donald trump alexandria ocasio cortez

L'ONDA BLU SI INFRANGE SUI LATINOS E LA OCASIO-CORTEZ CAZZIA I DEMOCRATICI: ''AVEVO LANCIATO L'ALLARME SULLA DEBOLEZZA DEL PARTITO TRA GLI ISPANICI DA MOLTO TEMPO''. IN FLORIDA E IN TEXAS IL VOTO DI QUESTA COMUNITÀ HA PREMIATO TRUMP. MA SE IL PUZZONE HA ALLARGATO IL CONSENSO TRA LE MINORANZE, HA IN PARTE PERSO QUELLO DEI LAVORATORI BIANCHI, CHE POI AVREBBERO STRA-VOTATO BIDEN E NON LA CLINTON 4 ANNI FA…

1. USA 2020: OCASIO-CORTEZ, NON FATTO ABBASTANZA FRA ISPANICI

ALEXANDRIA OCASIO CORTEZ

 (ANSA) - "Non commenterò i risultati elettorali perché il conteggio è ancora in corso. Ma posso dire che avevamo lanciato l'allarme sulle debolezze dei democratici fra gli ispanici da molto tempo. C'è una strategia e una strada, ma non c'è stato lo sforzo necessario". Lo twitta la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez postando un articolo sulla debole performance di Joe Biden in Florida fra gli ispanici.

 

 

2. GLI ISPANICI SI SPOSTANO A DESTRA GLI OPERAI BIANCHI MOLLANO TRUMP

Francesco Olivo per “la Stampa

 

OCASIO CORTEZ E BERNIE SANDERS

Il motivetto a ritmo di salsa è allegro: «Ahiaahiaia por dios! Voy a votar por Donald Trump». Nel video il presidente balla e le famiglie di latinos sono felici. Niente di molto sofisticato, né nella grafica né tanto meno nel testo, eppure qualche effetto c' è stato: il presidente uscente ha preso molti più voti ispanici di quelli previsti, specie in Florida (il 60 per cento) e Texas (il 40 per cento contro il 30 di quattro anni fa). Con una mobilitazione cresciuta negli ultimi giorni nelle contee intorno a Miami: mezzo milioni di elettori registrati in più rispetto al 2016.

 

In generale i flussi di queste elezioni riservano sorprese, se è vero che più di un quarto, il 26%, dell' elettorato "non bianco" ha scelto il presidente uscente, come ha ricostruito l' ex consulente di George W. Bush Adrian Gray. E tutto ciò in una campagna dominata, almeno nella prima parte dal tema del conflitto razziale, che, secondo molti, avrebbe dovuto portare a una polarizzazione estrema fomentata da Trump stesso, sullo schema «minoranze arrabbiate e bianchi impauriti». Ma, come spesso capita negli Stati Uniti la realtà è più complessa degli schemi e le urne (e la posta...) lo dimostrano.

 

alexandria ocasio cortez 3

La Florida è un esempio interessante: in alcune contee a maggioranza ispanica il presidente uscente ha fatto registrare risultati migliori anche rispetto a quelli ottenuti in zone teoricamente più favorevoli a lui, con abitanti di classe alta bianca. In Florida, è noto, la comunità ha al suo interno una forte componente conservatrice, con punte reazionarie, specie tra gli esuli cubani e più recentemente venezuelani, sensibili alla definizione di "socialista", che il presidente ha affibbiato al rivale.

 

alt right ispanico trump

Ma, stando ai primi dati, anche molti elettori di origine centroamericana hanno scelto Trump, nonostante, o forse proprio per le sue posizioni sprezzanti (nel migliore dei casi) verso gli stranieri al di là del Rio Bravo, a cominciare dalla battaglia per il muro e più in generale quella contro l' immigrazione. Ma c' è un dato sociale da considerare: in Nevada e Arizona, dove l' immigrazione ispanica è mediamente più indigente, questa tendenza a favore dei repubblicani non si è vista.

I dubbi sull' elettorato afroamericano riguardavano più l' affluenza che la fedeltà al partito democratico, che non è venuta meno: a livello nazionale solo l' 11% ha scelto Trump, contro il 31% degli ispanici e il 30% degli asiatici.

 

I flussi raccontano che qualcosa, in queste presidenziali, si è mosso anche a livello sociale: secondo uno studio di Edison Research, Trump pur avendo allargato il consenso tra le minoranze, ha in parte perso quello dei lavoratori bianchi, ovvero il blocco sociale che quattro anni fa risultò decisivo per la sua vittoria.

 

Le prime analisi sul voto mostrano un calo nei consensi rispetto al 2016 nella categoria "white men" in Georgia, Pennsylvania e Wisconsin, consensi importanti, forse decisivi al netto di riconteggi e ricorsi delle prossime ore.

I "bianchi istruiti" invece, secondo una ricerca di Washington Post e New York Times si sono spaccati a metà, 49% con i democratici e stessa percentuale con i repubblicani. Il gender gap resiste, Joe Biden attira più voti femminili di Hillary Clinton, 56% contro il 53%, mentre Donald Trump è in testa tra l' elettorato maschile, 49% a 48.

 

latinos per trump 1

Altro elemento chiave è quello religioso. Pur avendo scelto un fedele del Papa come candidato, i democratici non hanno fatto breccia nell' elettorato cattolico, che per il 62% avrebbe votato repubblicano (dato delle prime ore che potrebbe risultare più basso con lo scrutinio della costa ovest). Una percentuale ancora più alta, 76%, Trump la fa registrare tra gli evangelici, da anni la comunità religiosa più vicina ai repubblicani che, come ha rivelato un' inchiesta della start up italiana Catchy, aveva vissuto con un certo malessere la gestione del conflitto razziale dell' estate scorsa da parte della Casa Bianca. Finiti i ricorsi, ci sarà tempo per l' analisi, i voti si contano, ma soprattutto si pesano.

latinos per trump 3latinos per trumplatinos per trump 2

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)