giuseppe conte enrico letta

ALLEANZA CON IL MAL DI PANZA - IL PD SPINGE PER UNA RIFORMA ELETTORALE PROPORZIONALE PER ANDARE AL VOTO SENZA ACCORDI CON I 5STELLE – ANDREA ROMANO DI “BASE RIFORMISTA”: “BISOGNA PERMETTERE CHE LE ALLEANZE SI FORMINO IN PARLAMENTO. SENZA COSTRINGERE NESSUNO A CARTELLI ELETTORALI DESTINATI A SFASCIARSI IL GIORNO DOPO IL VOTO” - A SEDERSI ATTORNO A UN TAVOLO CON PD E 5 STELLE PER CAMBIARE LE REGOLE DEL GIOCO AVREBBE QUALCHE INTERESSE IN PIÙ SALVINI…

Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”

 

GIUSEPPE CONTE CON ENRICO LETTA

Qual è un effetto diretto dell'allontanarsi - magari momentaneo, ma magari no - tra 5 Stelle e Pd? Che nei due partiti aumentano le quotazioni, o perlomeno i desideri diffusi, di un ritorno al proporzionale. Nel caso dei primi, in realtà, non sarebbe una novità, nel senso che storicamente il M5S, ai tempi contrario alle alleanze con la "vecchia politica" e quindi alle coalizioni, è sempre stato proporzionalista.

 

Nell'ultima legislatura è stato elaborato il cosiddetto Brescellum: abolizione dei collegi uninominali e soglia di sbarramento al 5 per cento. Con la necessità di Giuseppe Conte di recuperare consenso riscoprendo l'anima protestaria del Movimento, una campagna elettorale senza curarsi dei rapporti di coalizione sarebbe l'ideale.

 

enrico letta e giuseppe conte 1

Allo stesso tempo nel Pd, nato con la stella polare del maggioritario, parlare di proporzionale oggi non è più un tabù. Dice Emanuele Fiano, capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali alla Camera e relatore proprio del Brescellum, che «intanto bisogna partire da un presupposto: l'attuale legge elettorale ha mostrato tutti i suoi limiti, in questa legislatura abbiamo visto avvicendarsi tre governi con tre maggioranze diverse».

 

Anche il segretario Enrico Letta, figlio della stagione ulivista e maggioritaria, ha un approccio laico al tema. La sua convinzione è che il quadro politico sia caratterizzato da una netta divisione tra destra e sinistra, specie di fronte a una destra identitaria così forte, il che comporta delle naturali aggregazioni. Ma non ci sono preclusioni verso il proporzionale e comunque il giudizio sul Rosatellum è molto negativo.

 

andrea romano 1

«Serve una legge che coniughi rappresentanza e governabilità - ragiona Andrea Romano, portavoce dell'area pd di Base riformista - Restituendo potere all'elettore e permettendo che le alleanze si formino in Parlamento. Senza costringere nessuno a cartelli elettorali destinati a sfasciarsi il giorno dopo il voto». Le diverse correnti del Pd, dalla sinistra di Andrea Orlando agli ex renziani, sarebbero insomma concordi con la svolta. E i molti dubbi che da settimane si pongono attorno alla tenuta del cosiddetto fronte progressista hanno (anche) un sottotesto proporzionalista.

 

enrico letta e giuseppe conte 2

Per superare il Rosatellum, un ibrido tra maggioritario e proporzionale, serve però trovare consenso a destra. Secondo i sondaggi Fratelli d'Italia è il primo partito italiano e Giorgia Meloni non ha alcun interesse a rompere lo schema di una coalizione sulla carta vincente e dove sarebbe lei a primeggiare.

 

A sedersi attorno a un tavolo con Pd e 5 Stelle per cambiare le regole del gioco avrebbe qualche interesse in più Matteo Salvini, ma il terrore leghista è che percorrere questa strada provocando le proteste di Fdi finisca per portare ulteriore acqua al mulino della fiamma tricolore, la quale a quel punto griderebbe a una sorta di "pre-inciucione" elettorale, volando al 25-30 per cento.

 

salvini meloni

Poi c'è Forza Italia, indecisa se fare il listone col Carroccio nel 2023 (e quindi tentando assieme di scippare la leadership a Fdi) o se oppure mantenersi autonoma rispetto all'area sovranista. Nel secondo caso il proporzionale avrebbe più appeal , ma comunque sia - è la convinzione diffusa in ambito parlamentare - difficilmente l'argomento legge elettorale verrà preso di petto prima delle elezioni amministrative di giugno.

 

Sia per la guerra in corso che occupa la scena, sia per motivi di tenuta delle due coalizioni a ridosso della prova elettorale. C'è un altro particolare da tener di conto, infine: di fronte allo spettacolo di Pd e 5 Stelle ai ferri corti, interessati quindi all'idea proporzionalistica del liberi tutti, nel centrodestra diminuiscono quelli disposti a togliere le castagne dal fuoco agli avversari. La strada insomma è stretta e la sensazione è che alla fine tutto resti com' è. Inclusa la facoltà dei segretari di partito di compilare le liste, un lusso per pochi ma difficile da abbandonare.

matteo salvini al matrimonio berlusconi fascina 3

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…