la bolla di mosca

ZITTI E MOSCA - MENTRE LE BOMBE DEL CREMLINO PORTANO MORTE E DISTRUZIONE IN UCRAINA I RUSSI VIVONO COME IN UNA BOLLA: FANNO FINTA CHE NON STIA SUCCEDENDO NIENTE. CONDUCONO UNA VITA NORMALE, VANNO A TEATRO, AL RISTORANTE E CERCANO DI PARLARE D’ALTRO – A SOLE QUINDICI ORE IN MACCHINA DA MOSCA C’È MARIUPOL E "AZOVSTAL", CHE RESISTE COME LA FORTEZZA DI BREST…

DMITRY GLUKHOVSKY per www.lastampa.it

 

 

MOSCA AL TEMPO DELLA GUERRA

Sta partendo il «Sapsan», basta salirvi e lasciare la vivace capitale primaverile, i ribollenti Patricks, i teatri di Mosca, i centri commerciali affollati e gli eterni ingorghi per ritrovarsi nella soleggiata e fresca San Pietroburgo. Lì si può camminare lungo gli argini, socchiudere gli occhi e lasciarsi sfiorare dalla brezza, organizzare un breve tour nei famosi «gastropub» della città.

 

Sembra che San Pietroburgo sia lontana, ma eccola invece, è molto vicina - poco più di settecento chilometri. Sono solo quattro ore di treno ad alta velocità e ci si trova in un’atmosfera completamente diversa. E se i «Sapsan» non fossero andati a nord dalla stazione di Leningradsky, ma a sud - dalla Kievsky - i moscoviti sarebbero arrivati a Kharkiv nelle stesse quattro ore.

 

Il Doomsday di Putin sorvola Mosca 3

Ricordo che quando ero piccolo viaggiavo verso sud e ci fermavamo a Kharkiv, anche se con un treno normale. A Kharkiv si rimaneva per circa un’ora. Tutti sulla piattaforma parlavano russo, si compravano tortini di patate, semi e cetrioli leggermente salati. Non so quale sia il motivo, ma ne ho ancora un ricordo preciso. Ora il treno Mosca-Kharkiv sarebbe arrivato dritto negli inferi. In una città dove duemila case sono state distrutte dai bombardamenti russi. Grattacieli, scuole, ospedali. In una città dove un terzo degli abitanti se n’è andato, e il resto, aggrappato ai frammenti della sua vecchia vita per tenacia e ostinazione, rischia ogni giorno di morire colpito da schegge di missili e da proiettili russi. Una città assediata da un nemico spietato che ha mostrato di cosa era capace a Bucha e Irpin.

 

MOSCA AL TEMPO DELLA GUERRA

Un nemico spietato? Ma chi è questo nemico? Dopotutto, non sono le stesse persone che camminano sui Patricks, comprano ogni genere di cose nei centri commerciali di Mosca e restano negli ingorghi, sognando di tornare a casa il prima possibile, dove la loro famiglia li sta aspettando? Alla fine queste persone sono solo persone, non possono augurare la morte ad altre persone come loro, che hanno case come le loro, che parlano la stessa lingua e che spesso portano lo stesso nome. È così? Non è possibile. Queste persone in fondo non commettono alcun crimine e non sparano a nessuno. Cosa stanno facendo? Fanno finta che non stia succedendo niente. Cercano di non discutere di ciò che sta accadendo da loro a circa quattro ore dal «Sapsan» che li porterebbe all’inferno.

MOSCA AL TEMPO DELLA GUERRA

 

Fortunatamente, il cannoneggiamento di Kharkiv non si sente a Mosca, e a nessuno importa quanto tempo ci si mette dalla capitale russa per arrivare a Mariupol. Se si inserisce la ricerca su Yandez «Distanza da Mosca a Ma...», il primo risultato che esce è «Maldive». Ma vi do un indizio: ci vogliono quindici ore per arrivare a Mariupol da Mosca in macchina. Quindici ore di guida dagli affollati teatri di Mosca a un teatro con la scritta «Bambini» bombardato dalle forze aerospaziali russe. Fino a quello stesso ospedale. Fino ad «Azovstal», che resiste come la Fortezza di Brest.

 

teatro bolshoi di mosca 2

Resistere a chi? Non parliamone, non parliamo della guerra, non usiamo nemmeno la parola «guerra», perché non tutto è così inequivocabile. Balliamo, andiamo al ristorante, andiamo a teatro, andiamo al centro commerciale, a vedere almeno un film, facciamo finta che la vita vada come al solito, che vada tutto bene. Bene, sì, bene, una specie di operazione speciale, beh, da qualche parte dei nazisti Azov, beh, al diavolo, è lì, non è niente che stia succedendo tra te e me. E, tra l’altro, non è bello neanche per noi: i nemici spegneranno Apple Pay, poi McDonald’s chiuderà i battenti, pensano che ci faranno morire di fame. E per far loro dispetto, cammineremo ancora e ci divertiremo, spaventeremo il riccio mostrandogli il nostro culo nudo!

 

Il Doomsday di Putin sorvola Mosca

Mosca e San Pietroburgo sembrano normali, hanno una vita normale, quasi la stessa di prima. Si vive in una bolla: un piatto di insalata o una zuppa di cavoli, un palcoscenico teatrale, uno schermo cinematografico, il modo di andare al lavoro, la strada di casa. E di tutto quello che ribolle di sangue e pus fuori dalla bolla, ciò di cui ora è fatto il resto del mondo, è come se non esistesse. Sì, invece, esiste e basta.

 

Sì, non ha ancora sfondato la placenta, non ha ancora versato sangue e pus nella vita di ciascuno di noi, ma la pressione all’esterno si sta rafforzando e cresce anche all’interno della vescica. I treni russi non vanno a Nikolaev, a Odessa e a Kramatorsk, a Bucha, a Donetsk. L’Ucraina, abitata da persone viventi, che l’esercito russo uccide ogni giorno invano, proprio così, senza motivo o ragione, è stata tagliata con precisione fuori dalle comunicazioni con la Russia. Guardiamo solo il piatto, senza distogliere mai lo sguardo, in nessun caso. Non muoviamo un dito.

VLADIMIR PUTIN

 

Ma in nome della Russia, ogni giorno in Ucraina vengono commessi omicidi e distruzioni, con falsi e diversi pretesti. E piano piano stanno arrivando anche alle persone che vivono nella bolla. La puzza di cadavere penetra, la placenta non riesce a filtrare tutto. E peggio ancora: la puzza diventa parte della normalità, l’uccisione di civili con gli stessi nomi e cognomi è diventata parte del paesaggio.

 

 

La regola è diventata notarlo, non parlarne, e se proprio bisogna parlarne, allora ecco i cliché preparati dallo Stato, bugie deliberate. I divieti biblici sono stati revocati, e anche i più antichi tabù vengono aboliti, quasi fino a cercare una giustificazione per il cannibalismo. Non è necessario credere che la nuova normalità sarà simile alla vecchia normalità. Il veleno è già penetrato sia nel corpo che nell’anima, semplicemente non agisce all’istante. Ci rifiutiamo di pensare che il treno da Mosca all’inferno ci metta solo quattro ore. Non andremo all’inferno dalla vivace primavera di Mosca, ma la strada è lì, e ora sarà l’inferno a precipitare verso di noi.

acciaieria azovstal 1

 

Ultimi Dagoreport

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…

donald trump nato iran

DAGOREPORT – COSA DIRÀ DONALD TRUMP NEL DISCORSO DI STANOTTE? LE CANCELLERIE EUROPEE PREPARANO TANICHE DI CAFFÈ E MALOOX: IL TYCOON RIBADIRÀ IL SUO “DISGUSTO” PER I PARTNER DELLA NATO, MINACCIANDO DI NUOVO L’USCITA DEGLI STATI UNITI (“A NOI L’ALLEANZA NON SERVE, CI PROTEGGIAMO DA SOLI”), E POI ANNUNCERÀ LA VITTORIA SULL’IRAN – SE VUOLE SALVARSI LE CHIAPPONE, IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO DEVE FARE UN PASSO INDIETRO E RITIRARSI DAL MEDIORIENTE, PROCLAMANDO DI AVER ANNIENTATO GLI AYATOLLAH, IL LORO NUCLEARE E LA LORO MINACCIA. TUTTE CAZZATE: IL REGIME È PIÙ VIVO E INCAZZATO CHE MAI, E TIENE IL MONDO PER LE PALLE CON LA MINACCIA CONTINUA SULLO STRETTO DI HORMUZ…

sigonella donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT – CHI SI ASPETTAVA UNA REAZIONE FURIOSA DI TRUMP AL “NO” ITALIANO ALL’ATTERRAGGIO DI DUE CACCIA AMERICANI A SIGONELLA, HA SBAGLIATO DI GROSSO: IL NERONE DI MAR-A-LAGO È STATO MOLTO INDULGENTE CON GIORGIA MELONI. E TE CREDO: A FURIA DI MINACCE, ULTIMATUM E BULLISMO, S’È GIOCATO IL FAVORE DI TUTTI I LEADER UE. SFANCULARE ANCHE LA “TRUMPETTA” AVREBBE SIGNIFICATO RIMANERE SOLO CON L’AUTOCRATE ORBAN (CHE TRA DUE SETTIMANE RISCHIA IL PRE-PENSIONAMENTO DA PARTE DEGLI ELETTORI) – IL DRONE-SPIA ANDATO E TORNATO DA HORMUZ IL 20 MARZO E LA “FORZATURA” DI VENERDÌ SCORSO: COSA È SUCCESSO NEI CIELI DELLA SICILIA…

sigonella trump meloni crosetto

DAGOREPORT - IL “NON POSSUMUS” DI GIORGIA MELONI ALL’ATTERRAGGIO DEGLI AEREI STATUNITENSI ALLA BASE USA DI SIGONELLA È UN ULTERIORE PASSETTINO PER PRENDERE LE DISTANZE DALL'INFERNALE TRUMP - LA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" ANCORA 'GNA FA' A MANDARLO DEFINITIVAMENTE AL DIAVOLO E SI BARCAMENA: "IL NOSTRO RAPPORTO CON GLI USA RIMANE SOLIDO" - MA CON LA SCELLERATA GUERRA IN IRAN E LE SUE CONSEGUENZE CATASTROFICHE SUL FUTURO DELL’ECONOMIA, IL GOVERNO MELONI RISCHIA DI SALTARE IN ARIA IL GOVERNO, VEDI LA BATOSTA AL REFERENDUM – LE BASI AMERICANE IN ITALIA NON POSSONO ESSERE USATE A PIACEMENTO DEL PENTAGONO MA SOLO PER OPERAZIONI DI ADDESTRAMENTO O LOGISTICHE - ALLORA COS’È SUCCESSO QUALCHE GIORNO FA NEI CIELI DELLA SICILIA? CI SONO DUE IPOTESI E MEZZO…