giuseppe conte mario draghi

ALTRO CHE ''FRANCO E CORDIALE'': L'INCONTRO RENZI-CONTE È STATO GLACIALE. MATTEUCCIO HA DATO TEMPO FINO AL 10 GENNAIO AL PREMIER PER ABBASSARE LE PENNE DELL’ARROGANZA. ALTRIMENTI, ITALIA VIVA ''TOGLIE IL DISTURBO'' PER FARE UN NUOVO GOVERNO SENZA GIUSEPPI - COSA È CAMBIATO NELLA TESTA DI DRAGHI, CHE ORA È PRONTO A FARE IL PREMIER SE GLI PRESENTANO UNA MAGGIORANZA BULGARA E BLINDATA? A BRUXELLES HANNO LETTO I NUMERI DELLA RIFORMA DEL MES SALVA-STATI. CONTE NON HA PIÙ UNA MAGGIORANZA. DAGLI AMBIENTI EUROPEI, SONO GIUNTE SOLLECITAZIONI FORTISSIME ALL'EX PRESIDENTE BCE. UN “GOVERNO PER LA RICOSTRUZIONE” È L'ULTIMA CHANCE PRIMA DELLA TROIKA...

DAGONEWS

 

Zinga di Maio Conte Renzi

L'incontro Renzi-Conte si è svolto in un clima glaciale. Palazzo Chigi, dépendance di Ta-Rocco Casalino, ha fatto ''filtrare'' al Corriere l'aggettivo ''franco e cordiale''. Franco sicuramente, cordiale proprio no. Il premier ha detto al fiorentino fumantino di aver letto la sua lista delle doglianze nonché la lettera che ha fatto pubblicare sui giornali. Renzi gli ha illustrato a voce le richieste di Italia Viva, e al termine del monologo Conte ha replicato: ''Non posso dare una risposta immediata a tutti questi punti''.

GIUSEPPE CONTE MATTEO RENZI - BY GIANBOY

 

Il senatore di Rignano sull’Arno ha sbottato: hai solo una tattica, rinviare e accentrare, accentrare e rinviare. Ma se i vecchi democristiani rinviavano sempre, almeno non accentravano tutto. Renzi ha preteso una risposta chiara e dettagliata entro il 10 gennaio, e gli ha ricordato di non essere da solo. Dietro di lui c'è una buona fetta del Pd, circa il 60%, e non solo la Base Riformista degli ex renziani Guerini, Marcucci, Lotti, Sensi. A sostenere la battaglia contro l'arroganza contiana ci sono anche Orlando, Orfini e varie truppe piddine stufe della paralisi. Mentre Franceschini fa il pesce in barile.

 

renzi conte

Sulla questione del Mes sanitario, Conte si è difeso con la solita manfrina: se per voi è un tema dirimente, serve un voto parlamentare, e se volete proprio adottarlo fareste meglio a trovare un consenso oltre il Pd, visto che tra i grillini ci sono molti che sono e resteranno testardamente contrari.

 

A quel punto, Renzi si è alzato per primo annunciando bruscamente che l'incontro era finito e, mentre era in piedi, ha lanciato il suo avvertimento. Sappi che se noi togliamo il disturbo – ha detto – non ci mettiamo certo in un angolo a girarci i pollici: lavorerò per creare un altro governo, e questa volta al 90% non sarai tu a guidarlo. E chi sarebbe? La risposta era contenuta nella sua ''lista'', che aveva come allegato il discorso di Mario Draghi al club del G30. ''Da lui abbiamo tutti da imparare'', ha detto oggi al Corriere.

goffredo bettini gianni letta. giuseppe conte

 

Se Renzi va giù duro a mo’ di un caterpillar, come ieri abbiamo scritto su Dagospia, l’ottuagenario Gianni Letta lavora dietro le quinte per apparecchiare il cosiddetto “governo di ricostruzione” guidato da Draghi.

 

Da parte sua, l'ex presidente della BCE non muove un muscolo, non fa una telefonata né cerca di convincere nessuno: la condizione per prendersi questa rogna (che fino a pochi giorni fa escludeva categoricamente) è quella di vedersi presentata su un piatto d'argento una maggioranza ampia e garantita da un patto scritto di tutte le forze politiche (meno la destra anti-europeista di Fratelli d'Italia). Sono loro a dover andare da lui, e con un accordo blindato per la ''ricostruzione del Paese''.

draghi merkel

 

Cosa è cambiato nel frattempo nella testa di Draghi, che per un anno ha rimbalzato tutti gli inviti a scendere in campo, anche da Mattarella? C'è stato il passaggio parlamentare della riforma del Mes Salva-Stati.

 

Le cancellerie europee, che magari non si mettono a leggere i retroscena sui giornali ma sanno fare due conti, hanno visto che il governo Conte in Parlamento non è riuscito a raggiungere il 50% +1 dei voti, neanche alla Camera dove la situazione dovrebbe essere solida. L'Italia è l'unica nell'Eurogruppo ad aver messo in dubbio il via libera alla modifica dell'ex Salva-Stati ora trasformato in salva-banche (tedesche).

 

lagarde draghi mattarella

Il Conte-bis non era il governo dei sogni per nessuno al di fuori dei nostri confini, ma almeno garantiva una cosa: una maggioranza eurofila e anti-sovranista. Se, oltre alle tante cose che non è in grado di fare, non porta a casa manco questo, diventa un peso e non una risorsa.

 

Ecco allora che da Bruxelles, Parigi e Berlino sono partite pressanti telefonate per Draghi. La preoccupazione degli alleati è a livelli di allarme rosso, la situazione va sbloccata, non si può avere l'Italia in mano a una banda di procrastinatori che balla su qualunque decisione, malgrado gli incessanti esborsi sui Btp da parte della Bce e i 209 miliardi del Recovery.

mattarella draghi gualtieri

 

Ecco allora che Giorgetti dà quella famigerata intervista in cui sentenzia che il centrodestra attuale è “unfit” per andare a Palazzo Chigi, perché va depurato delle sue spinte anti-europeiste. Facendo intendere a Salvini che se vuole davvero puntare al governo, deve cambiare strada e ottenere il semaforo verde da Macron e Merkel. Non a caso il leader leghista a Stasera Italia, pur evitando a tutti i costi di commentare le frasi di Giorgetti, ha ammesso di essere in contatto con i governi stranieri, ''perché se uno vuole andare a Palazzo Chigi deve mantenere buoni rapporti con l'estero''.

GIANCARLO GIORGETTI E MATTEO SALVINI

 

Per l’ex Truce, dopo aver liquidato l’alleanza con Marine Le Pen e i destrorsi di AFD, inizierà un tirocinio un anno di governo di unità nazionale: è la prova d'amore richiesta dall'Europa per non restare un reietto da far “durare lo spazio di un mattino” (Carlo De Benedetti), nell’eventualità di un suo ritorno al governo.

 

In barba a quello che dice e scrive Travaglio, estremo difensore di Conte, e cioè che i 5 Stelle non vorrebbero mai Draghi premier, Di Maio è prontissimo ad accogliere il banchiere, a costo di spaccare il Movimento. Anche perché gli è chiaro un concetto: in Europa Draghi è visto come l'ultima chance per l'Italia, l'unico che ha le competenze e lo standing internazionale per gestire i prossimi anni di ricostruzione e debito alle stelle. L'alternativa è la troika… 

 

travaglio di maioLUIGI DI MAIO MARCO TRAVAGLIO GIUSEPPE CONTE

 

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO