coronavirus terapia intensiva

GLI ANZIANI SARANNO SACRIFICATI? CASELLI CONTRO IL DOCUMENTO DELLA SOCIETA’ ITALIANA DI ANESTESISTI: "IN SOSTANZA ESSO SOSTIENE CHE PRIMA O POI, PERDURANDO LA DISASTROSA EMERGENZA DEL CORONAVIRUS, SARÀ NECESSARIO FISSARE UN LIMITE DI ETÀ PER L'ACCESSO ALLE TERAPIE INTENSIVE. SI FINISCE PER TRASCURARE IL PROFILO DELLA QUALITÀ DELLA VITA DEI VECCHI, CHE SEBBENE ORMAI BREVE, NON MERITA DI ESSERE AVVELENATA DA ANGOSCE INDOTTE CHE SI AGGIUNGANO A QUELLE FISIOLOGICHE"

Gian Carlo Caselli per il “Fatto quotidiano”

 

terapia intensiva

La "Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva" (Siaarti) ha diffuso un documento indirizzato al governo che avrebbe meritato una discussione più ampia. Dichiaro subito che sono ormai vicino agli 81 anni, per cui confesso che attendersi da me del distacco emotivo o una disattivazione della sfera dei sentimenti è assurdo, come dire che il vino prodotto nelle Langhe vale quanto gli ignobili intrugli dei wine kit.

 

Nello stesso tempo non intendo appellarmi (sarebbe stolida arroganza) all' autorità o saggezza che solitamente si ritengono essere diretta conseguenza dell' età.

 

Debbo anzi superare il timore reverenziale che la denominazione stessa (obiettivamente fragorosa) della "Società" suscita in me; consapevole come sono che quando comincia l' algoritmo - anche quello medico/sanitario - io mi perdo. So pure che il destino dei figli degli uomini è (citando José Saramago) "dall' argilla all' argilla, dalla polvere alla polvere, dalla terra alla terra, nulla comincia che non debba finire, nulla finisce che non cominci".

GIANCARLO CASELLI

 

E tuttavia non riesco a liberarmi dalla sensazione che quel documento contenga una nota stonata nei confronti dei vecchi come me. In sostanza esso sostiene che prima o poi, perdurando la disastrosa emergenza del coronavirus, sarà necessario fissare un limite di età per l' accesso alle terapie intensive, basato sulle maggiori possibilità di sopravvivenza e sul fatto di avere più anni di vita salvata. Non è proprio l' invito a selezionare gli ingressi in ospedale stilando liste differenziate a seconda dell' età, fino a prevedere una specie di "proscrizione" dei più vecchi e malandati, ma un poco ci assomiglia.

 

ospedale reparto di terapia intensiva coronavirus

Il documento si preoccupa di avvertire che affrontare il tema dell' accessibilità o meno alle cure intensive può essere moralmente ed emotivamente difficile. È ovviamente giusto porsi anche questo problema. I medici della "Siaarti" lo risolvono dicendo che il loro è solo un tentativo di illuminare il processo decisionale del singolo anestesista/rianimatore (che sia posto di fronte al dilemma di chi "privilegiare" quando non vi sia possibilità di trattamento intensivo per tutti), offrendogli un piccolo supporto che potrebbe contribuire a ridurne l' ansia, lo stress e soprattutto il senso di solitudine.

 

GianCarlo Caselli e moglie

Bene, ma col difetto di trascurare l' ansia, lo stress e il senso di solitudine che il documento non può non provocare nei vecchi, specie se malandati. I quali, trovandoselo squadernato dai media, poiché esso sembra (forse al di là delle intenzioni) escludere di fatto ogni residuo spazio di speranza, inevitabilmente saranno portati a rimuginare sul triste destino senza scampo che potrebbe loro toccare, quando l' eventuale ricovero in ospedale non fosse più per curarli ma soltanto per sostituire ai medici il decorso del tempo necessario a morire. Intendo dire che, imperniando il ragionamento sulle aspettative di vita e circoscrivendolo in quest' ambito, si finisce per trascurare il profilo altrettanto se non più importante della qualità della vita dei vecchi, che sebbene ormai breve, non merita assolutamente di essere avvelenata da angosce indotte che si aggiungano a quelle fisiologiche.

 

Questo, a mio avviso, il difetto del documento dei medici. Cui si debbono peraltro riconoscere vari pregi: l' evocazione nient' affatto retorica dell' abnegazione di cui medici e infermieri danno quotidianamente prova; la perentoria raccomandazione alla comunità tutta di starsene quanto più possibile in casa per evitare sviluppi catastrofici; la sacrosanta richiesta di aumentare i posti e potenziare le attrezzature in rianimazione; la motivata prospettazione dei pericoli di ricaduta dell' emergenza (se non adeguatamente fronteggiata) sul sistema sanitario intero e non solo sul versante dei pazienti vecchi.

 

ospedale REPARTO DI TERAPIA INTENSIVA coronavirus

Che tuttavia, per concludere, non debbono di certo sopportare - per statuto - colpe che non hanno. E neppure un' etica clinica quantomeno apodittica.

terapia intensiva 2RESPIRATORE PER LA TERAPIA INTENSIVA

Ultimi Dagoreport

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANDO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?