mappa immigrati usa

L’AMERICA È VI-CINA - NEGLI STATI UNITI, GLI IMMIGRATI ASIATICI HANNO SUPERATO GLI ISPANICI. E SONO PIÙ RICCHI DEI BIANCHI – E SENZA PROVOCARE RESISTENZE, O QUASI

Federico Rampini per “La Repubblica

SPECIALE LUGLIO I PERSONAGGI PI RAPPRESENTATIVI DEGLI USA BARACK OBAMA SPECIALE LUGLIO I PERSONAGGI PI RAPPRESENTATIVI DEGLI USA BARACK OBAMA

 

Murrieta, cittadina della California a 90 km da San Diego, è la capitale di un’emergenza- immigrazione: il boom degli immigrati bambini, in costante aumento dai paesi più poveri dell’America centrale. Lincoln, cittadina del Nebraska, è la capitale di una non-emergenza: l’aumento costante, ordinato, per nulla inquietante, della popolazione asiatica. A Lincoln i media locali dedicano un ritratto lusinghiero all’ufficiale Tu Tran della polizia locale.

 

Vietnamita, e punto di riferimento di una comunità etnica tra le meglio integrate nella popolazione del Nebraska. Mentre le ultime ondate di arrivi dal Sud catalizzano l’attenzione e il dibattito politico, il Census Bureau federale che realizza i censimenti demografici rivela una realtà molto diversa: sono gli asiatici la componente più in crescita dell’immigrazione negli Stati Uniti. La loro rivoluzione silenziosa sta cambiando tutto: dalla geografia urbana alle gerarchie socio-economiche. Senza provocare resistenze, o quasi.

ricercatore usa interna nuovaricercatore usa interna nuova

 

A Murrieta in California non passa giorno senza una manifestazione di protesta. Da una parte ci sono cittadini indignati che si oppongono all’arrivo dei torpedoni noleggiati dalla Border Patrol. Trasportano minorenni entrati clandestinamente dalla frontiera col Messico. Secondo quei manifestanti, troppi bambini e ragazzi dopo un breve colloquio coi magistrati riescono a rimanere negli Stati Uniti sfruttando leggi permissive sul diritto di asilo.

 

Dall’altra parte dei torpedoni manifestano cittadini altrettanto indignati, contrari alle deportazioni dei ragazzini che non superano l’esame coll’Immigration Office e il giudice. Barack Obama ha dovuto occuparsene anche nel bel mezzo del ponte del 4 luglio, Independence Day. Le leggi sulla regolarizzazione dei clandestini sono prese in ostaggio dal Congresso, nell’estenuante ostruzionismo dei repubblicani maggioritari alla Camera.

BARACK OBAMA SI TOGLIE LA GIACCA BARACK OBAMA SI TOGLIE LA GIACCA

 

Ma la realtà dei flussi migratori è ben diversa dalle apparenze. Uno studio appena pubblicato dal Census Bureau ridimensiona lo “tsunami dal Centroamerica”.

 

Per il secondo anno consecutivo, rivela l’istituto, gli arrivi di asiatici sono stati superiori a quelli degli ispanici. In 12 mesi sono entrati negli Stati Uniti 338.000 asiatici, con un aumento del 68% rispetto alla recessione del 2008 2009, quando la drammatica crisi del mercato del lavoro aveva frenato anche gli arrivi dall’estero. Negli stessi 12 mesi gli ispanici in arrivo sono stati un numero inferiore, 244.000, e per di più in forte calo (meno 60%) rispetto al picco massimo degli ingressi che avvenne nel 2005-2006.

mappa immigratimappa immigrati

 

Se l’autorevole studioso di geostrategia Samuel Huffington pochi anni prima di morire lanciava l’allarme per una “ispanizzazione strisciante” della società americana, ed altri evocavano scenari apocalittici di una “Mexifornia” (il Messico che ingoia la California), il corso della storia sta deviando in un’altra direzione. È l’America dagli occhi a mandorla, il futuro che prevale.

 

Anche perché tra i due flussi migratori c’è una differenza qualitativa cruciale. La spiega il demografo William Frey della Brookings Institution di Washington su Usa Today: «I mestieri che vengono svolti dagli immigrati ispanici sono per lo più le attività manuali meno remunerate, dalla ristorazione all’edilizia. Attività che hanno ricevuto i colpi più duri durante la recessione».

usa immigrationusa immigration

 

Inoltre, checché ne dica la destra che accusa Obama di lassismo, la sorveglianza della Border Patrol (polizia di frontiera) lungo il confine con il Messico è andata intensificandosi. Negli arrivi dall’Asia, sottolinea Frey, è più consistente invece la quota degli immigrati legali, quelli che hanno un visto regolare. E in ogni caso i due flussi migratori si dirigono verso destinazioni diverse.

 

Gli ispanici finiscono in maggioranza nelle fasce sociali più basse. Gli asiatici-americani hanno un reddito medio superiore agli stessi bianchi, spesso fin dalla prima generazione. Un terzo delle imprese tecnologiche della Silicon Valley sono possedute e dirette da imprenditori e top manager di origine asiatica: cinesi, indiani, coreani.

 

Il cambiamento del “panorama” etnico e demografico accelera, per effetto dell’invecchiamento del ceppo bianco di origine europea. Le generazioni dei baby-boomer (nati fra il 1945 e il 1965), le più numerose della storia, si avviano gradualmente verso l’età pensionabile. I loro figli sono generazioni “sottili”, tant’è che l’età mediana della popolazione Usa è salita di 2,3 anni nell’ultimo decennio. A compensare questa transizione demografica ci sono gli arrivi degli stranieri.

 

Gli ispanici restano tuttora la prima componente dopo i bianchi cosiddetti “caucasici” (di provenienza storica dall’Europa): 54 milioni nell’ultimo censimento.

Gli asiatici per adesso non sono neppure la metà, hanno appena raggiunto la soglia dei 20 milioni. Ma crescono del 2,9% all’anno, e nei trend di lungo periodo sono destinati ad agganciare e superare altre minoranze. Gli ispanici tendono a crescere soprattutto per effetto delle nascite locali (i figli di chi è già immigrato); mentre per gli asiatici la componente più dinamica della crescita viene ancora dall’immigrazione.

 

immigrati latinos immigrati latinos

Viste le qualifiche professionali di cui sono spesso portatori, e il dislivello d’istruzione in loro favore (nelle classifiche Ocse-Pisa i licei di Seul, Shanghai e Singapore stravincono la gara con quelli americani), per gli asiatici è più facile ottenere l’ambito visto H1-B che le aziende hitech procurano agli ingegneri informatici, e poi la Green Card. Il 74% degli adulti asiatici sono nati all’estero, questo conferma che si tratta di una popolazione recente, giovane, dove i flussi di arrivo prevalgono di gran lunga sulle nascite locali.

 

Per lo stesso motivo, i cinesi, vietnamiti, indiani e filippini, in media sono un po’ meno giovani dei messicani, ecuadoregni, salvadoregni, guatemaltechi. L’asiatico medio ha 36 anni contro i 28 del latinoamericano. Questo perché nella prima categoria ci sono tanti che arrivano in cerca di lavoro al termine dei loro studi.

 

In numeri assoluti la California ha la più vasta popolazione ispanica con 15 milioni, seguita dagli asiatici che sono già più di 6 milioni e soprattutto aumentano di circa 150.000 ogni anno. Le Hawaii hanno una maggioranza asiatica. Perfino all’interno delle singole città il mix etnico imprime dei segni paesaggistici e culturali.

 

immigrati latinos immigrati latinos

Little Italy a Manhattan è ormai un’enclave assediata da Chinatown che l’abbraccia e la sommerge; avanza la selva delle insegne al neon con caratteri in mandarino e cantonese. A San Francisco la Chinatown storica continua ad attirare i turisti, ma sta stretta alle ondate dei nuovi immigrati asiatici, che si dirigono verso il vasto quartiere del Sunset o cittadine-satellite come Fremont.

 

Dove meno te l’aspetti accadono metamorfosi come quella del Nebraska, lo Stato che dà il titolo al film di Alexander Payne premiato a Cannes nel 2013: una metafora dell’America profonda, la provincia bianca, tradizionalista e ottusa. Non certo una terra dalle tradizioni cosmopolite paragonabili a quelle delle metropoli portuali sulle due coste. Eppure il Nebraska sta cambiando fisionomia, a furia di ondate fresche di asiatici.

usa asiaticiusa asiatici

 

Cominciarono i vietnamiti fin dal 1975 (fuga da Saigon con il ritiro dell’esercito americani; seguita dalla crisi dei boat people; oggi ce ne sono 1,7 milioni su tutto il territorio degli Stati Uniti). Poi nel Nebraska sono arrivati i birmani e perfino gli immigrati del Bhutan. I residenti del Nebraska con origini asiatiche sono aumentati del 70%. E l’ufficiale di polizia Tran ha il suo daffare come interprete e uomo di relazioni pubbliche con la comunità dei 7.000 connazionali.

Ultimi Dagoreport

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, LA DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LO SCAZZO CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…