parlamento coronavirus camera deputati giuseppe conte

PER GLI AMANTI DEL GENERE DEMOCRAZIA: FORSE ABBIAMO ANCORA UN PARLAMENTO - SI VOTERÀ DOMANI POMERIGGIO L' EMENDAMENTO AL DECRETO COVID-19 DI STEFANO CECCANTI, DEPUTATO PD E COSTITUZIONALISTA, PER "PARLAMENTARIZZARE" I DPCM. OVVERO INTRODURRE UN PARERE PREVENTIVO DEL PARLAMENTO, OBBLIGATORIO ANCHE SE NON VINCOLANTE, CON UN TEMPO CERTO DI UNA SETTIMANA - I 5 STELLE VALUTANO SE VOTARLO: PER I CASALEGGIO BOYS IL PARLAMENTO È UN INUTILE ORPELLO, MOLTO MEGLIO L'EFFICIENTE ROUSSEAU

 

Wanda Marra per il “Fatto quotidiano

 

Si voterà domani pomeriggio l' emendamento al decreto Covid-19 di Stefano Ceccanti, deputato Pd e costituzionalista, per "parlamentarizzare" i Dpcm. Tradotto: la modifica vuole introdurre un parere preventivo del Parlamento, obbligatorio anche se non vincolante, con un tempo certo di una settimana.

roberto fico

 

A esprimersi a favore, oltre al Pd, a Iv e a Leu, potrebbe essere anche la Lega.

Mentre i Cinque Stelle stanno valutando. Spiega lo stesso Ceccanti che così "alcune criticità potrebbero essere prevenute dal Parlamento, senza che esso debba essere costretto ad intervenire ex post su altre fonti". Si tratta di una presa di posizione concreta rispetto alla richiesta di maggior coinvolgimento del Parlamento, che ormai arriva da più parti.

 

Ieri ad attaccare Giuseppe Conte è stata la presidente del Senato, Elisabetta Casellati: "Il Parlamento, che è il cuore della democrazia, è escluso dalle scelte future".

il parlamento ai tempi del coronavirus 16

Se Matteo Salvini e Giorgia Meloni protestano contro la gestione "centralizzata" del governo dall' inizio dell' emergenza, più passano le settimane, più il disagio si espande. Ieri la leader di Fratelli d' Italia è andata a manifestare di fronte a Palazzo Chigi per chiedere che la Fase 2 si voti in Parlamento. Attirandosi le critiche del leader del Carroccio per una scelta estrema in tempi di contagio.

 

Matteo Renzi va ripetendo in ogni sede possibile che l' esecutivo sta calpestando la Costituzione ("Trasformiamo l' ultimo Dpcm in un decreto e portiamolo in Parlamento", ha detto ieri a Repubblica).

A questo punto, nella maggioranza i dubbi sul modo di governare in questa Fase 2 della pandemia cominciano a farsi sentire.

 

laura boldrini si mette i guanti 1

"Tutte le sollecitazioni ad un rigore in materia costituzionale sono importanti, ma credo che non siamo in presenza di violazioni della Costituzione", ha detto con la consueta prudenza, ma inserendo comunque un elemento di riflessione, il segretario del Pd Nicola Zingaretti. Stava rispondendo a una domanda sulle accuse di Renzi al governo Conte e alla richiesta di un commento sulle parole del presidente della Consulta Cartabia (che ha invitato a "un impegno corale, con l' attiva, leale collaborazione di tutte le Istituzioni, compresi Parlamento, Governo, Regioni, Giudici").

 

E dunque, domani si vota l' emendamento Ceccanti.

il parlamento ai tempi del coronavirus 15

"Abbiamo fatto la riunione della Commissione Affari costituzionali in sede referente - racconta lui - e alla fine ho spiegato la ratio del mio emendamento: l' obiettivo non è attaccare il governo, ma avere una procedura che passi in Parlamento".

Insieme a quello di Ceccanti, si voterà anche un emendamento di Italia viva analogo, analogo, presentato da Vito De Filippo. Nel frattempo, lunedì 67 deputati hanno presentato una lettera al presidente della Camera, Roberto Fico, sottolineando come l' Italia abbia bisogno di "un Parlamento nel pieno delle sue funzioni".

 

L' iniziativa è di 5 deputati di maggioranza - Alessandro Fusacchia (Misto), Paolo Lattanzio ( M5S ), Rossella Muroni (Leu), Erasmo Palazzotto (Leu), Lia Quartapelle (Pd). L' iniziativa nasce a un mese esatto dall' appello di 90 parlamentari sull' adozione di misure di lavoro agile e da remoto per il Parlamento, perché niente è cambiato. Come spiega la Quartapelle: "Il problema va affrontato. Si può votare in varie Aule, fare Commissioni da remoto. Ma non la situazione farsesca di questi giorni".

il parlamento ai tempi del coronavirus 10il parlamento ai tempi del coronavirus 22alessia morani con la mascherinail parlamento ai tempi del coronavirus 11il parlamento ai tempi del coronavirus 20emanuele fiano con la mascherinainformativa di giuseppe conte sull'emergenza coronavirusil parlamento ai tempi del coronavirus 21renata polverini

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?