gianfranco fini silvio berlusconi giorgia meloni

C'EST FINI: IL POVERO GIANFRY ALLE PRESE CON L'ANALISI DELLA SUA SCONFITTA – ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “QUELLA METEORA A DESTRA”, SUL FLOP DI FUTURO E LIBERTÀ, L'EX LEADER DI AN TORNA SUGLI ERRORI CHE LO PORTARONO AL DECLINO POLITICO, A PARTIRE DAL “CHE FA MI CACCI?” DEL 2010 URLATO AL CAV: “IO NON ME NE SONO ANDATO DAL PDL, SONO STATO CACCIATO. E NON C’ERA UN COMPLOTTO CON NAPOLITANO CONTRO BERLUSCONI” – ESCLUDE UN SUO RITORNO IN CAMPO CON FDI: “NON SONO UN UOMO PER TUTTE LE STAGIONI”. MA, DOPO LE MOLTE BASTONATE, ELOGIA LA MELONI: “HA FATTO UN PICCOLO CAPOLAVORO…”

 

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

gianfranco fini

Le rughe. Il rancore dei vincitori, il rancore dei vinti. Solo il tempo cura i reduci di questa battaglia. Sono stipati in una saletta del Senato. Colpa dell’ex deputato finiano Carmelo Briguglio, che ha avuto una pazza idea: raccontare in un libro – “Quella meteora a destra” – la sconfitta di Futuro e libertà, il precipizio dell’autore e quello di Gianfranco Fini. Dieci anni polverizzati in nome della guerra a Silvio Berlusconi. Destra contro destra. […]

 

C’è Fini, appunto. Magrissimo, il volto scavato. Non dovrebbe parlare, solo ascoltare questo processo alla storia (la sua): operazione che gli oratori svolgono per un’ora, con tatto. E con imbarazzo, soprattutto: enorme, visto che chi giudica parla a un metro dal giudicato.

 

carmelo briguglio - quella meteora a destra - fini contro fini

Tutti sostengono: il libro è un coraggioso manuale di errori che in politica non andrebbero mai commessi. Quelli di Fini, appunto, che secondo i presenti finì manovrato da Giorgio Napolitano, utilizzato e scaricato per combattere il Cavaliere. L’altra tesi è che fu il fondatore di An a decretare la scissione, non il «che fai, mi cacci? Sì, ti caccio». Fino alla sfiducia al governo, errore mai perdonato dagli elettori.

 

Parla Italo Bocchino, che era al fianco di “Gianfranco” e oggi vive una nuova giovinezza, «sono volto del melonismo in tv». Errori, errori, errori. Ma chi ha sdoganato chi? «Fu Fini a sdoganare Berlusconi, a Roma aveva preso il 30% al primo turno», sostiene Bocchino. Lo dice ammettendo però i propri sbagli, lui che fu primo architetto del ribaltone fallito.

 

A un certo punto, però, viene coinvolto Fini. Sale sul podio. […] poi è un flusso di coscienza che possiamo condensare così: «Non mi interessa cercare di giustificarmi. Ma voglio smentire quanto è stato detto. Primo: io non me ne sono andato dal Pdl, sono stato cacciato. Secondo: non c’era un complotto con Napolitano. Poi, guardate, ho votato Giorgia, ha fatto un piccolo capolavoro e ha ricondotto la comunità in un’unica casa. Ciononostante, su alcune cose non sono d’accordo. Io non torno, perché non sono un uomo per tutte le stagioni e non si può fermare il tempo».

 

silvio berlusconi gianfranco fini - 2010 - che fai mi cacci?

[…]  Ammette di aver sbagliato con la mozione di sfiducia, forse anche l’aver accettato di entrare nel Pdl, «ma stava nascendo il Pd, forse era inevitabile». E però dice anche, o lascia intendere: e le trattative di Verdini? E gli scandali di Silvio? E lo spread? E il partito azienda che tutto poteva, a qualunque costo? Mentre ragiona, si scioglie quell’imbarazzo.

 

Intanto Briguglio omaggia: «Va detto che Gianfranco non può essere espunto dalla storia della destra anche perché dalle tesi di Fiuggi nessuna destra potrà mai tornare indietro ». Si spengono gli sguardi un po’ timidi e un po’ ipocriti, perché la sala ora scoppia di verità: è (ancora) un mondo spezzato, qualcuno ha perdonato e altri no, dove tutti hanno un po’ ragione e un po’ torto attorno a questa contraddizione: ha vinto Giorgia, ha perso Gianfranco, ma Giorgia avrebbe vinto senza Gianfranco?

 

gianfranco fini a mezzora in piu 3

Arriva Ignazio La Russa. Sono amici. Confida che gli consigliò la presidenza della Camera, «commisi un errore». Di aver preferito Berlusconi alla scissione di Fli: «Ma tu lasciasti il Pdl per andare verso il centro, Gianfranco, l’avessi fatto verso destra sarei stato con te». E comunque, la storia doveva finire male: «All’inizio Silvio mi disse di Fini: “È proprio bravo, davvero, fantastico, il migliore, potrebbe venire a lavorare per me..”». Lo sconfitto ride.

 

italo bocchino gianfranco fini

La Russa concede: «Sei un caposaldo della nostra storia. Hai costruito il passaggio dalla destra della nostalgia a quella moderna. Però una cosa non ti perdono: l’unico eletto nelle liste di Fli fu Della Vedova, Delle Vedove, quello... Un ex radicale: orrore Finisce così, amaro e dolce assieme. In un rito crudele, liberatorio, spietato. […]

gianfranco fini e giorgia meloni nel 2011GIORGIA MELONI E GIANFRANCO FINIgianfranco fini in tribunaleignazio la russa e gianfranco fini alla presentazione del libro di bocchino alla galleria nazionale d arte moderna foto lapressesilvio berlusconi gianfranco fini - 2010 - che fai mi cacci?

Ultimi Dagoreport

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)