giorgia meloni giorgio mule marina berlusconi

AVVERTITE LA MELONI: PIÙ CHE COMPLICATO, ’STO PREMIERATO È DA RICOVERO! – SENTITE COSA DICE IL FORZISTA GIORGIO MULÉ, VICEPRESIDENTE DELLA CAMERA, SULLA RIFORMA VOLUTA DALLA DUCETTA: “CI VUOLE IL TSO, IL TRATTAMENTO SEMPLIFICATO OBBLIGATORIO. NO A SURROGATI O PANCHINARI CHE DIVENTANO PRESIDENTE”. POI AGGIUNGE: “PARLO A TITOLO PERSONALE”. MA ATTENZIONE: MULÉ HA TRASLOCATO DALL’AREA DELLA RONZULLI ALLA CORTE DI MARINA BERLUSCONI. TRADOTTO: LA CAV IN GONNELLA INVIA UN “PIZZINO” ALLA SORA GIORGIA…

Estratto dell’articolo di Giovanna Casadio per www.repubblica.it

 

giorgio mule foto di bacco

“Per il premierato ci vuole il tso, il trattamento semplificato obbligatorio”. Giorgio Mulè, vice presidente della Camera, forzista, premette: “Parlo a titolo personale”. E a titolo personale, senza volere impegnare il partito Forza Italia, dice che la riforma per l’elezione diretta del premier, la meloniana “madre di tutte le riforme”, ha bisogno di cambiamenti e chiarimenti.

 

Mulè lo pensava prima che l’ultimo testo, quello depositato in Senato e che tra poco comincerà l’iter parlamentare, svelasse un aggiustamento niente affatto da poco: salta il riferimento alla scheda unica. Prima c’era scritto all’articolo 3 che “le votazioni per le elezioni del presidente del Consiglio e delle Camere avvengono tramite un’unica scheda elettorale”.

 

GIORGIA MELONI

Adesso nell’ultima versione, si legge: “Le votazioni per l’elezione delle due Camere e del Presidente del Consiglio avvengono contestualmente”. Cosa significa esattamente? Si vedrà nella futura legge elettorale. Ma in teoria di schede potrebbero esserne necessarie tre. Sarebbe il gioco delle tre schede.

 

[…]

 

Per la riforma di Giorgia Meloni, tradotta in norma dalla ministra Elisabetta Casellati, non sarà un percorso facile nella stessa maggioranza. Marcello Pera, ex presidente del Senato, ora senatore di Fratelli d’Italia, ha consegnato in una intervista a Repubblica le sue perplessità: “Con la riforma del premierato si rischia di favorire i ribaltoni anziché evitarli”.

 

IL BACIO TRA GIORGIA MELONI E MARINA BERLUSCONI

 Ha elencato critiche tecniche sulla possibilità che la proposta in discussione corregga davvero i danni dell’instabilità degli esecutivi. Nel mirino la norma anti-ribaltone, quella che consente che il premier eletto nelle urne sia sostituito, nel caso in cui dovesse fallire il suo mandato. Sulla “contestualità” di elezione richiamata nella riforma, Pera osserva: “Le modalità saranno scritte nella legge elettorale. Più schede comunque non sono necessarie. I dubbi che io ho espresso riguardano i poteri del premier, qualcosa di un po’ più grosso delle schede elettorali”.

 

E a proposito dei poteri del premier, Mulè boccia del tutto la norma anti-ribaltone perché “non può essere che il panchinaro o sostituto, ovvero il premier non eletto a cui viene dato l’incarico in seconda battuta, abbia quel ruolo. No a surrogati o panchinari che diventano premier. Peggio se con una maggioranza magari diversa da quella uscita dalle urne”.

 

giorgio mulè dorme mentre presiede al seduta dell aula della camera

Per il vice presidente forzista infatti la formulazione della riforma costituzionale non è garanzia sufficiente di anti-trasformismo. “È scritto nella norma che il premier numero due sia della stessa maggioranza uscita dal voto, ma nulla vieta che si aggreghi un’altra forza politica. Insomma il trasformismo di Palazzo non sarebbe arginato”.

 

 

E sulla legge elettorale, altro punto cruciale che si accompagna alla rivoluzione istituzionale dell’elezione diretta del premier, sostiene Mulè che bisogna “ragionarci bene, perché la soglia che consente di fare scattare il 55% dei seggi garantiti a chi vince, va ben ponderata che sia il 30, il 35 o il 40%”. E mettersi a lavorare subito. [...]

giorgio mule sottosegretario di stato alla difesa foto di baccoGIORGIA MELONI MARINA BERLUSCONI - MEME BY EDOARDO BARALDI marcello peragiorgio mule foto di bacco (1)

 

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?