stretto di hormuz

L'ITALIA SI TUFFA NELLE ACQUE BOLLENTI DELLO STRETTO DI HORMUZ. AGLI ORDINI DEI FRANCESI - GUERINI ACCOGLIE L'INVITO DI MACRON E MANDERÀ UNA FREGATA ITALIANA NEL PUNTO IN CUI TRANSITA IL 21% DEL PETROLIO MONDIALE, E CHE DA ANNI È ZONA DI SCARAMUCCE E VERI E PROPRI ATTACCHI BOMBAROLI TRA IRAN, ARABIA SAUDITA, EMIRATI, E DOVE GIÀ PATTUGLIANO LE NAVI AMERICANE, CINESI, RUSSE, GIAPPONESI...

 

Francesco Grignetti per “la Stampa

 

STRETTO DI HORMUZ

Qualche settimana di attesa per dare al Parlamento il tempo di esaminare e votare il decreto che finanzia le missioni militari all' estero, e a quel punto il governo italiano ufficializzerà la nostra partecipazione a una nuova missione navale europea che si terrà nello Stretto di Hormuz, una sorta di Scilla e Cariddi tra Arabia Saudita e Iran, dove volano le scintille, e dove è già presente una missione navale a guida statunitense, con dentro i nemici storici dell' Iran, ovvero Arabia Saudita, Emirati Arabi, Israele (per gli aspetti di intelligence).

 

giuseppe conte lorenzo guerini

L' Italia ha fatto un' altra scelta, rispondendo a un appello francese. Con Francia e Italia si sono schierate anche Germania, Belgio, Danimarca, Grecia, Olanda e Portogallo. La missione si chiama «Emasoh» e avrà guida francese. E le prime due navi da guerra sono già in movimento: la fregata francese «Courbet», che avrà il ruolo di comando delle operazioni, è arrivata ad Abu Dhabi nei giorni scorsi; la fregata olandese «De Ruyer» è in trasferimento, ieri si trovava a Creta.

 

LA STENA IMPERO - PETROLIERA BRITANNICA SEQUESTRATA DALL IRAN

A parlare di un rischieramento italiano nelle acque dello Stretto di Hormuz, è stato per primo il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, illustrando il complesso delle missioni all' estero. Ne ha parlato con estrema prudenza per non urtare le suscettibilità. «La transitabilità in sicurezza dello Stretto - ha detto - rappresenta un elemento essenziale per la nostra economia». È seguita poi la firma di Luigi Di Maio alla dichiarazione congiunta degli otto Europei.

 

Un punto è chiaro: c' è il viatico della Commissione, ma la missione non è formalmente della Ue perché manca l' unanimità dei Ventisette. E c' è un paletto fondamentale: «Ogni Paese partecipante manterrà il controllo sulle proprie navi che applicheranno regole d' ingaggio nazionali».

unita iraniane rimuovono la mina dallo scafo della petroliera colpita

 

Va ricordato che per quelle acque transita il 21% del traffico petrolifero mondiale. Comprensibile che l' Italia e gli altri 7 partner abbiano la necessità di esserci, di non lasciare mano libera ai contendenti, di tentare una de-escalation. Giusto per ricordare le tensioni nell' area, da una parte c' è la flotta a guida statunitense; dall' altra sono appena terminate le manovre navali congiunte tra Iran, Russia e Cina denominate «Cintura di sicurezza marina». La situazione è incandescente al punto che pure il Giappone invierà autonomamente un cacciatorpediniere.

 

Non è chiaro ancora l' entità dell' impegno italiano. Ieri, il sito specializzato «Rivista italiana di Difesa» parlava di due o tre navi. Indiscrezioni non confermate. Ma appare inverosimile, considerati i numeri della Marina militare italiana, che si possa distaccare per Hormuz più di una nave. Certo non ci sarà più di una fregata, che è l' apporto dei francesi, i capofila. Attualmente l' Italia ha già una fregata schierata al largo della Somalia per la missione europea Atalanta e diverse sono le navi schierate nel Mediterraneo per la missione nazionale Mare Sicuro.

macron contepetroliera iraniana

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...