boom certificati malattia green pass

LA VIA DI FUGA DEI NO PASS: IL CERTIFICATO DI MALATTIA - ENTRA IN VIGORE IL GREEN PASS OBBLIGATORIO E L’ATAC A ROMA REGISTRA UN AUMENTO DI CIRCA IL 10% DI DIPENDENTI CHE SI DANNO MALATI - STESSA SITUAZIONE A TRIESTE DOVE L’AZIENDA DI TRASPORTO, DAVANTI A UN'IMPENNATA DI CERTIFICATI, HA ANNUNCIATO UN ESPOSTO IN PROCURA (UN TERZO DEGLI AUTISTI NON HA PRESO SERVIZIO) - A MILANO SONO MANCATI ALL'APPELLO 270 LAVORATORI SU 5 MILA...

Niccolò Carratelli Paolo Russo per “la Stampa”

certificato malattia

 

Un certificato di malattia, di questi tempi, può essere prezioso. La soluzione più semplice, se non si è vaccinati e non si vuole pagare il tampone per ottenere il Green Pass, oppure bruciare invano giorni di ferie. Si sta a casa, ma l'assenza è giustificata e si continua a prendere lo stipendio. 

 

Sarà un caso, ma ieri a mezzogiorno i dati Inps registravano un aumento del 23,3% dei certificati di malattia rispetto a venerdì scorso, 47.393 contro i 38.432 dell'8 ottobre. «Per i certificati in prima giornata c'è il problema della soggettività dei sintomi, che magari non sono riscontrabili con la visita, che pure il medico deve fare», precisa Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg). 

 

no green pass a roma 2

Quindi il primo certificato è quasi automatico, «ma in generale non do mai più di tre giorni - spiega -. Si può allungare a cinque per consentire un approfondimento diagnostico o un prelievo, ma poi non si va oltre. Insomma, al 31 dicembre non ci si arriva». È questa, infatti, la data ultima (a oggi) di scadenza dello stato di emergenza e dell'obbligo di Green Pass nei luoghi di lavoro. 

 

Non è detto che tutti i medici di famiglia siano rigidi sui giorni di malattia da concedere come il dottor Scotti. Ma di sicuro la (finta) malattia non può che essere una soluzione provvisoria e non replicabile. Magari utile a scavallare questi primi giorni in cui la verifica del certificato verde sarà più stringente. 

 

manifestazione no green pass a trieste 5

I picchi tra gli autisti Devono aver ragionato così alcune decine di dipendenti dell'Atac, la municipalizzata dei trasporti di Roma, dove è stato registrato «un aumento di circa il 10% dei tassi di malattia rispetto a venerdì scorso - fa sapere l'azienda -, un andamento che verrà monitorato e approfondito».

 

A Trieste l'azienda del trasporto locale parla di «un'impennata di certificati di malattia, che saranno oggetto di un esposto in Procura per verificarne la legittimità»: oltre un terzo degli autisti che non hanno preso servizio, perché sprovvisti di Green Pass, si è dato malato. A Milano sono mancati all'appello più di 270 lavoratori (su 5 mila), con un 15% in più di assenze per malattia rispetto alla media. 

 

certificato malattia

Del resto, perché il trucco funzioni, bisogna attestare la malattia prima che scatti la sospensione dal lavoro: una volta iniziato il periodo di «castigo» con lo stop dello stipendio, infatti, l'unico certificato che può «riabilitare» il lavoratore è quello verde. Vaccinazioni in ripresa In tanti, comunque, hanno preferito cedere e vaccinarsi. 

 

vaccino

Dopo le scorse settimane di stanca, le somministrazioni di prime dosi hanno ricominciato a salire: dalle 50 mila di media il 13 ottobre si è saliti a 93 mila, per passare a 73 mila giovedì e i dati parziali di ieri confermano il trend, che ha fatto segnare un più 34% rispetto alla settimana scorsa. Una nostra elaborazione, sui dati di Lab 24, rileva che sono mezzo milione gli italiani in età lavorativa (25-65 anni) che si sono vaccinati nell'ultima settimana. 

 

Solo il 58% di chi ha l'età per lavorare è effettivamente occupato, parliamo di 2,9 milioni di persone. Se da questi togliamo 910 mila guariti negli ultimi sei mesi, che hanno comunque diritto al Green Pass, un 10% mediamente in ferie o malattia e i 300 mila esenti dalla vaccinazione per motivi di salute, alla fine i lavoratori che hanno bisogno di un tampone negativo per ottenere il Pass scendono a un milione e mezzo. 

 

vaccino

Giovedì si è registrato il record assoluto di 506 mila tamponi in un giorno, ma la metà di questi erano di controllo, per chi ha avuto contatti stretti con positivi. Gli altri 250 mila rappresentano solo il 20% di quelli che avrebbero dovuto mettersi in fila per fare il test. E il restante 80% non risulta aver preso d'assalto le farmacie. Segno che buona parte dei No Pass alberga tra le fila di commercianti, artigiani e professionisti: quelli che lavorano in proprio, senza nessuno che li controlli.

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