''MISTER ANTIPATIA''! - IL NUOVO SLOGAN DI TRUMP VUOLE TRASFORMARE QUELLA CHE È CONSIDERATA UNA DEBOLEZZA, CIOÈ I MODI SPICCI, I GIUDIZI SPREZZANTI, LA SCORRETTEZZA POLITICA, IN UN ELEMENTO POSITIVO - D'ALTRONDE I DEMOCRATICI SONO A CORTO DI SLOGAN: NEI COMIZI DI SANDERS URLANO ''LOCK HIM UP!'' (BUTTATELO IN GALERA) DEDICATO A TRUMP, IDENTICO AL CORO ANTI-HILLARY DEI COMIZI TRUMPIANI NEL 2016…

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Massimo Gaggi per il “Corriere della sera

 

donald trump donald trump

«He' s no Mr. Nice guy», non è un tipo simpatico, cordiale (seguito dall' affermazione che proprio grazie a questo può rompere i meccanismi perversi di Washington) è il nuovo slogan che la campagna di Donald Trump ha aggiunto alla sua strategia elettorale. Uno slogan che racchiude una grossa scommessa: trasformare una sua debolezza - i modi rudi, lo scarso rispetto delle regole, i giudizi sprezzanti, l' assenza di empatia, tutte cose che irritano anche molti suoi elettori - in un elemento positivo: può non piacere, ma per demolire la vecchia politica serve un bulldozer come lui.

 

Discutibile la sostanza dell' affermazione e il suo aspetto etico, ma lo slogan è efficace. Del resto la scuderia Trump ne ha sfoderati già diversi che funzionano, a differenza dei democratici, incapaci di colpire la fantasia degli elettori dopo i celebri «Yes we can» e «Change you can believe in» (un cambiamento nel quale si può credere) della campagna di Obama nel 2008.

donald trump donald trump

 

Allora John McCain lo contrastò con un pallido «Reform, prosperity and peace», mentre Hillary Clinton provò a fermarlo nelle primarie col suo «Ready for change, ready to lead» (pronti a cambiare e a governare). Nel 2012 Mitt Romney affondò col suo pallido «Restore our future», ridiamoci un futuro. Poi, nel 2016, l' uragano Trump che ha travolto prima gli avversari repubblicani, poi Hillary col suo «Make America Great Again», ormai entrato nel linguaggio comune al punto di essere citato col suo acronimo, Maga.

 

bernie sanders joe biden bernie sanders joe biden

Patetico ripensare oggi agli slogan degli avversari repubblicani: il Jeb Bush di «Slow and steady wins the race» (una sorta di chi va piano va sano e va lontano) venne spazzato via proprio giocando sulla lentezza: il «low energy» che gli scagliò contro Trump. Che oggi, mentre in casa democratica non c' è ancora nulla di significativo (gli slogan migliori erano quelli di Beto O' Rourke e Bill de Blasio, già usciti di scena), moltiplica i messaggi con varianti («Make our farmers great again», la versione per i contadini) e con cantilene come «Build the wall and crime will fall», alza il muro e calerà il crimine.

trump versus jeb bush trump versus jeb bush joe biden bernie sanders joe biden bernie sanders

 

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politica

QUANDO LE FAKE NEWS ARRIVANO DA SINISTRA, A NESSUNO INTERESSA SMENTIRLE - IL PUNTO NON È DIMOSTRARE CHE L'ANTISEMITISMO NON ESISTA NÉ CHE NON CI SIA ODIO IN RETE. È GRAVE ANCHE UN SOLO COMMENTO ANTISEMITA. IL PUNTO È COME LA BUFALA DEI 200 INSULTI È STATA UTILIZZATA. SI È FATTA PASSARE L'IDEA CHE OGNI MATTINA LA POVERA SENATRICE FOSSE TEMPESTATA DI MINACCE. IN REALTÀ, COME HA DICHIARATO LEI STESSA, NON SI ERA ACCORTA DI NULLA - IL TUTTO PER SPINGERE UNA COMMISSIONE CHE AZZITTISCA I ''RAZZISTI DI DESTRA'', QUANDO DI ANTISEMITI CE NE SONO PARECCHI A SINISTRA (E TRA I MUSULMANI)