conte gualtieri

ALLELUJA! IL DECRETO ''400 MILIARDI'' È ARRIVATO (IERI SERA) MA LA LITE SU SACE CONTINUA TRA GUALTIERI E DI MAIO. UNO SPETTACOLO NON EDIFICANTE PER UN PAESE CHE NEL FRATTEMPO CONDUCE UNA BATTAGLIA STORICA A BRUXELLES PER EVITARE IL RICORSO AL MES, E CHE HA INFASTIDITO NON POCO IL QUIRINALE - IL TESORO GARANTISCE CHE I TEMPI PER L'EROGAZIONE SARANNO BREVI E GESTITI CON UNA PIATTAFORMA ON LINE. IL PRECEDENTE DELL'INPS NON PROMETTE BENE...

 

 

 

1.DL IMPRESE: SACE, PRONTA 'GARANZIA ITALIA'

 (ANSA) - Sace si prepara ad attivare "Garanzia Italia", nuovo strumento straordinario per sostenere le imprese italiane nel reperire liquidità e finanziamenti necessari per fronteggiare l'emergenza Covid-19. E' quanto si legge in una nota della società. Sono già in fase avanzata i lavori con la Task Force con l'Abi, così come i tavoli con i principali istituti bancari, per analizzare e rendere operativi tutti gli aspetti previsti dal decreto Imprese. Per avere informazioni sull'iniziativa si può anche chiamare il numero verde 800020030.

 

2.DL IMPRESE: DA LIQUIDITÀ A PROCESSI, SEI CAPITOLI

roberto gualtieri giuseppe conte luigi di maio

 (ANSA) - Le norme per l'accesso al credito con le garanzie dello Stato e quelle per consentire la continuità delle attività imprenditoriali con impatto sul codice d'impresa e sul diritto fallimentare. Sono due dei sette capitoli del decreto imprese che, dopo l'ok della Ragioneria, è stato pubblicato nella notte in Gazzetta. Il decreto, che conferma in gran parte i contenuti anticipati dal governo, è suddiviso in sei capitoli, tra cui anche il golden power, le scadenze fiscali, la proroga dei termini processuali e altre disposizioni in materia di salute e lavoro.

 

 

3.IMPRESE IN AFFANNO SUI PRESTITI TRE SETTIMANE PER L'ISTRUTTORIA

Alessandro Barbera per ''la Stampa''

 

luigi di maio domenico arcuri fabrizio palermo

Gli imprenditori attendono e chiedono notizie sulla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del testo del decreto, nella speranza di poter entrare al più presto in banca e fare domanda per il prestito. Eppure alle ventuno di ieri la firma del Quirinale ancora non c' era. «Problemi risolti», si affrettavano a spiegare da Palazzo Chigi. Le voci che circolavano nei palazzi raccontavano invece di divisioni fino all' ultimo comma fra Partito Democratico e Movimento 5Stelle su come riscrivere la governance di Sace, la società controllata dalla Cassa depositi e prestiti alla quale il Tesoro ha deciso di affidare la gestione post-Covid dell' emergenza.

 

Da un lato Roberto Gualtieri, che preme perché la struttura di via XX Settembre ripristini il controllo sul gioiello esperto nel sostegno alle imprese che esportano, dall' altra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il numero uno di Cassa Fabrizio Palermo, deciso a non mollare la presa su una delle principali società del suo gruppo.

 

LUIGI DI MAIO ROBERTO GUALTIERI

Il compromesso possibile garantirebbe al Tesoro il coordinamento del dossier liquidità, pur lasciando a Cassa il controllo formale di Sace. Per ottenere l' assenso di Di Maio, il ministero degli Esteri avrebbe strappato un ruolo nella gestione dei fondi per l' export.

 

Uno spettacolo non edificante per un Paese che nel frattempo conduce una battaglia storica a Bruxelles per evitare il ricorso al Fondo salva-Stati, e che ha infastidito non poco il Quirinale. D' altra parte dal momento della firma apposta dal Capo dello Stato e l' effettiva erogazione dei fondi potrebbe passare qualche settimana.

 

Una volta pubblicato il decreto, ciascun imprenditore - piccolo, grande, commerciante o della manifattura - potrà presentarsi alla propria filiale di riferimento per chiedere la liquidità necessaria a ripartire. Per evitare lungaggini lo Stato si farà carico di garantire fra il settanta e il cento per cento del finanziamento attraverso due veicoli: la stessa Sace (per le imprese più grandi) o il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.

 

Sace ad esempio garantirà il settanta per cento chiesto dalle aziende con più di cinque miliardi di fatturato e fino al novanta per quelle con un valore della produzione entro il miliardo e mezzo. Il limite massimo del prestito - sei anni - non potrà superare un quarto del fatturato del 2019.

 

fabrizio palermo foto di bacco (3)

 Per le imprese più grandi i tempi dell' istruttoria cambieranno da banca a banca: da un minimo di cinque giorni a un massimo di tre settimane per le pratiche più complesse.

 

Per commercianti, artigiani, lavoratori autonomi e professionisti la faccenda sarà più semplice: il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese sosterrà il cento per cento di tutti i finanziamenti fino a venticinquemila euro e in ogni caso a tutte le aziende con un tetto di ottocentomila euro di ricavi. In questo caso l' importo del prestito non potrà superare il 15% dei ricavi: centoventimila euro.

 

Per ottenere il finanziamento occorrerà rinunciare a distribuire dividendi per tutto l' anno, non si potranno finanziare attività all' estero, non si potrà avere crediti deteriorati in banca precedenti il 20 febbraio. Il tasso di interesse applicato dovrebbe essere vicino allo zero, in ogni caso ben al di sotto di quello garantito dal mercato, fra uno e due decimali. Una volta ottenuto il sì della banca, il Tesoro garantisce che i tempi per l' erogazione saranno brevi e gestiti con una piattaforma on line.

 

antonio patuelli 16

 Il precedente dell' Inps con il bonus per i lavoratori autonomi non promette bene, e l' impegno è perché il pasticcio non si ripeta. La lunga esperienza di Sace nel settore dovrebbe evitare gli errori accumulati dall' Istituto di previdenza. Basterà? Entro Pasqua il governo ha promesso un ulteriore decreto che dovrebbe garantire anche un risarcimento a fondo perduto per i giorni di lavoro persi dalle aziende durante il lockdown. Se manterranno le promesse della vigilia, si tratta di altri dieci miliardi di euro per mettere in sicurezza decine di migliaia di imprenditori in difficoltà.

 

Twitter @alexbarbera -

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...