salman biden

L'ARABIA REPRESSA - I SAUDITI, SCARICATI DAGLI AMERICANI NEL CONFLITTO IN YEMEN, SI AFFIDANO A RUSSIA E CINA PER GLI ARMAMENTI - CON MOSCA SI TRATTA SUL SISTEMA MISSILISTICO DA DIFESA AEREA S-400 E SUI CACCIA SU-35 - TRA RIAD E PECHINO INVECE SONO IN CORSO CONTATTI PER SVILUPPARE UN PROGRAMMA NUCLEARE - UNA ROTTURA NETTA DEI RAPPORTI NON SAREBBE PERÒ AUSPICABILE PER BIDEN...

Paolo Mauri per www.insideover.com

 

joe biden

L’amministrazione Biden ha individuato una nuova linea guida per i rapporti tra gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita, caratterizzata da una loro ricalibrazione a partire dalla cessazione del supporto americano a casa Saud nel conflitto yemenita; conflitto che vede Riad combattere i ribelli Houthi sostenuti dall’Iran.

 

Washington ha anche intrapreso passi importanti per ridimensionare il suo sostegno nel campo degli armamenti: recentemente è stata presa la decisione di congelare un ordine saudita per 3 mila bombe Gbu-39 Sdb. Ovviamente Riad intende a sua volta rivedere i suoi piani, ed in particolare proprio nel campo degli armamenti, rivolgendosi alla Russia e alla Cina.

 

RE SALMAN JOE BIDEN

I contatti tra Riad e Mosca, per quanto riguarda questo settore, hanno cominciato ad infittirsi a partire dal 2016, cioè dopo l’accordo sul nucleare iraniano (il Jcpoa che la Casa Bianca vorrebbe riesumare), proprio per via della posizione più “accomodante” dell’amministrazione Obama nei confronti di Teheran.

 

Nel 2017 sono stati firmati memorandum d’intesa per produrre alcune armi russe in Arabia Saudita, tra cui uno che riguardava la fabbricazione dei fucili d’assalto Kalashnikov Ak-103. L’interesse saudita per le armi made in Russia ha riguardato anche equipaggiamento pesante.

 

mohammed bin salman

Abbiamo già avuto modo di raccontare come Riad abbia più volte espresso vivo interesse per il sistema missilistico da difesa aerea S-400, mai concretizzatosi in un accordo di massima. Ora questa situazione sembra essere cambiata: sono infatti in corso trattative inerenti a un ordine per un certo numero di batterie di S-400 e per caccia Su-35 Flanker-E.

 

“Finché non firmiamo i contratti, non ne parliamo, ma il processo di negoziazione è in corso”, ha detto Sergei Chemezov, amministratore delegato del gruppo Rostec, in un’intervista a Russia Today.

 

L’interesse saudita per il caccia Su-35 è del tutto nuovo e potrebbe significare che a Riad si sia deciso di rompere gli indugi e affidarsi a Mosca, in barba alle norme del Caatsa statunitense che prevede sanzioni per quegli Stati che acquistano armamenti da una lista nera di Paesi come la Russia, l’Iran o la Corea del Nord.

 

joe biden

Fino ad oggi l’Arabia Saudita, la cui aviazione da combattimento parla inglese basandosi principalmente su aerei forniti da Stati Uniti e Regno Unito, non aveva mai manifestato interesse per il velivolo russo, al contrario di quanto fatto dagli Emirati Arabi Uniti qualche tempo fa – un interesse poi abbandonato per passare agli F-35, e forse, proprio per questo, un bluff.

 

Nel 2018 la possibilità che batterie di S-400 potessero arrivare in Arabia Saudita aveva sbloccato l’arrivo del Thaad (Terminal High Altitude Area Defense), per un valore di circa 15 miliardi di dollari.

 

mohammed bin salman donald trump jared kushner

L’atteggiamento saudita sembra quindi segnare una svolta nei rapporti con Mosca e con Washington facendo registrare un’inversione di tendenza che potrebbe non limitarsi esclusivamente al campo degli armamenti. Sappiamo infatti che Riad è in stretto contatto con Pechino per sviluppare un suo programma nucleare, che per il momento riguarda la ricerca e sfruttamento dei possibili giacimenti di uranio ma che potrebbe vedere l’ingresso nella Penisola Araba di imprese cinesi per la costruzione di reattori, un’attività che la Cina fa anche altrove, come in Pakistan.

 

vladimir putin e mohammed bin salman 4

In ogni caso, alcune delle discussioni sulla compravendita di armi avviate nel 2017 hanno avuto successo: oltre ai già citati fucili d’assalto, sono stati firmati accordi per la consegna e la produzione da parte delle Saudi Arabian Military Industries di diversi sistemi russi, tra cui il Tos-M1, un lanciarazzi multiplo, il missile anticarro Kornet 9M133 e il lanciagranate Ags30.

 

Che sia una mossa per riportare Washington ad assumere toni più amichevoli oppure un reale cambiamento di fronte non è ancora dato saperlo, però quello che è certo, è che a Washington l’atteggiamento verso i Saud è cambiato: l’intelligence americana si prepara infatti a declassificare un rapporto sul coinvolgimento del servizio saudita nell’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi e soprattutto la decisione della passata amministrazione di annoverare gli Houthi tra i gruppi terroristici è stata congelata dal presidente Biden, indispettendo ulteriormente Riad.

 

vladimir putin e mohammed bin salman 6

Una rottura dei rapporti, o semplicemente un deterioramento, non sarebbe però auspicabile per Washington in questa particolare congiuntura internazionale: gli Stati Uniti hanno ancora bisogno di avere basi e punti di appoggio in Arabia Saudita per continuare l’attività di confronto (e scontro) con l’Iran, che nonostante i buoni propositi e le aperture di Washington, non è affatto cessata, come dimostra il recente raid aereo in Siria contro le posizioni delle milizie filoiraniane che combattono nel Paese.

 

vladimir putin e mohammed bin salman 5

Del resto la complessità della situazione mediorientale, con Israele sempre più assertivo in Siria nel combattere l’Iran tanto da irritare anche Mosca, consiglia prudenza all’amministrazione Biden che non si può permettere di “perdere” Tel Aviv in un momento in cui vigono gli storici Accordi di Abramo che hanno rotto il fronte compatto anti-israeliano dei Paesi Arabi.

 

putin Mohammed bin Salman

Dietro il possibile affidarsi ad armamenti russi da parte saudita ci potrebbe anche essere un calcolo economico: la scorsa settimana, Ahmed bin Abdulaziz Al-Ohali, responsabile dell’autorità generale delle industrie militari (Gami), ha indicato che l’obiettivo di Riad per la sua industria degli armamenti è quello di essere in grado di soddisfare la metà dei bisogni delle forze armate saudite, attraverso un piano di investimenti che ammonta a più di 20 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni.

 

MOHAMMED BIN SALMAN XI JINPING

Risulta però molto difficile pensare che l’industria bellica saudita possa produrre caccia o sistemi missilistici antiaerei, ma la Russia potrebbe fornire un certo know how per porre le basi di un futuro assetto industriale avanzato in campo militare.

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