seggio elettorale usa stati uniti voto elezioni

VOTO FINO ALL’ULTIMO RICORSO - LA DEMOCRAZIA NEGLI USA E’ COSI' TRABALLANTE CHE REPUBBLICANI E DEMOCRATICI HANNO MESSO IN CAMPO ESERCITI DI AVVOCATI E ATTIVISTI PER SORVEGLIARE IL VOTO, METTERE IN DISCUSSIONE O RALLENTARE GLI SCRUTINI, ADDIRITTURA CONTESTARE I RISULTATI IN CASO DI SCONFITTA - TRUMP HA MESSO IN CAMPO 13 TASK FORCE LEGALI NEI 7 STATI IN BILICO (PENNSYLVANIA, MICHIGAN, WISCONSIN, GEORGIA, ARIZONA, NORTH CAROLINA E NEVADA) E 100MILA VOLONTARI PER SORVEGLIARE LE OPERAZIONI DI VOTO - GLI SCRUTATORI SONO BERSAGLI DI INSULTI E VITTIME DI MINACCE: MOLTI SEGGI ELETTORALI SONO STATI PROTETTI CON VETRI ANTIPROIETTILE E SUI TETTI DI QUELLI PIÙ “CALDI” SI APPOSTERANNO GUARDIE ARMATE…

Estratto dell’articolo di Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

 

dibattito tra donald trump e kamala harris 6

Eserciti contrapposti di avvocati e attivisti repubblicani e democratici decisi a sorvegliare le operazioni di voto, mettere in discussione e forse rallentare gli scrutini, addirittura contestare i risultati delle elezioni di martedì, se vedranno la propria parte politica sconfitta.

 

A 24 ore dalle presidenziali più contrastate della storia americana, la battaglia legale è già in pieno svolgimento soprattutto da parte repubblicana: Trump ha messo in campo 13 task force legali concentrate soprattutto nei 7 Stati considerati in bilico (Pennsylvania, Michigan, Wisconsin, Georgia, Arizona, North Carolina e Nevada) e centomila volontari — soprattutto studenti di giurisprudenza e avvocati — mandati nei seggi a sorvegliare le operazioni di voto.

 

dibattito tra donald trump e kamala harris 5

Intanto da tempo America First Legal , un’organizzazione diretta da Stephen Miller, fidatissimo consigliere di Trump fin dagli anni della Casa Bianca, ha depositato denunce preventive nei tribunali di 25 Stati, mettendo in discussione la validità dei voti postali, l’affidabilità degli elenchi dei cittadini registrati per il voto e denunciando tentativi di ammettere alle urne anche immigrati che non sono cittadini Usa.

 

In linea di principio non ci sarebbe nulla di male ad accendere fari sulle operazioni di voto, visto che le peculiarità del sistema americano — regole diverse da Stato a Stato, enorme diffusione del voto postale, identificazione dell’elettore spesso fatta con documenti privi di foto, in un Paese nel quale non esiste la carta d’identità, pochi hanno il passaporto e l’unica «photo Id» è, in genere, la patente — pone problemi di trasparenza degli scrutini di certo superiori a quelli che abbiamo in Europa.

 

dibattito tra donald trump e kamala harris 4

Ma dopo il voto del 2020 e il rifiuto di Donald Trump di riconoscere la sconfitta, per i repubblicani, spinti dall’ex presidente a ritenere che i democratici possano prevalere solo con la frode, questa di domani è diventata una guerra santa da vincere a tutti i costi. Così ad addestrare le falangi di volontari mandati a sorvegliare gli scrutini sono stati chiamati anche molti teorici delle cospirazioni.

 

Non solo quelli delle elezioni 2020 «scippate» a Trump, ma anche personaggi come Jack Posobiec, centrale nella costruzione del complotto del Pizzagate diffuso durante la campagna elettorale 2016: i democratici gestori di un traffico di abusi sessuali su bambini, vittime di riti satanici condotti in una pizzeria a due passi dalla sede del partito a Washington.

 

DONALD TRUMP - KAMALA HARRIS

Tra gli avvocati attivi nell’azione di contrasto di presunti tentativi democratici di alterare l’esito del voto, anche John Eastman: il legale che quattro anni fu l’architetto del tentativo di Trump di bloccare la proclamazione dell’elezione di Joe Biden offrendo al suo vice, Mike Pence, scuse (prive di fondamento) per non adempiere ai suoi obblighi costituzionali.

Mentre Cleta Mitchell, anch’essa un ex avvocato di Trump, messa a capo dell’Election Integrity Network, il ponte di comando dell’offensiva legale repubblicana, dice di aver ricevuto da Dio l’incarico di impedire che tra gli elettori ci siano immigrati clandestini.

 

KAMALA HARRIS DONALD TRUMP

I democratici contrattaccano con una squadra più piccola, coordinata dallo studio legale di Marc Elias, concentrata su due fronti: evitare che, con la scusa di bloccare elettori fraudolenti, i trumpiani facciano cancellare dalle liste anche cittadini aventi diritto al voto e contestare leggi e regolamenti che Stati a guida repubblicana come la Georgia hanno prodotto a getto continuo negli ultimi anni per restringere gli accessi alle liste elettorali, imporre conteggi manuali delle schede oltre a quelli elettronici, consentire ai propri responsabili di seggio di tenere i risultati sospesi per giorni o, addirittura, di non certificarli, se hanno dubbi o sospetti.

donald trump bacia kamala harris immagine fake generata dall ia

 

I giudici, almeno in Georgia, hanno bloccato i tentativi più pericolosi di lasciare nell’incertezza l’esito del voto, ma è forte il rischio di contestazioni che, nel caso di qualche testa a testa fra Trump e la Harris, potrebbero produrre ritardi o, addirittura, la mancata certificazione dei risultati in qualche distretto-chiave […] gli scrutatori, da tempo sotto pressione, spesso bersagli di insulti e vittime di minacce anonime […] a oggi l’Fbi è in stato di massima allerta: molti seggi elettorali sono stati protetti con vetri antiproiettile e sui tetti di quelli più «caldi» si apposteranno guardie armate. […]

Ultimi Dagoreport

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)