joe biden donald trump capitol hill campidoglio usa

AMERICA: CIVIL WAR - BIDEN HA VOLUTO ATTACCARE DIRETTAMENTE TRUMP NELL’ANNIVERSARIO DELL’ASSALTO A CAPITOL HILL, MA QUESTA NARRAZIONE DIVISIVA NON FA ALTRO CHE FOMENTARE LE FRANGE ESTREME. NON A CASO, I MEDIA DI DESTRA, CHE ALL’INIZIO AVEVANO CRIMINALIZZATO GLI ASSALITORI, LI STANNO TRASFORMANDO IN VITTIME. RISULTATO? SONO ALMENO 57 QUELLI CHE SI SONO CANDIDATI O STANNO PER FARLO. E SEMPRE PIÙ CITTADINI RITENGONO LEGITTIMO RIBELLARSI AL GOVERNO… - VIDEO

 

 

 

<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/kTSxW-HlI98" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>

 

<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/270F8s5TEKY" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>

 

 

joe biden

Massimo Gaggi per il "Corriere della Sera"

 

L'assalto al Congresso di un anno fa mise in pericolo la democrazia degli Stati Uniti, ma il successivo ritorno a un'apparente normalità delle dinamiche politiche - se si può considerare normale la guerra di trincea tra repubblicani e democratici - ha fatto pensare a molti americani che il peggio sia passato e che quello choc sia stato salutare.

 

donald trump

 

 

 

 

Non è così e a dimostrarlo ci sono non solo le iniziative legislative degli Stati a guida repubblicana per modificare le leggi elettorali rendendo meno agevole l'esercizio del diritto di voto e tentando in alcuni casi addirittura di trasferire l'ultima parola sulla ratifica del risultato elettorale da organi tecnici indipendenti ad assemblee politiche: è la stessa percezione della gravità di quanto accaduto quel giorno a essere cambiata nel tempo tra i conservatori.

 

Già nei mesi scorsi era emerso che la quota di elettori repubblicani che nei giorni della rivolta avevano attribuito qualche responsabilità per l'accaduto a Trump e al partito conservatore, sono scesi da un iniziale 41 per cento a poco più del 20 per cento.

supporter di trump alla scrivania di nancy pelosi

 

Sondaggi di qualche giorno fa, poi, come riferito lunedì dal Corriere nella newsletter AmericaCina, indicano che ormai per il 34 per cento degli americani è legittimo ribellarsi in modo violento al governo, se si ritiene che stia comprimendo le libertà o altri diritti dei cittadini.

 

Ma è la stessa narrativa sul 6 gennaio dei media di destra che è cambiata trasformando gli assalitori - inizialmente criminalizzati anche da reti come la Fox che aveva tentato di descriverli come infiltrati della sinistra antifa - in vittime della repressione giudiziaria dei tribunali di Biden (in realtà composti soprattutto da giudici nominati da presidenti repubblicani).

 

joe biden anniversario dell'assalto a capitol hill

E così gli assalitori di un anno fa diventano martiri e l'aver partecipato alla marcia sul Congresso appare addirittura una medaglia agli occhi di una destra sempre più radicalizzata. Risultato: secondo un'indagine di Politico.com, sono almeno 57 i protagonisti di quella drammatica giornata che si sono già candidati nel 2021 o stanno per farlo quest' anno a cariche politiche usando la marcia sul Congresso come trampolino elettorale. Tra essi molti candidati ai parlamenti degli Stati, ma anche 24 in corsa per il Congresso di Washington e 5 aspiranti governatori, da Ryan Kelley in Michigan a Doug Mastriano in Pennsylvania.

supporter di trump si fa una foto con la statua di gerald ford jake angeli al congresso jake angeli federali al congresso dopo l assalto dei supporter di trump supporter di trump assaltano al congresso usa 2cio che resta nella scrivania di nancy pelosi dopo l'assalto dei supporter di trump polizia capitol hill capitol hill donald trump by pat ludo joe biden assalto al congresso meme 16incontro virtuale joe biden vladimir putinil congresso usa dopo l'assalto 2joe biden commosso kamala harris joe biden anniversario dell'assalto a capitol hill donald trump

Ultimi Dagoreport

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...