giuseppe conte vladimir putin

VIENI AVANTI CREMLINO! – CHE SI SONO DETTI PUTIN E CONTE AL TELEFONO? DIPENDE! NEL COMUNICATO DI PALAZZO CHIGI NON C’È (QUASI) NIENTE, QUELLO DEL CREMLINO INVECE È PIUTTOSTO SUCCOSO: IL PRESIDENTE RUSSO HA DETTO ESPLICITAMENTE CHE L’UE NON SI DEVE INTROMETTERE IN BIELORUSSIA E SU NAVALNY, LA CHIAMATA È PARTITA DA “INIZIATIVA ITALIANA” – A BRUXELLES HANNO SGRANATO GLI OCCHI, INTANTO ZIO VLAD DICE CHE È PRONTO A INTERVENIRE A MINSK E HA FORMATO "UN'UNITÀ DI POLIZIA DI APPOGGIO"

ALEKSANDR LUKASHENKO VLADIMIR PUTIN 2

1 – BIELORUSSIA, PUTIN: PRONTI A DARE ASSISTENZA MILITARE, PER ORA NON NECESSARIO

(LaPresse/AP) - Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che la sua controparte bielorussa, Aleksander Lukashenko, gli ha chiesto di fornire assistenza di sicurezza per stabilizzare la situazione nel Paese, se necessario, aggiungendo che Mosca è pronta a farlo ma non c'è ancora tale necessità.

 

In un'intervista alla tv di stato russa, Putin ha detto che Lukashenko gli ha chiesto di preparare un contingente di forze dell'ordine da dispiegare in Bielorussia, se sarà necessario. Ha poi dichiarato che insieme hanno concordato sul fatto che "non ce n'è bisogno ora, e spero che non ci sarà".

IL TE' DI VLADIMIR PUTIN

 

2 – BIELORUSSIA, PUTIN: FORMATA UNITÀ POLIZIA IN APPOGGIO A MINSK

(LaPresse) - Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato di aver accolto una richiesta della sua controparte bielorussa, Aleksander Lukashenko, che gli ha chiesto di formare unità di sicurezza di sostegno alle forze di sicurezza nazionali.

 

vladimir putin a palazzo chigi incontra giuseppe conte 3

Lukashenko "mi ha chiesto di formare un'unità di polizia di appoggio e l'ho fatto. Tuttavia, abbiamo concordato che non sarà utilizzata a meno che la situazione vada fuori controllo", ha dichiarato Putin alla tv russa, citato dall'agenzia Tass

 

3 – BIELORUSSIA, PUTIN TELEFONA A CONTE " L'EUROPA NON SI DEVE INTROMETTERE"

Francesca Sforza per “la Stampa”

 

La catena di eventi che tiene insieme la crisi bielorussa, il caso del blogger avvelenato Alexey Navalny, la sempre fragile situazione della Libia e la sfida globale alla pandemia disegna un quadro in cui i rapporti tra Russia e Unione Europea sono chiamati a una prova decisiva.

 

ALEKSANDR LUKASHENKO VLADIMIR PUTIN

Da giorni, il Cremlino ha intensificato i suoi contatti con i maggiori Paesi europei: è partito da una telefonata con la cancelliera Angela Merkel, poi è stato il turno del presidente francese Emmanuel Macron, del presidente del Consiglio europeo Charles Michel, e ieri, per oltre un'ora, ha conversato con il premier italiano Giuseppe Conte.

 

bielorusse bone in piazza contro lukashenko

La crisi in Bielorussia In testa all'agenda del colloquio, i fatti di Minsk, cruciali per il futuro delle relazioni tra Russia e Ue, oltre che per la martoriata popolazione bielorussa. Il premier Conte ha fatto presente che di fronte a manifestazioni e proteste di queste dimensioni non è pensabile girarsi dall'altra parte, e pur consapevole del fatto che non ci può essere una soluzione della crisi in Bielorussia senza il consenso (e diciamo pure l'approvazione) di Mosca, ha sollevato l'importanza di una mediazione internazionale affidata all'Osce.

 

vladimir putin a palazzo chigi incontra giuseppe conte 2

Il problema però, come confermano anche fonti russe, è che quello che gli europei considerano «un tentativo di mediazione» è visto dai russi come «un'interferenza». «Durante lo scambio di opinioni sulla situazione in Bielorussia dopo le elezioni presidenziali - si legge nella nota del Cremlino diffusa da Gazeta.ru - la parte russa ha sottolineato quanto controproducente possa essere ogni tentativo di interferire negli affari interni della Repubblica».

 

aleksandr lukashenko in piazza 1

Ma se Lukashenko perdesse il controllo della situazione, chi si farebbe carico della gestione del Paese?, ha chiesto l'Italia di fronte alla fermezza con cui Mosca rifiuta eventuali interventi di mediazione europea. Putin ha fatto capire che una perdita di controllo da parte di Lukashenko sarebbe un disastro per tutti, e che per questo avrebbe consigliato lui stesso, a Lukashenko, di incontrare gli altri ex candidati alla Presidenza per cercare di trovare una soluzione di compromesso.

 

alexei navalny al bar dell'aeroporto dove sarebbe stato avvelenato

Per quanto riguarda un possibile sostegno militare al dittatore, Putin ha ricordato che in base al Trattato di Sicurezza Collettiva, la Russia, qualora fosse avanzata la richiesta, sarebbe «obbligata» a offrire il proprio aiuto. E ha anche detto che Lukashenko quella richiesta l'ha già avanzata, ma la Russia non ritiene che ci siano al momento le condizioni per un intervento.

 

«Se però la situazione dovesse precipitare, e si dovessero verificare attacchi a palazzi delle istituzioni - ha detto Putin - allora la valutazione sarà diversa». Il caso Navalny Sono in molti gli analisti che vedono una stretta correlazione tra le rivolte in Bielorussia e il ruolo di oppositore portato avanti da Alexey Navalny, e certo le circostanze temporali tra i disordini a Minsk e l'avvelenamento a Tomsk facilitano loro questo genere di congetture.

 

manifestazione di protesta a minsk contro lukashenko 38

Ma il premier Conte, in linea con i partner europei, si è limitato a valutare i contorni «preoccupanti» che circondano l'intera vicenda. Il presidente russo gli ha detto di essere anche lui interessato all'accertamento della verità, tanto da voler istituire una commissione d'inchiesta per far luce sull'accaduto.

 

alexei navalny vladimir putin

Allo stesso tempo, Putin ha fatto notare come sia importante, in questa fase, una grande condivisione dei risultati scientifici con la parte tedesca. «Al momento - ha detto - non pare risultino tracce della sostanza incriminata nell'organismo della persona colpita (il nome di Navalny non è stato mai pronunciato dal presidente nel corso di tutta la telefonata), ma soltanto gli effetti che questa avrebbe avuto nel medesimo organismo».

 

vladimir putin angela merkel

Difficile quindi, secondo, i russi, far derivare direttamente la presenza dell'agente Novichok nel corpo del blogger. Indizi, ma non prove, e per questo «senza condivisione delle informazioni sarà difficile capire cosa è accaduto». Il fronte libico Nei giorni in cui la Turchia sta gettando nello sconcerto la comunità internazionale per il suo atteggiamento aggressivo nel Mediterraneo Orientale, Putin dice invece a Conte che i suoi rapporti con Ankara sono ben saldi, e che questo gli consente di far sentire la sua voce per evitare un'escalation sul terreno.

 

alexei navalny 3

«Nessuno è interessato a che gli eventi precipitino», ha detto Putin rispondendo a una preoccupazione di Conte, e per questo ha manifestato la sua intenzione di far pressioni su Haftar affinché adotti un atteggiamento il più possibile costruttivo.

 

Mosca non si fa illusioni sul fatto che un cessate il fuoco stabile sia ancora lontano da venire, «l'importante è che le parti in gioco non sfruttino le piccole tregue per costruire nuove occasioni per sferrare ulteriori attacchi», spiegano fonti russe.

 

La sfida al Covid

«Mia figlia si è vaccinata e sta benissimo», ha detto il presidente Putin a Conte nel descrivere gli effetti del vaccino che la Russia ha iniziato a somministrare alla popolazione.

 

Il premier Conte, nel congratularsi per il risultato, ha fatto presente la disponibilità italiana a effettuare scambi di medici ed esperti per confrontarsi sulle sperimentazioni in corso, e l'importanza di condividere i risultati su un piano multilaterale. La Russia registrerà fra un mese un nuovo tipo di vaccino, e si è detta favorevole a promuovere incontri e contatti fra gli specialisti sanitari che lavorano nel campo. Il numero di contagiati, nella Federazione Russa, continua a scendere, e Putin non ha mancato di ricordarlo al premier italiano.

la moglie di navalny yulia

 

4 – ZITTO E MOSCA. COSA (NON) TORNA NELLA CHIAMATA DI CONTE A PUTIN (CHE GODE)

Francesco Bechis per www.formiche.net

 

Ricordate le vibranti dichiarazioni delle primissime file del Pd sulla crisi in Bielorussia? Le saette lanciate da Bruxelles e dai principali Paesi Ue, Germania in testa? La condanna, poche ore fa, di Paolo Gentiloni, commissario Ue ed ex premier italiano, sul caso Navalny? Nulla di tutto ciò è contenuto nei resoconti finora disponibili della telefonata andata in onda questo pomeriggio fra il premier Giuseppe Conte e il presidente russo Vladimir Putin.

 

giuseppe conte in russia 3

La forma è sostanza, soprattutto quando di mezzo c’è la diplomazia. La prova del nove arriva da una lettura contemporanea dei due comunicati con cui Italia e Russia hanno dato notizia della telefonata.

 

Non una semplice formalità, visti i tempi che corrono. Di carne al fuoco ce n’è: il caso di Alexei Navalny, oppositore di Putin avvelenato e curato d’urgenza in Germania, ma anche la crisi in Bielorussia e le tensioni mai sopite in Ucraina, per non parlare dell’Africa settentrionale, e della polveriera in Libia, dove Italia e Russia siedono su fronti opposti.

 

vladimir putin giuseppe conte

Il comunicato russo inizia con una precisazione (rimarcata con un filo di soddisfazione): la telefonata è partita da Palazzo Chigi. “Su iniziativa della parte italiana, Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il primo ministro italiano Giuseppe Conte”.

 

Una precisazione che, ad esempio, non è presente nei resoconti delle recenti chiamate con il premier finlandese Sauli Niinistö o il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Il quale, spiegava in quell’occasione il comunicato russo, aveva espresso con grande chiarezza la dura posizione dell’Ue sulla Bielorussia.

gli aiuti russi all'italia

 

Oggi il resoconto della chiamata di Conte espone nel dettaglio la posizione del Cremlino sui principali dossier comuni. Il virus, certo. Ma anche la Bielorussia. Meglio farsi i fatti propri, avvisa Mosca, sottolineando “la controproduttività di qualsiasi tentativo di interferire negli affari interni della Repubblica e la pressione sulla sua leadership”.

 

Stesso canovaccio per Navalny. Il comunicato russo ribadisce “l’inammissibilità di accuse frettolose e infondate al riguardo e l’interesse per un’indagine approfondita e obiettiva di tutte le circostanze dell’incidente”. Infine la crisi libica, che “deve essere risolta esclusivamente con mezzi politici e diplomatici”.

 

giuseppe conte in russia 2

Fin qui tutta farina del sacco russo. Il comunicato di Chigi, d’altra parte, non fa che elencare gli argomenti, asettico. Poche righe, queste: “Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha avuto nel pomeriggio di oggi una lunga conversazione telefonica con il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Covid-19, Bielorussia, Ucraina orientale, Libia, caso Navalny e relazioni bilaterali al centro dei colloqui”.

 

VLADIMIR PUTIN VI OFFRE UNA TAZZA DI TE'

Non è chiaro se uscirà una versione più dettagliata. Certo sarebbe interessante scoprire se, su tutti i temi affrontati da Mosca, Roma abbia una posizione alternativa.

 

Per il momento c’è da registrare lo stupore, misto a sconcerto, di una parte del mondo diplomatico a Bruxelles che, così risulta a Formiche.net, ha sgranato gli occhi alla lettura del comunicato russo. Non sfugge che la telefonata di Conte era la prima in assoluto di un capo di governo Ue dopo l’avvelenamento di Navalny. E c’è chi in queste ore si pone domande. Se la Germania di Angela Merkel ha indossato le vesti di “poliziotto cattivo” dell’Ue verso Mosca sul caso Navalny, la Bielorussia, l’Ucraina, l’Italia vuole sfoggiare quello del poliziotto buono?

 

 

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