conte mattarella

UN ALTRO GOVERNO (NON) È POSSIBILE - MATTARELLA MANDA MESSAGGI CHIARISSIMI: NON SARÀ LUI A RIMUOVERE CONTE SENZA UNA SFIDUCIA DELLE CAMERE. IL QUIRINALE È GIÀ SCESO IN CAMPO IN QUESTI MESI, PRESSANDO IL GOVERNO PER IL DIALOGO CON TUTTI E A TUTTI CHIEDENDO RESPONSABILITÀ. MA SE UNA MAGGIORANZA ALTERNATIVA ESISTE IN PARLAMENTO (ED È TUTTO DA DIMOSTRARE) NON SARÀ CERTO LUI A ''STANARLA''…

Marzio Breda per il “Corriere della Sera

 

Sorpresa? Sconcerto? Irritazione? Quando certe polemiche chiamano in causa il Quirinale si è spesso costretti a funambolismi lessicali per definire quale piega stia prendendo l' umore del capo dello Stato. È successo con quasi tutti i presidenti e il copione si ripete pure con Sergio Mattarella.

giuseppe conte sergio mattarella

 

Un uomo abituato, come Napolitano, a «governare le passioni» e dunque freddo, per quanto non indifferente, anche se si ritrova bersaglio di critiche. Stavolta alcuni insistono perché faccia nascere subito un «governo del presidente» e lo dipingono come esitante, mentre altri lo incalzano con la pretesa che sciolga al più presto le Camere. Intimazioni perentorie che dovrebbero quantomeno turbare il destinatario, mentre dal Colle le liquidano invece nel più laconico dei modi. Limitandosi a esprimere «curiosità di fronte a un dibattito fondato sul nulla».

 

La «curiosità» di Mattarella è comunque eloquente. E potrebbe esser tradotta con lo sgomento di quando ti cadono le braccia ascoltando richieste assurde da parte di chi dimostra di non sapere ciò che dice. Basta riflettere sui problemi che quegli scenari pongono. Primo problema: per congedare un esecutivo occorre prima che le Camere si esprimano, e non può quindi essere il presidente della Repubblica a dichiararne la fine. Stando così le cose, con quale pretesto Mattarella dovrebbe spingere il premier ad andarsene?

andrea marcucci matteo renzi 1

 

Un secondo problema, che quasi lo precede, è: tra i fautori della cacciata di Conte qualcuno immagina le conseguenze di un vuoto di potere come quello che si creerebbe in caso di crisi, durante una fase delicata come questa della pandemia? Esiste davvero una forza politica che se ne assumerebbe la responsabilità? E c' è, in Parlamento, una maggioranza alternativa?

 

Questioni che si ingigantirebbero, moltiplicando le incognite già aperte dal Covid, nell' ipotesi favoleggiata da quanti premono per elezioni politiche in tempi rapidi.

Ecco gli interrogativi e le considerazioni che Mattarella dovrebbe girare a chiunque gli formalizzasse simili scenari. Tutto questo, beninteso, indipendentemente dai guai (causati da sottovalutazioni, ritardi, inerzie, ecc.) nell' azione di un governo che è, nei fatti, fragile e il cui operato può naturalmente esser sottoposto alla legittima critica di chiunque abbia proposte alternative. In definitiva, non c' è memoria di governi dimissionati dal Quirinale. Per cui quest' ipotesi va liquidata come bizzarra, per usare un eufemismo.

sergio mattarella giuseppe conte 1

 

C' è un solo precedente al quale ci si potrebbe forse richiamare, e riguarda la fine del governo «di traghettamento» guidato da Ciampi, fra il '93 e il '94. Ricordate? Il 13 gennaio il Parlamento (era quello cosiddetto «degli inquisiti») doveva discutere una mozione di sfiducia, cui però inaspettatamente se ne sovrappose un' altra di fiducia presentata da Pannella e Bianco. Nel bailamme che si aprì, Ciampi sospese i lavori e salì al Colle. E Scalfaro, che intendeva chiudere la legislatura perché nel frattempo era stata varata una nuova legge elettorale, tra le due opzioni accettò le dimissioni, considerandole quasi un atto dovuto.

 

Insomma, a chi preme perché «scenda in campo», Mattarella risponderebbe che lo ha sempre fatto, in questi mesi convulsi. Pressando il governo per il dialogo con tutti e a tutti chiedendo responsabilità.

 

MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI SELFIE IN PIAZZA

 

mattarella napolitano

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