joe biden

ANATOMIA DI UNA "ROTTAMAZIONE" - IL "NEW YORK TIMES" RIPERCORRE LE ORE IN CUI BIDEN HA DECISO DI RITIRARSI DALLA CORSA ALLA CASA BIANCA - L'81ENNE, DOPO IL DISASTROSO CONFRONTO TELEVISIVO CON TRUMP, E' STATO SCARICATO DA TUTTI I SUOI AMICI, COLLABORATORI E DAI FINANZIATORI - QUANDO HA CAPITO CHE ERA SOLO CONTRO TUTTI, IN ISOLAMENTO PERCHE' POSITIVO AL COVID, HA DECISO DI FARE UN PASSO INDIETRO - SOLO IN QUATTRO SAPEVANO LE SUE INTENZIONI: LA MOGLIE JILL, IL SUO PIÙ STRETTO COLLABORATORE ANTHONY BERNAL...

Estratto da www.corriere.it

 

JOE BIDEN E KAMALA HARRIS PERSONA DELL ANNO DI TIME

[...] Un Biden - reduce da un G7 pugliese che a posteriori sembra solo un po' comico - incapace di replicare alle assurdità affermate dal rivale Trump e che, di conseguenza, era stato decretato non adatto a proseguire per un eventuale secondo mandato. 

 

«E alla fine, era solo». Lo scrive il New York Times che ripercorre quelle tre settimane che hanno segnato un prima e un dopo nella vita del presidente. Un prima, ossia una vita messa a servizio della politica, culminata nella presidenza iniziata nel 2020. E poi un dopo quel 21 luglio in cui, con una lettera indirizzata alla Nazione e pubblicata su X, ha annunciato che non sarebbe più stato il candidato democratico per le imminenti elezioni presidenziali. 

 

DONALD TRUMP ASCOLTA IL DISCORSO DI BIDEN

In mezzo c'è un presidente combattuto, convalescente a causa del Covid e per questo in isolamento in una delle camere da letto della sua casa in Delaware. Condizione che gli ha permesso di passare molte ore da solo a riflettere sulla storica decisione che avrebbe comunicato al mondo in una domenica di fine luglio.

 

Complice probabilmente la consulenza di Steve Richetti, capo stratega della Casa Bianca e suo consigliere e di Mike Donilon, suo consigliere senior: sondaggi alla mano, hanno mostrato a Biden quanto terreno avesse perso fino a quel momento, dettaglio che si è fatto imperdonabile prendendo a riferimento gli Stati chiave per il voto.

 

Entrambi gli hanno detto che non tutto era ancora perduto, ma che una strada già in salita si sarebbe trasformata presto in un campo minato a causa del contrasto sempre più aspro con i finanziatori del partito, che ormai si erano decisi a classificarlo «troppo vecchio» per poter sperare di vincere una seconda volta.

DONALD TRUMP - JOE BIDEN

 

Anche celebrità del calibro di George Clooney si sono unite al coro per incitarlo a lasciare. Dopo tre settimane di scontri, qualcosa in Biden deve essere cambiato, scrive il Times, e la risposta non è tutta nei sondaggi. Possono aver inciso, dicono i suoi assistenti, ma non sono il motivo del suo ritiro. Perché, in fondo, lui crede tuttora che avrebbe potuto battere il tycoon.

 

i meme sul confronto tv tra biden e trump 1

A far scattare qualcosa è stato invece l'aver maturato la consapevolezza di essere rimasto solo a combattere una guerra che avrebbe portato alla distruzione del partito democratico. L'istituzione alla quale ha dedicato tutta la sua vita. Solo allora è arrivata la domanda: «Se dovessimo farlo, cosa diremmo?».

 

A quel punto è iniziata al stesura della famosa lettera del cui testo erano a conoscenza solo altre quattro persone: la moglie Jill, il suo più stretto collaboratore Anthony Bernal, il secondogenito Hunter e Annie Tomasini, vice capo dello staff del presidente. Ad uno sguardo esterno, quello del ritiro sembra un epilogo quasi scontato.

 

SOSTITUZIONE ETNICA - MEME BY EMILIANO CARLI

Eppure, giusto il giorno prima di scrivere la sua lettera Biden ha ricevuto una telefonata da Ron Klain, il primo capo dello staff del presidente, che lo esortava a rimanere in corsa. «Questa è la mia intenzione», la risposta. Il giorno dopo è stata la moglie a chiedergli nuovamente quali fossero le sue intenzioni. Il presidente, a questo punto, era stanco, prosegue il Times. Il resto è storia. L'endorsement a Kamala Harris la ciliegina sulla torta con cui il partito democratico ha inaugurato la ripresa della competizione. 

 

Nelle settimane successive al ritiro, persone vicine a Biden lo hanno descritto come risentito e arrabbiato nei confronti degli alleati democratici che avevano contribuito a organizzare la sua cacciata. Ma quella domenica - fa notare il Times - almeno, non lo dava a vedere. Sembrava in pace. [...]

 

trump biden

«I sondaggi che avevamo dimostravano che si trattava di una corsa testa a testa, saremmo stati al limite ha detto Biden -. Ma molti dei miei colleghi democratici alla Camera e al Senato pensavano che li avrei danneggiati. Ed ero preoccupato che se fossi rimasto in gara, quello sarebbe stato l’argomento: pensavo che sarei diventato una distrazione». [...]

Mike Donilonjoe jill bidenmike donilon harris bidenjill e hunter bidenil primo discorso di kamala harris dopo il passo indietro di joe biden 6jill e hunter e melissa bidenjon klain mike donilon jen o'malley dillon MEME SU JOE BIDEN MORTO

Ultimi Dagoreport

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…