correct.

statua leopoldo belgio vandalizzata 12statua leopoldo belgio vandalizzata 11marie esmeralda di belgio2marie esmeralda di belgio3marie esmeralda di belgio5statua leopoldo belgio vandalizzata 18

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…