renato zero

ZERO RICOMINCIA DA TRE - IL RE DEI SORCINI, ALLA SOGLIA DEI 70 ANNI, TORNA SULLE SCENE DISCOGRAFICHE CON UN COLOSSALE PROGETTO CHE SFIDA LE REGOLE DEL MERCATO: TRE ALBUM DI INEDITI CHE USCIRANNO UNO DOPO L'ALTRO ENTRO LA FINE DEL 2020, ANDANDO A COMPORRE UNA TRILOGIA - IL PRIMO DEI TRE DISCHI USCIRÀ A FINE SETTEMBRE, IN CONCOMITANZA CON I FESTEGGIAMENTI PER IL COMPLEANNO, L’ULTIMO A NOVEMBRE: “QUESTA VOLTA MI SONO FATTO IN TRE, PUR DI NON LASCIARE PAUSE INUTILI ALLA MIA FERVIDA IMMAGINAZIONE…” - VIDEO

 

Mattia Marzi per ''Il Messaggero''

 

renato zero

Renato Zero compie 70 anni e si concede il lusso di una nuova Zero-follia.

L' ennesima. Forse una delle più grandi della sua carriera. Il Re dei Sorcini spegnerà le candeline sulla torta il 30 settembre, a fine mese. E per l' occasione ha deciso di farsi in tre.

 

Con un post pubblicato ieri sui suoi canali social ufficiali il cantautore romano ha interrotto un silenzio sulle sue attività che durava da fine gennaio, da quando cioè aveva chiuso - proprio nella sua Roma - il tour nei palasport legato al suo ultimo album Zero il folle, pubblicato l' anno scorso. «Sto arrivando. Questa volta mi sono fatto in tre, pur di non lasciare pause inutili alla mia fervida immaginazione. E il vostro cuore non ha mai smesso di pulsarmi accanto. 3, 2, 1 ZERO e la favola continua», ha scritto. Cosa bolle in pentola in casa?

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Parecchia roba. Lo anticipa Il Messaggero: Zero è pronto a tornare sulle scene discografiche con un colossale progetto che sfida le attuali regole del mercato, che considerano i tradizionali album ormai obsoleti e prediligono i singoli o gli Ep.

Tre album di inediti che usciranno uno dopo l' altro entro la fine del 2020, andando a comporre di fatto una trilogia.

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IL PRECEDENTE Un' operazione del genere il cantautore l' aveva realizzata già nel 2013, pubblicando a distanza di sette mesi l' uno dall' altro i due album del progetto Amo. Ma stavolta ha alzato l' asticella. Il primo dei tre dischi uscirà a fine settembre, proprio in concomitanza con i festeggiamenti per i 70 anni, che saranno celebrati anche in tv - il giorno prima - con uno speciale su Canale 5 che farà rivivere le immagini dei due concerti (entrambi sold out) tenuti da Renato Zero al Forum di Assago di Milano l' 11 e 12 gennaio.

 

La regia è di Roberto Cenci, mentre lo spot - già in onda in tv - è stato affidato alla voce di Luca Ward: «Si fa chiamare Zero il folle e rappresenta una minaccia reale per il tranquillo svolgimento della vita su questo pianeta. Imprevedibile e determinato, non esistono attualmente misure per contenere la sua vivace e contagiosa attività creativa. Un consiglio: assecondatelo».

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Parole che si prestano bene a raccontare anche l' ambiziosa operazione discografica: la trilogia sarà portata avanti a fine ottobre con un secondo album di inediti, per poi essere completata a fine novembre con il terzo ed ultimo capitolo. Sul contenuto dei tre dischi vige il massimo riserbo.

 

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Zero, come si deduce dai post pubblicati sui suoi canali social ufficiali nelle settimane del lockdown, avrebbe approfittato dello stop forzato ai live a causa delle misure restrittive legate alla pandemia da Covid-19, che hanno spinto artisti e organizzatori a sospendere o nel peggiore dei casi ad annullare gli eventi dal vivo in programma quest' anno nelle arene e negli stadi (non è il caso del cantautore, però, che è riuscito a chiudere per tempo la tournée legata a Zero il folle prima di doverla bruscamente interrompere a causa dell' emergenza sanitaria), per lavorare a nuova musica, ispirato proprio dal delicato momento storico. E soprattutto dall' impossibilità di festeggiare i 70 anni - un traguardo mica da poco - sui palchi, davanti ai suoi Sorcini.

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LA VIVACITÀ I tre album includeranno una quarantina di canzoni. A riprova della vivacità artistica di Zero, che negli ultimi anni sul versante discografico e dei live è stato piuttosto attivo, tra album come il dittico Amo del 2013, Alt del 2016, il doppio Zerovskij del 2017, il già citato Zero il folle, registrazioni dal vivo come Arenà - Renato Zero si racconta e Alt in tour. Progetti non sempre accolti come il cantautore sperava: «Il fatto è che io sono troppo avanti.

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Quel progetto lo capiranno tra trent' anni. Avere il coraggio di portare in scena 150 famiglie e di spendere 330 mila euro a sera per me è stata la prova più grande di essere Renato Zero», la sua risposta alle perplessità degli stessi fan di fronte allo spettacolo dedicato al progetto Zerovskij, che strizzava l' occhio al teatro dell' assurdo, portato in scena nell' estate del 2017.

 

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Non l' hanno fermato neanche i problemi di salute: «Adesso il cuore va che è una pompa», ha detto dal palco del Palazzo dello Sport di Roma lo scorso novembre alla fine della prima data dell' ultima tournée, alludendo all' intervento chirurgico al quale dovette sottoporsi pochi mesi prima per farsi impiantare uno stent. Perché è così: quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare.

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