franceschini tajani meloni gentiloni

L'ULTIMA "GENIALATA" DI FRANCESCHINI: TIFARE FORZA ITALIA ALLE EUROPEE NELLA SPERANZA CHE TAJANI FERMI IL PREMIERATO DI GIORGIA MELONI – “SU-DARIO”, GENTILONI E I RIFORMISTI DEM SONO CONVINTI CHE UN TAJANI RAFFORZATO POSSA “MITIGARE” LA DUCETTA SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE - IN FORZA ITALIA DIVERSI PARLAMENTARI PENSANO CHE SE MELONI, DOPO LE EUROPEE, FACESSE SALTARE IL GOVERNO, LA PARTE PIÙ RESPONSABILE DEL PD PROPORREBBE A MATTARELLA UN GOVERNO CON TAJANI PRESIDENTE...

Carmelo Caruso per il Foglio - Estratti

 

dario franceschini

Antonio Tajani, il buonuomo presidente, ha stregato Dario Franceschini. Ecco cosa pensa, e dice, l’ex segretario del Pd, l’ex ministro della Cultura, il principe ereditario del Quirinale: “Forza Italia si candida a diventare una casa ospitale per i moderati, una quasi Dc”; “Forza Italia, alle europee, rischia di essere la sorpresa, la vera grande forza centrista”; “Forza Italia, se ottiene un risultato importante, non ha più interesse a votare il premierato”; “Tajani può mitigare Meloni”; “c’è uno spazio politico che Forza Italia è destinata a intercettare”.

 

Sono analisi di Franceschini, condivise con i parlamentari del Pd, e sono state ascoltate alla Camera. Meloni ha i suoi “cosacchi di sinistra”, Violante e Minniti, ma Tajani ha i “Francescjani”, i confratelli dell’italia forza, buona creanza.Esiste dunque una nuova corrente, una corrente di astuti rivali, del Pd, che tifa Forza Italia, che ritiene il partito fondato da Silvio Berlusconi, l’unico argine a Meloni.

meloni tajani

 

Ne fanno parte Franceschini, Paolo Gentiloni, i riformisti del Pd, un Pd che ha cambiato natura. La ragione del tifo è politica: se FI dovesse ottenere un risultato lusinghiero, Tajani non sarebbe più il vicepremier in seconda ma un leader che, per Franceschini, “mitiga” Meloni. Un Tajani forte, nella costruzione dell’ex ministro, “non avrebbe più interesse a sostenere una riforma che lo penalizza”.

 

Un sondaggio commissionato da FI stima il partito sopra il nove per cento, ma il non detto, nel Pd, è che esiste “un voto non dichiarato” che può premiare il partito che un anno fa perdeva il suo leader. Parlamentari di FI si spingono nella fantasia estrema:

 

gentiloni franceschini

“Se Meloni, dopo le europee, dovesse fare il suo Papeete, il Pd, la parte più responsabile, quella che governa ancora il partito, proporrebbe a Mattarella un governo con Tajani presidente”.

 

Nella realtà, ForzaItalia compete con una Lega tornata aggressiva, esagerata. Salvini ha fatto sue, salvo precisare, le parole del senatore Claudio Borghi sul presidente Mattarella, colpevole di parlare, il 2 giugno, di “sovranità europea”. Il Pd lo ha subito definito un “attacco senza precedenti”, “eversivo” e anche questa è una esagerazione.

antonio tajani. ricevimento quirinale 2 giugno 2024 foto lapresse

 

A Salvini bastava ricordare che Mattarella lo ha eletto lui, con i voti dei leghisti, compreso quello di Borghi, solo per impedire a Mario Draghi di lasciare il governo e trasferirsi al Quirinale.

 

Al Colle è rimasto Mattarella che ha appena nominato Marina Berlusconi cavaliere del lavoro e Forza Italia, non è un caso, ha difeso Mattarella con la stessa tenacia del Pd. Il primo a redarguire Borghi (gli aveva già dato dell’ignorante) è stato Tajani. Un altro, a difesa, è Maurizio Gasparri che definisce il suo collega della Lega, “un simpatico personaggio da Drive in, un Beruschi”.

 

franceschini schlein

Forza Italia sta provando ad aggirare Meloni e Salvini da centro-sinistra. Dice sempre Gasparri che Forza Italia ha già vinto “perché un anno fa, dopo la morte di Berlusconi, ci davano come partito in liquidazione.

 

antonio tajani ricevimento quirinale 2 giugno 2024

FI ha la possibilità di attrarre il disagio dei silenti”. Vuole descrivere i silenti? Gasparri: “Tra i silenti ci sono senz’altro elettori, imprenditori che guardavano al Pd riformista, al Terzo polo, oggi frantumato dalla contesa dei due bulli”. Per FI i “bulli” sono Matteo Renzi e Carlo Calenda.

 

“Bulli” è la stessa parola che gli antichi maestri del Pd usano adesso per indicare Renzi e Calenda. Per Franceschini, che sta tornando alla letteratura (“usciranno a settembre i miei nuovi racconti, sempre per la Nave di Teseo”, dice al Foglio) una FI sopra le attese può, se non ostruire, rendere dialettico il cammino del premierato.

 

antonio tajani 1

Lo può fare attraverso due figure riconosciute, che dialogano con il partito di Elly Schlein. Uno è Nazario Pagano che alla Camera presiede la I commissione, Affari Costituzionali, l’altro è Paolo Emilio Russo, anche lui in commissione, l’ultimo portavoce di Berlusconi, figlio di Emilio, esponente della sinistra di Como e amico della capogruppo del Pd, Chiara Braga.

 

(…)

franceschini renzifesta al quirinale 2024 antonio tajaniantonio tajani matteo salvini giorgia meloniantonio tajani 3

 

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)